Davide Luciani
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Amarcord derby: quando comandavano Zanetti e Maldini

Il prossimo, sarà il primo derby che non vedrà in campo nessuna delle storiche bandiere di Inter e Milan

Amarcord derby: quando comandavano Zanetti e Maldini
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Il 15 febbraio 2009 è una data con un significato particolare per il derby di Milano. Si tratta, infatti, dell’ultima stracittadina giocata da Paolo Maldini, che si ritirò alla fine della stagione 2008/2009. Con l’addio del numero 3 rossonero, finì anche il “derby delle bandiere” con Javier Zanetti.
L’ultima volta che l’italiano e l’argentino si trovarono di fronte, vinse “il Carneade che diventò Re” sul “figlio del Capitano della prima Coppa Campioni”. I due termini non sono usati a caso: Zanetti e Maldini, infatti, sono entrambi partiti da lontano, per poi conquistare gloria e titoli. Molto diversi per storia calcistica e non, i due ex capitani di Milan e Inter avevano due cose in comune: la serietà e lo spirito di sacrificio, valori che, ormai, si sono persi per strada. Il ritiro di Zanetti alla fine della scorsa stagione, ha posto fine ad un’era irripetibile.

Zanetti, ex capitano dell'Inter

Zanetti, ex capitano dell’Inter

DUE STORIE DIVERSE – Javier Zanetti arrivò all’Inter all’inizio della stagione 1995/96 come “rimorchio” del più quotato Rambert. Alla fine, quest’ultimo si rivelò uno dei tanti “bidoni” sbarcati in Italia, mentre il numero 4 nerazzurro rimase nella “Beneamata” per 19 stagioni e 957 presenze, vincendo “quisquilie” come 5  scudetti e una Coppa Campioni.
Maldini, invece, fece tutta la trafila in rossonero, debuttando in A il 20 gennaio 1985 a sedici anni. Con la maglia del Milan ha giocato per 25 stagioni e ha collezionato 902 presenze.Zanetti non ha mai posseduto una tecnica sopraffina, ma si è guadagnato tutto attraverso gli allenamenti e l’applicazione tattica. Maldini è stato baciato da una classe superiore, ma non ha smesso mai di allenarsi e di lavorare. A vedere come si comportano molti giocatori adesso, sembra quasi che i due ex capitani facciano parte di un’altra galassia.

CAPITANI SENZA GLORIA – Gli attuali capitani di Inter e Milan sono Ranocchia e Montolivo. Il primo è un prodotto del vivaio che ha fatto fatica ad imporsi e, a tutt’oggi, non ha mai convinto del tutto. Il secondo è uno “straniero” arrivato da tre anni a Milano e che ha conquistato la fascia, per volere della società, ma senza alcun merito carismatico o di classe superiore. Probabilmente  domenica non si stringeranno la mano, dato che Montolivo è ancora convalescente dopo l’infortunio che lo ha privato del mondiale e potrebbe partire dalla panchina.  Non può, però, non venire un po’ di tristezza a ripensare ai periodi delle “sfide dei capitani”. Giocatori così, non esistono più.  Ranocchia e Montolivo sono onesti gregari e nulla più. Non hanno nè il carisma, nè il fascino di chi li ha preceduti. Mancano della capacità di zittire un compagno con lo sguardo, di farsi capire in campo con un gesto, di essere leader dentro e fuori dal campo, non per imposizione, ma per il silente riconoscimento dei compagni.

SENZA BANDIERE – Quello che si giocherà domenica sarà il primo derby senza bandiere, nè da una parte, nè dall’altra. Il ritiro di Zanetti ha portato con sè un vuoto non solo tecnico, ma emotivo e di immagine. Domenica si assisterà ad una stracittadina senza rappresentanza, in cui scenderanno in campo 22 giocatori che non hanno respirato la gloria e la polvere dei predecessori e che si sfideranno per cercare di vincere per la classifica e per i tifosi, senza però metterci il sentimento che Paolo e Javier avrebbero regalato. Milan-Inter di domenica darà dunque inizio ad una nuova epoca, forse più moderna, ma, non per questo, migliore.

Davide Luciani

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