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Quando comandavano Zanetti e Maldini

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Maldini, ex capitano del Milan

Il 15 febbraio 2009 è una data con un significato particolare per il derby di Milano. Si tratta, infatti, dell’ultima stracittadina giocata da Paolo Maldini, che si ritirò alla fine della stagione 2008/2009. Con l’addio del numero 3 rossonero, finì anche il “derby delle bandiere” con Javier Zanetti.

L’ultima volta che l’italiano e l’argentino si trovarono di fronte, vinse “il Carneade che diventò Re” sul “figlio del Capitano della prima Coppa Campioni”. I due termini non sono usati a caso: Zanetti e Maldini, infatti, sono entrambi partiti da lontano, per poi conquistare gloria e titoli. Molto diversi per storia calcistica e non, i due ex capitani di Milan e Inter avevano due cose in comune: la serietà e lo spirito di sacrificio, valori che, ormai, si sono persi per strada. Il ritiro di Zanetti alla fine della stagione 2013/2014, ha posto fine ad un’era irripetibile.

Zanetti, ex capitano dell'Inter

Zanetti, ex capitano dell’Inter

DUE STORIE DIVERSE – Javier Zanetti arrivò all’Inter all’inizio della stagione 1995/96 come “rimorchio” del più quotato Rambert. Alla fine, quest’ultimo si rivelò uno dei tanti “bidoni” sbarcati in Italia, mentre il numero 4 nerazzurro rimase nella “Beneamata” per 19 stagioni e 957 presenze, vincendo “quisquilie” come 5  scudetti e una Coppa Campioni.

Maldini, invece, fece tutta la trafila in rossonero, debuttando in A il 20 gennaio 1985 a sedici anni. Con la maglia del Milan ha giocato per 25 stagioni e ha collezionato 902 presenze. Zanetti non ha mai posseduto una tecnica sopraffina, ma si è guadagnato tutto attraverso gli allenamenti e l’applicazione tattica. Maldini è stato baciato da una classe superiore, ma non ha smesso mai di allenarsi e di lavorare. A vedere come si comportano molti giocatori adesso, sembra quasi che i due ex capitani facciano parte di un’altra galassia.

CAPITANI SENZA GLORIA – Gli attuali capitani di Inter e Milan sono Icardi e Bonucci. Il primo è arrivato in nerazzurro nel 2013 per 13 milioni di euro. L’argentino è un bomber di razza, ma non ha nè la classe fuori dal campo, nè la personalità di Zanetti. E’ un personaggio social, che ama apparire e far parlare di sè 24 ore al giorno. Nulla a che vedere con lo schivo, silenzioso e carismatico Javier.

Bonucci è arrivato in rossonero quest’anno per 42 milioni di euro dalla Juventus. Anche lui è un tipo social, anche se meno appariscente di Icardi. Di certo, rispetto all’argentino, è molto meno simbolo del Milan. Leonardo rappresenta il nuovo corso rossonero, quello della rifondazione ma non è e non sarà mai una bandiera come lo è stata Maldini.

Non può, però, non venire un po’ di tristezza a ripensare ai periodi delle “sfide dei capitani”. Giocatori così, non esistono più.

SENZA BANDIERE – Quello che si giocherà oggi sarà un derby senza bandiere, né da una parte, né dall’altra. Oggi si assisterà ad una stracittadina senza rappresentanza, in cui scenderanno in campo 22 giocatori che non hanno respirato la gloria e la polvere dei predecessori e che si sfideranno per cercare di vincere per la classifica e per i tifosi, senza però metterci il sentimento che Paolo e Javier avrebbero regalato. Milan-Inter di domenica darà dunque inizio ad una nuova epoca, forse più moderna, ma, non per questo, migliore.

Davide Luciani

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