Walter Molino

Seedorf, accoglienza da Re al Botafogo: ecco la conferenza stampa d’apertura

Seedorf, accoglienza da Re al Botafogo: ecco la conferenza stampa d’apertura
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Il sorriso di Clarence

RIO DE JAINEIRO, 09 LUGLIO – Giorno di presentazioni anche in Brasile. Il Botafogo ha infatti presentato il suo nuovo acquisto Clarence Seedorf. Circa un’ora di conferenza stampa in cui Seedorf ha manifestato il suo sogno di vincere il Campionato Brasiliano.

LE PRIME PAROLE – Presenti alla conferenza, oltre all’ex numero 10 rossonero, anche il Presidente del club alvinegro Marcos Assumpçao e l’ex Milan e Botafogo Amarildo. In particolare Amarildo ha messo un po’ di pepe dall’altra parte dell’Oceano anche al derby di Milano: “Seedorf,  ha un difetto nella sua carriera. Ha giocato nell’Inter.” Quanto all’ex di Seedorf ed Ajax, le sue parole sono state di grande ambizione:  “Innanzitutto devo continuare a lavorare per mantenere la mia forma fisica e per aiutare questo club ed i suoi sostenitori. Voglio ringraziare tutto il Brasile per l’affetto che mi hanno fatto sentire sin da subito. Il minimo che posso fare è lavorare per cercare di conquistare qualche trofeo. Il Brasileirao è molto equilibrato. Il Botafogo può anche sperare di vincere. La storia mostra, negli ultimi anni, che possiamo farcela. Il cammino è lungo, ma io sono qui per fare meglio. Sono un giocatore a completa disposizione dell’allenatore. Il mio primo contatto è stato rapido. Subito ho avuto buone sensazioni. Ho visto la partita ieri, abbiamo vinto 3-0 contro il Bahia ed ho visto molto potenziale e mentalità di attaccare, questo piace ai brasiliani. In aeroporto ho visto tanta gente. Voglio ringraziarli. Addirittura tifosi di altre squadre. Non sono prontissimo fisicamente, devo rimettermi leggermente in forma.

IL LEGAME BRASILIANO –Io ho firmato proprio dieci anni dopo la conquista della Coppa del Mondo del Brasile. In Suriname (dove è nato ndr) si tifa o per il Brasile o per l’Olanda. Il Brasile ha accompagnato tutta la mia vita. Ho giocato al Madrid ed ero compagno di Roberto Carlos. Lì ho imparato a parlare portoghese. Vengo sempre qui in vacanza, insomma giocare qui è stata quasi una scelta logica. Il Brasile è un paese in ascesca economica. Tutti riconoscono i calciatori verdeoro nel mondo. Ed inoltre ha sempre prodotto tanti talenti“. Sicuramente anche sua moglie Luviana, originaria di Rio e tifosissima del Fogao ha inciso in questa scelta di vita.

ASPETTATIVE – Un Clarence molto pragmatico, che non ha voluto fare promesse, ed è sembrato molto propositivo: “Non mi piace fare promesse e parlare. Preferisco lavorare. Devo integrarmi nel gruppo e dobbiamo cercare di vincere e sognare qualcosa. Questo lo so fare bene, tutti hanno dei sogni ed il Botafogo vuole vincere il campionato, ed io con loro. Ma dobbiamo dimostrare in campo la nostra forza, senza fare troppi proclami. La mia sensazione è che il gruppo è unito. Nel 2004 la Grecia ha vinto l’Europeo, perché noi non potremmo vincere il Brasileirao?” Quanto ai sogni di Copa Libertadores, l’ex Milan invece frena: “Facciamo un passo alla volta. La Libertadores è una grandissima competizione, ed è fantastico vedere come i giocatori che la vincano si sentano felici. Noi dobbiamo prima realizzarci a livello nazionale, poi penseremo al livello internazionale“.

LA SCELTA –Ci stavo pensando da un anno e mezzo a venire qui. L’importante per me era trovare un progetto che mi valorizzasse. Non solo tecnicamente, ma sotto tutti i punti di vista. Il Botafogo mi ha dato proprio quello che volevo, un progetto ambizioso in un club riconosciuto a livello nazionale e mondiale. E’ una sfida nuova. Arrivo in un nuovo club, non mi preoccupano i problemi degli stadi Brasiliani, anche in Europa ce ne sono. Neanche arrivare in una città con molte rivalità come Rio mi preoccupa. Anzi mi affascina giocare i tanti derby cittadini. Ho già giocato il derby più importante del mondo, Real-Barcellona, ed essere applaudito dai tifosi del Barça mi ha emozionato molto“.

A cura di Walter Molino

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