Antonio Casu
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Croazia, ieri e oggi: la nuova Jugoslavia è sempre più grande

Classe e concretezza, orgoglio e determinazione: la Nazionale balcanica è una grande realtà del calcio europeo

Croazia, ieri e oggi: la nuova Jugoslavia è sempre più grande
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La Croazia sta invadendo l’Europa a colpi di fioretto. Non ci sono guerre alle porte, fortunatamente, ma si parla di calcio. Bellissimo calcio. La Nazionale balcanica, capace pochi giorni fa di mettere sotto l’Italia a San Siro, ha conquistato tutti, che siano esteti o amanti del gioco concreto, senza fronzoli. Sembra un paradosso, ma non lo è. La vera forza dei croati è la capacità di unire alla tradizione slava, legata principalmente all’infinita classe dei singoli, una buona dose di cinismo e concretezza, fondamentale per ambire ai traguardi più importanti. Dal terzo posto ai Mondiali del 1998, momento più alto della storia croata, ad oggi, il percorso è stato lungo, ma le ambizioni sono sempre le stesse.

Niko Kovac, tecnico della Croazia

Niko Kovac, tecnico della Croazia

IL CEMENTO E LA PIUMALa Croazia è giovane e corre con leggerezza ed un velo di incoscienza. Nel calcio di oggi, sempre più fondato sui risultati e sempre meno sul romanticismo, è indispensabile valorizzare le potenzialità tecniche attraverso una guida forte.  Niko Kovac, ct croato, lo è. Mediano di contenimento negli anni da calciatore, ha mantenuto questo spirito anche da allenatore, senza però tarpare le ali ai talenti della sua squadra. Il mix è letale, non ancora supportato dai risultati, ma in prospettiva vincente. Kovac è una colata di cemento che ha solidificato un gruppo forte, stretto a doppio filo con il calore dei tifosi (quelli veri, che non hanno niente a che fare con i delinquenti di San Siro). Ieri come oggi, la follia dei geni è ben supportata dall’umile classe operaia. Se poi scorre qualche litro di birra di troppo a fine partita, il problema è relativo.

TRE FOTOGRAFIE A COLORI – Il bianco ed il rosso, colori della purezza e della passione, della classe cristallina e del sacrificio, sono i cardini della nuova era croata. Da Suker a Mandzukic, da Boban a Modric, da Prosinecki a Rakitic, il passo è lungo, ma allo stesso tempo entusiasmante. Quella Croazia, capace di umiliare la Germania, è ancora inarrivabile ed è una fotografia a colori bellissima, da guardare e riguardare. Una foto scattata oggi è altrettanto stupenda, ma incompleta, come se avesse bisogno di essere montata con un’altra. Quel terzo scatto, con protagonisti Kovacic, Halilovic, Brozovic e Kramaric, non esiste ancora, ma ha sfumature color oro che possono far sognare. L’Europeo è lontano due anni, eppure la Croazia è già pronta. O quasi.

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