Giuseppe Folchini
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Eternit: Ingiustizia è fatta

La Corte di Cassazione, accoglie la richiesta di prescrizione per la condanna Eternit. Al via un processo bis

Eternit: Ingiustizia è fatta
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stephan schmidheiny, ex CEO dell'Eternit

stephan schmidheiny, ex CEO dell’Eternit

DIRITTO SENZA GIUSTIZIA- Sta tutto racchiuso in una frase, il depauperamento etico e  morale di una classe dirigente alla deriva e dei suoi poteri autocelebrativi. Ha il suono secco e stridente di una frustata. ” Il giudice tra diritto e giustizia, deve sempre scegliere il diritto “, così il sostituto procuratore generale Francesco Iacovello, ha chiesto alla Corte di cassazione di applicare la prescrizione per i  reati  contestati al miliardario svizzero Stephan Schmidheiny CEO del gruppo svizzero Eternit, considerato il Bill Gates elvetico e il barone belga Jan Luis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, deceduto 92enne nel 2012, ad dello stesso gruppo Eternit, condannati dal Tribunale di Torino a 18 anni di reclusione per  disastro ambientale doloso permanente ed omissione dolosa di cautele antinfortunistiche.
Persi nel nulla cinque anni di battaglie giudiziarie e di famiglie distrutte dal mesotelioma, il tumore dell’amianto.

SVANITO IL RISARCIMENTO DI 90 MILIONI– Era il  6 aprile 2009, con la prima udienza preliminare per la maxi inchiesta sui casi di morte da amianto tra gli ex lavoratori di quattro filiali italiane della Eternit: Casale (Alessandria), Cavagnolo (Torino) e Bagnoli (Napoli) e dal 1980 per quello di Rubiera (Reggio Emilia)  con le sue 2.889 persone offese  Ammontavano  a 89 milioni di euro, gli indennizzi che Schmidheiny  doveva versare a titolo di provvisionale; a ciascuna delle 932 persone fisiche (malati o parenti di persone decedute) erano stati destinati 30 mila euro.
Tuttavia la Corte d’Appello esclude l’Inail dal gruppo delle parti civili,  che devono essere indennizzate e questo perché è stata pronunciata l’assoluzione dell’unico imputato rimasto dall’accusa di omissione volontaria di cautele antinfortunistiche.
Dopo un tentativo di transare con lo svizzero per 18 milioni di euro nel dicembre 2011, la giunta di centro destra di Casale è costretta dai comitati degli ex lavoratori Eternit a rifiutare. Niente elemosine, solo dannatissima dignità e giustizia. Invece oltre al danno anche la beffa, se il reato non c’è non esiste nemmeno l’indennizzo. Annullato.

ETERNIT BIS- Il battagliero pm Antonio Guariniello, titolare di molte scomode inchieste nell’ultimo decennio, continuerà a perseguire l’ex CEO dell’Eternit; sostenuto da un impianto accusatorio  comunque vincente. Si aprirà il processo Eternit bis, dove l’accusa questa volta è di omicidio, reato che non subisce prescrizione. Mi domando se e perché  nessuno ci ha pensato prima. Migliaia di morti dopo. Come l’ex custode dello stabilimento Eternit, soprannominato Giuanin caramel. Che raccontava delle storie ai bambini che aspettavano il papà alla fine del turno. Ed ancora si muore e si morirà per l’Eternit, anche chi non ha mai lavorato negli impianti. Come  un fiorista, omone sportivo di 58 anni soprannominato per l’appunto Roccia, che in 16 mesi il mesotelioma ha portato via alla moglie. Allora come si può ragionevolmente pensare non sia possa accostare il disastro ambientale alle vittime? Ma di cosa hanno parlato in Tribunale? Il reato è ancora in corso, come hanno sottolineato i legali delle parti civili. Il picco delle morti è previsto per il 2025.

SI RISVEGLIA LA POLITICA- Dopo un primo assordante silenzio, la politica si è buttata a capofitto nella vicenda. Cercando di mettere un toppa ad una falla enorme. Come nelle comiche degli anni venti, sembra che i parlamentari abbiano triplicato la velocità . Tutti concordi nel ritenere inadeguata e inaccettabile la normativa. Perfino Matteo Renzi ha smesso di pensare ai sindacati, il nuovo regno del Male, per parlare dell’esigenza di modifica.  Per anni  se ne sono bellamente impippati. Che l’amianto  fosse cosi tanto economico quanto nocivo, lo si sapeva dalla metà degli anni 80. Domandiamoci perchè nel nostro Paese sia vietato solo dal 1992.
Non solo, anche l’ex premier Silvio Berlusconi, si è unito nel coro dei cahier de doleance. Ma dove era l’ex cav, quando confezionarono la famigerata Legge Cirielli, osteggiata dai giudici comunisti proprio perché  accorcia drasticamente i tempi per la prescrizione di reati per i quali è “..socialmente meno  sentita l’esigenza di una tutela giuridica penale”. Come tirare la statuetta del Duomo ?

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