Marco Telluri
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Kakà: il derby della Madonnina battezza un fuoriclasse

Un gol all'esordio nel derby di Milano. Questo è stato il biglietto da visita con la quale Ricardo Kakà ha mostrato il suo talento al mondo intero

Kakà: il derby della Madonnina battezza un fuoriclasse
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“Quel ragazzo ha talento, è un predestinato”. Quante volte i vari telecronisti hanno recitato questa formula, una sentenza che nonostante si susseguano le varie  generazioni di campioni accompagna sin dagli albori il gioco del calcio. Oggi raccontiamo la storia di uno di quei calciatori con le stigmate del fuoriclasse o meglio di un gol, segnato alla prima in una stracittadina, che ha presentato al mondo  uno di quei ha giocatori che è riuscito a far breccia nei cuori degli appassionati aldilà di ogni credo calcistico. Parliamo di Ricardo Izecson dos Santos Leite, in arte Kakà.

Kaká con la sua maglietta "I Belong to Jesus"

Kaká con la sua maglietta “I Belong to Jesus”

FUORICLASSE ATIPICO – La storia di Kaká non è la solita favola del ragazzino che mangia riso e fagioli con qualche dramma familiare alle spalle. Ricardo proviene dalla medio borghesia brasiliana, quasi a voler sfatare il tabù dei “ninos de rua” brasiliani, quei folletti a piedi scalzi col genio nei piedi. Si dice che proprio  il genio si manifesti quando si prende un mestiere e lo si cambia. Kakà ha fatto questo: le sue famose “galoppate” palla al piede e quei dribbling eleganti a tal punto da fargli guadagnare l’appellativo di “smoking bianco”  hanno anticipato i ritmi frenetici che connotano il calcio di oggi.

SIGNORI E SIGNORI, ECCO A VOI KAKA’ – La macchina del tempo ci riporta al 5 ottobre 2003, il derby tra i “baùscia” nerazzurri e i “casciavìt” rossoneri questa volta cade alla 5°di campionato. In campo ci sono giocatori del calibro di Pirlo, Inzaghi e Vieri giusto per citarne alcuni; insomma i riflettori degli appassionati di tutto il mondo sono puntati su San Siro. La partita sarà per il Milan una vera e propria marcia trionfale che vede andare in rete prima Inzaghi poi Pirlo ed infine il  nostro uomo Kakà, nome che da quel giorno non ha mai smesso di echeggiare tra le fila della curva sud.

QUANDO UN DERBY TI CAMBIA LA VITA – Dopo quel gol la carriera del giovane brasiliano è letteralmente decollata. Il potenziale crack del calcio brasiliano è diventato il  fuoriclasse che tutti conosciamo. La consacrazione è avvenuta dunque con la maglia rossonera, quella stessa casacca che è divenuta una sorta di seconda pelle per l’asso carioca. Il resto della sua carriera è ormai storia, il palmarès di “riccardino” non lascia molto margine di discussione ma ben descrive quello che è stato il valore del numero 22 rossonero; un giocatore arrivato in punta di piedi, quasi nello scetticismo generale ma capace al tempo stesso  di trasformare San Siro in una bolgia proprio come quel 5 ottobre, il “turn point” della vita del ragazzino di Brasilia.

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