Orazio Rotunno
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Chi è il Pusher? L’ipocrisia di Antonio Conte

Lo spacciatore di ipocrisia ha fatto tappa in Italia, l'ultimo degli acquirenti è Antonio Conte: ma lai lista è lunga e colma di prime donne

Chi è il Pusher? L’ipocrisia di Antonio Conte
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La nostra rubrica si occupa di chi si è fatto notare per frasi scellerate, gesti sconsiderati e situazioni imbarazzanti. Il “Pusher“, non da oggi, ha trovato terreno fertile nel Paese dello stivale, preso a calci nel sedere da politica, istituzioni e poteri forti. E fra i tanti mali che attanagliano questa terra, vi è quella squallida ipocrisia che caratterizza un po’ tutti e nessuno escluso, di chi cambia bandiera come fosse un taglio di capelli: il calcio è lido ideale per costoro, che oggi difendono ed accusano l’altra barricata per poi ritrovarsi oltre il guado e fare l’esatto contrario. Antonio Conte è il protagonista del “Pusher” di oggi.

“SCONDENDO E INFELICE” –Siamo soli contro tutti, la Nazionale non frega a nessuno“. Peccato che, sino a qualche mese fa, a vedere la Nazionale come una rottura di scatole era proprio lui, il signor Conte ex allenatore della Juventus. Oggi maledice lo stop di 4 mesi che rivedrà gli azzurri in campo solo a marzo, 12 mesi fa era una benedizione. I bianconeri erano all’epoca, come oggi, la maggior risorsa per la Nazionale e ciò non poteva certo far piacere al tecnico leccese. Che a proposito di ipocrisia, si sarà scordato di esser tale e dell’amore tanto decantato per la sua città quando esultò come un matto in maglia bianconera per un gol contro i salentini. Sono ancora vive nei nostri ricordi le dichiarazioni di Antonio Conte circa le pessime condizioni in cui versavano i propri giocatori quando venivano chiamati alla “leva azzurra“, per poi fare ritorno a casa peggio di prima. Il caso-Chiellini su tutti, lo scorso mese di marzo ne fu ultimo esempio. Lo sfogo di Conte non ha senso, o lo avrebbe se non avesse difeso in tempi non sospetti l’esatto contrario: il diritto dei club di preservare i propri giocatori a dispetto degli interessi della Nazionale. Che si sia già pentito della scelta fatta? Nell’aver rilevato l’Italia più scarsa tecnicamente degli ultimi 30 anni, mentre la Juve dimostra di saper dominare anche senza di lui? In caso contrario, Antonio Conte, hai voluto la bicicletta: ora pedala.

Ma non è solo, l’ex bianconero: lo spacciatore di ipocrisia ha fatto strage in Italia, i clienti non sono mai mancati e mai mancheranno. Dal CapelloMai alla Juve“, al CannavaroResto anche in B“, per poi passare all’Allegri non più furioso per il gol di Muntari, o al Lucio che si presenta alla Juve legittimando gli scudetti revocati. E come in un circolo vizioso, si torna a Conte che dribbla la domanda sugli Scudetti riconosciuti dalla Lega ricordando solo quelli vinti da lui in persona. E poi c’è chi, come il nostro Carlo Ancelotti, dall’Italia ha portato un po’ di sana ipocrisia in Spagna ricordando come Bayern e Chelsea si siano rinforzate alla grande e a suon di milioni: come se James Rodriguez e Toni Kroos siano alla sua corte quali prodotti del vivaio blancos.

L’ipocrisia è di casa, qui nel Belpaese, celata in uno stivale pieno di impronte del nostro posteriore: che a volte, sempre più spesso, somiglia tanto alla faccia di chi ci governa.

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