Kevin Brunetti
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Nba, Los Angeles Lakers: il ritorno di Nick Young è una benedizione

16,5 punti e 4,5 rimbalzi di media nelle due partite disputate, il ritorno di Nick Young è una manna dal cielo per Byron Scott e i suoi Lakers

Nba, Los Angeles Lakers: il ritorno di Nick Young è una benedizione
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Dopo gli infortuni di Nash e Randle la stagione di LA sembrava degna di essere vista solo per Kobe… A quanto pare però anche Nick Young ha intenzione di dire la sua: 33 punti in 56′ disputati fino ad ora, con “Swaggy P” sul parquet Byron Scott ha più soluzioni offensive a disposizione e i risultati stanno già arrivando.

Ed Davis, assieme a Nick Young è chiamato a portare fisico e punti dalla panchina

Ed Davis, assieme a Nick Young è chiamato a portare fisico e punti dalla panchina

PANCHINA – In un roster che escluso Kobe Bryant è assai povero di talento, ciò che è mancato maggiormente nelle prime sfide sono sicuramente i punti dalla panchina. Gli unici capaci di aiutare la squadra in questo settore sembravano infatti Ed Davis e Wayne Ellington… Troppo poco per sopperire alle carenze messe in mostra dal resto della squadra. Il ritorno di Nick Young in quest’ottica è chiave, l’importanza di un sesto uomo che possa contribuire offensivamente segnando è stata messa bene in evidenza dai Clippers (Jamal Crawford), e adesso Nick deve dimostrarsi quel tipo di giocatore. Le prime due partite sono state più che incoraggianti con 16,5 punti di media dalla panchina, adesso serve continuare sulla strada intrapresa.

MENO PRESSIONE SU KOBE – Questo è l’altro fattore fondamentale che Nick Young porta alla squadra. Senza di lui Bryant era l’unico ad avere talento e coraggio tali da prendersi tiri difficili per sopperire alle carenze nella manovra offensiva dei Lakers. A risentirne è stata ovviamente la media al tiro del 24 (38,6% con 27,5pt di media), oltre che la squadra: spesso e volentieri infatti Kobe è stato chiamato a prendersi tiri difficilissimi per chiunque, anche per lui, con conseguenti errori e perdita di possesso. La differenza però si è vista immediatamente già nella sfida di tre giorni fa contro Atlanta. Gli esempi più lampanti sono gli ultimi possessi Lakers del secondo e terzo quarto contro gli Hawks: meno di 24″ sul cronometro, Kobe ha la palla, tutti si aspettano il tiro, quindi arriva il raddoppio sul Mamba… Caso 1: scarico sul solissimo Young e tripla di “Swaggy P”. Caso 2: scarico su Price, passaggio rapido al solissimo Young e ancora tripla di “Swaggy P”. Esempi chiarissimi del fatto che con lui in campo i Lakers hanno una varietà maggiore di soluzioni offensive… Ma “Swaggy P” cosa ne pensa? Ovviamente risponde a modo suo:

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