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Roger Federer è il re del tennis, come lui nessuno mai

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ROMA, 9 LUGLIO 2012- Probabilmente gli anni che stiamo vivendo passeranno alla storia come gli anni della terribile crisi economica, dello spread, della mancanza di lavoro e simili. Cose poco piacevoli evidentemente. E allora cerchiamo rifugio in cose più frivole, per alcuni banali, come la passione per lo sport. Per fortuna, almeno in questo settore, le cose vanno un po’ meglio, i ricordi si addolciscono. Un domani potremo infatti raccontare ai nostri figli, ai nostri nipoti, di essere stati contemporanei  di Messi, Del Piero, Totti, Schumacher, Roger Federer. Campioni indiscussi, miti, bandiere.

RE ROGER– In particolare parlando di campioni sopraffini, eleganti ed educati dentro e fuori dal campo, il pensiero andrà sicuramente, anche fra cinquanta anni, al Re del tennis: Roger Federer. Lo svizzero è di nuovo numero uno al mondo dopo aver battuto Andy Murray nella sua ottava finale di Wimbledon. Uno sportivo straordinario che ha eguagliato il record di Sampras nel numero di vittorie nello Slam inglese (7) e nel numero di settimane ai vertici della classifica ATP: 286, per ora. Ha vinto 75 titoli tra cui quattro Australian Open (2004, 2006, 2007, 2010), il Roland Garros nel 2009 e 5 volte lo US Open dal 2004 al 2008. È l’unico giocatore nella storia del tennis ad aver raggiunto la finale in tutti i tornei Masters 1000 vincendone 20. Ha quasi trentuno anni e ancora tanta fame di vittorie. Per molti esperti è il tennista più forte della storia.

CARRIERA: GLI INIZI– Nato a Basilea, entra nel circuito ATP a neppure 17 anni dopo aver vinto l’edizione Juniores di Wimbledon ed avere raggiunto la finale Juniores degli US Open. Nel 2001, a Milano, arriva per Roger la prima vittoria di un torneo. Il ragazzo promette bene e nello stesso anno riesce a battere il suo idolo Pete Sampras.

I SUCCESSI A WIMBLEDON– La consacrazione arriva nel 2003 quando riesce a conquistare prima Doha e Marsiglia sul cemento, poi Monaco sul rosso; ma la vittoria decisiva arriva sull’erba di Wimbledon quando il 22enne svizzero batte Philippousis 7-6 6-2 7-6. Ben presto l’erba dei Championships diventa il giardino di re Roger, viste le successive vittorie nel 2004 ( battuto in finale Roddick), nel 2005 (sempre contro lo statunitense), nel 2006 (contro Nadal per  6-0 7-6 6-7 6-3) e nel 2007 (ancora sconfitto Nadal 7-6 4-6 7-6 2-6 6-2). Con questa quinta vittoria raggiunge il numero di trionfi di Borg. Il 2007 è ulteriormente impreziosito dalla vittoria all’Australian Open e all’Open americano. Sono gli anni più intensi e meravigliosi di un decennio irripetibile.

2008-2011– Il 2008 si apre male per lo svizzero che scopre di avere la mononucleosi. Riesce comunque ad arrivare in finale a Wimbledon, ancora una volta contro il nemico-amico Nadal, ma stavolta è sconfitto dal maiorchino con il punteggio di  4-6, 4-6, 7-6, 7-6, 7-9 in 4 ore e 48 minuti. Da molti è considerata la partita più bella di sempre. Nonostante un’annata non eccezionale, lo svizzero trionfa anche alle olimpiadi e agli US Open. Nel 2009 perde le finali degli Australian Open e degli US Open ma rivince Wimbledon, nuovamente contro Roddick. Nel  2010 rivince l’Open di Australia; va meno bene sull’erba di Londra visto che esce ai quarti sia nel 2010 che nel 2011; in quest’ultima edizione viene rimontato dal francese Tsonga che era in svantaggio di 2 set.

Quando alcuni già lo consideravano un ex giocatore ecco che Roger si prende la sua rivincita ed entra per sempre nella storia: 8 luglio 2012. Il re è tornato sul trono.

 

A cura di Antonio Scali

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