Davide Luciani
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Inter-Milan: la top undici degli ex

Da Ghezzi a Ibrahimovic, passando per Collovati e Pirlo, ecco la nostra top 11 degli ex di Inter e Milan

Inter-Milan: la top undici degli ex
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Zlatan Ibrahimovic, uno dei pochi ad avere vinto sia con l'Inter che con il Milan

Zlatan Ibrahimovic, uno dei pochi ad avere vinto sia con l’Inter che con il Milan

Sono stati molti i giocatori che, negli anni, hanno vestito le maglie sia del Milan che dell’Inter. Nonostante la rivalità sul campo, le due squadre di Milano sono state spesso alleate sul mercato, scambiandosi spesso dei giocatori. Questi scambi si sono intensificati a partire dagli anni novanta, quando i nerazzurri hanno fatto spesso la parte dei “pirla”, per dirla alla milanese. Il doppio scambio Pirlo-Seedorf per Guglielminpietro-Coco ha fatto giurisprudenza. Alcuni giocatori, hanno vestito le maglie delle due squadre dopo essere passati per altre società. i casi più eclatanti, da questo punto di vista, sono quelli di Ronaldo e Ibrahimovic. Ecco la nostra speciale top 11 sui doppi ex di Milan e Inter.

DIFESA – In porta c’è Giorgio Ghezzi, il portiere della prima Champions del Milan nella stagione di grazia 1961/62.  Ghezzi arrivò al Milan dal Genoa in cambio di Buffon nella stagione 1959/60. L’anno prima, il giocatore era stato scaricato dall’Inter dopo sette stagioni, 186 presenze e due scudetti, perchè il club nerazzurro decise di affidare il ruolo da titolare a Enzo Matteucci. Nella Milano rossonera, Ghezzi si prese una bella rivincita verso chi lo considerava finito.
In difesa, il nome forte tra gli ex è quello di Collovati. Cresciuto nelle giovanili del Milan, l’ex campione del mondo divenne ben presto un uomo simbolo del Diavolo. Il difensore scese in B nella stagione 1979/80, quando i rossoneri furono condannati alla retrocessione per il calcioscommesse. Fu nominato anche capitano del Milan nell’estate del 1981, ma, nell’estate del 1982,dopo che i rossoneri retrocessero in B sul campo, decise di passare all’Inter. Decisiva nella scelta fu una violenta contestazione che aveva visto Collovati colpito da un sasso scagliato dai tifosi inferociti. La stampa gli affibbiò anche il soprannome di “ingrato transfuga”.
Assieme a Collovati in difesa piazziamo Favalli e Simic, due che con l’Inter non hanno vinto nulla, ma che, passati in rossonero, pur senza essere titolari fissi, hanno conquistato Champions (due Simic e una Favalli), Supercoppe Europee (due il croato e una l’italiano) e coppa del mondo per club (una a testa).

CENTROCAMPO  – A centrocampo abbiamo i pezzi da novanta sono i già citati Pirlo e Seedorf forse tra gli ex più rimpianti in chiave nerazzurra. All’Inter i due non riuscirono mai a esprimersi: Seedorf collezionò in tre anni appena 64 presenze. Pirlo si fermò a 22 fu mandato per due volte in prestito (alla Reggina e al Brescia). Inutile ricordare quello che vinsero al Milan da autentici protagonisti.
Altro centrocampista che , in questi anni, ha fatto il percorso dall’Inter al Milan è Muntari. Pagato 14 milioni di euro al Portsmouth, per espressa volontà di Mourinho è uno dei pochi ad aver vinto con l’Inter, ma non con il Milan. Insieme a Poli e Pazzini sarà uno dei tre ex del derby di domenica.
Infine, Pasinato. Il centrocampista tra il 1978 e il 1982 giocò 138 partite con l’Inter uno scudetto e una Coppa Italia, poi, nell’estate del 1982 passò al Milan in prestito nell’ambito dell’affare Collovati (con Canuti e Serena) e contribuì al ritorno in A con 7 reti in 30 presenze. L’anno dopo tornò all’Inter, club che abbandonò definitivamente nel 1985.

ATTACCO In attacco abbiamo l’imbarazzo della scelta. Il tridente più affascinante è quello formato da Baggio, Ronaldo e Ibrahimovic. Di questi tre, solo lo svedese è riuscito a vincere con entrambe le maglie. Ronaldo, di questo tridente, è stato il giocatore più amato dal popolo dell’Inter e il suo gol nel derby con la maglia del Milan l’11 marzo 2007, rimane uno dei ricordi più dolorosi del tifoso nerazzurro (anche se poi l’allora squadra di Mancini vinse lo stesso la gara, ndr). Baggio, invece, sia al Milan che all’Inter ha reso meno di quanto la sua enorme classe gli permetteva, anche a causa dei rapporti non facili con gli allenatori. Nonostante ciò, la sua tecnica e la sua professionalità lo hanno reso un calciatore amato da tutti, al du là delle maglie indossate.

ALLENATORE – Come allenatore di questa squadra scegliamo Leonardo. La logica spingerebbe a scegliere Trapattoni (allenatore cresciuto nel Milan, fattosi grande nella Juventus e che portò l’Inter allo scudetto dei record), o Zaccheroni, però il caso Leonardo è talmente particolare che merita la ribalta. Il brasiliano è stato prima giocatore, poi dirigente e, infine, allenatore del Milan, “inventato” letteralmente in quel ruolo da Berlusconi. Dopo una stagione (2009/2010) di non poche polemiche con il Presidente, Leonardo decise di abbandonare la panchina del club rossonero. Nessuno si sarebbe aspettato quello che successe alla vigilia di natale del 2010. Moratti, che ha da poco licenziato Benitez, decide di chiamare Leonardo alla guida dell’Inter, forte di una bella amicizia nata con il brasiliano nei suoi anni milanesi. Lui accetta e vince una Coppa Italia (ultimo trofeo dell’Inter morattiana) prima di lasciare nell’estate del 2011 e diventare ds del Paris Saint Germain. Per molti milanisti quello di Leonardo è stato un vero e proprio tradimento, per gli interisti una piccola soddisfazione, dopo anni di “fregature” da parte dei cugini.

Davide Luciani

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