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Mercato Milan, Ganso ha ufficialmente rotto con il Santos. Ma occhio al solito PSG

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Quale futuro per Ganso?

SANTOS, 9 LUGLIO – La storia d’amore tra Ganso e il Santos è ormai ai titoli di coda, e le diverse amanti del giocatore sono pronte a trarre profitto dalla situazione. Il nome del centrocampista brasiliano è da almeno due anni sui taccuini dei principali club europei, ma Milan e Paris Saint-Germain sono i due che hanno concentrato maggiormente le proprie attenzioni sul 23enne. Il divorzio tra il Peixe e il ragazzo è stato annunciato da Delcir Sonda, figura a capo dell’omonimo fondo di investimento che gestisce il 55% del suo cartellino: “Ganso non giocherà più nel Santos. È la nostra decisione definitiva e non torneremo indietro“, le parole riferite a Zero Hora che lasciano adito a pochi dubbi eccetto quello su quale sarà la prossima maglia con cui l’ex Paysandu esibirsi al cospetto delle grandi platee.

RISVOLTI – Come riporta MilanNews, non c’è solo l’Europa tra le possibili destinazioni. Lo stesso Sonda potrebbe rilevare il restante 45% del cartellino per poi iniziare a trattare con l’Internacional di Porto Alegre, club che ha appena dato una nuova dimora a Diego Forlan e che ha portato alla ribalta Alexandre Pato. È ancora prematuro immaginare il Papero e Ganso compagni di squadra in rossonero. Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan, ha ribadito negli scorsi giorni che il mercato della società capeggiata da Silvio Berlusconi è chiuso, almeno in entrata, ma sicuramente lo stesso ex presidente del Consiglio sarebbe ben disposto a sborsare una grossa cifra per assicurarsi un giocatore dalle caratteristiche tecniche e anagrafiche del nazionale verdeoro.

SEMPRE LORO – Tuttavia resta sempre da considerare l’insidia parigina. Anche il club del direttore sportivo Leonardo sarebbe pronto ad aprofittare della situazione, forte dell’importanza che proprio l’ex allenatore dell’Inter potrebbe avere nella trattativa con il connazionale, in una posizione privilegiata nel suo indice di gradimento fin da quando lavorava in Italia.

Alessio Tuveri

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