Matteo Masum
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Derby di Milano: le cinque stracittadine più emozionanti di sempre

Amadei, Milito, Kaka, Adriano. Sono solo alcuni dei nomi che hanno fatto la storia della stracittadina milanese

Derby di Milano: le cinque stracittadine più emozionanti di sempre
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Amedeo Amadei, soprannominato il "Fornaretto"

Amedeo Amadei, soprannominato il “Fornaretto”

Dico la verità, non è stato affatto semplice scegliere, tra i 212 Derby di Milano disputati in competizioni ufficiali, le cinque sfide più emozionanti. Inter e Milan sono state, per diverso tempo ed in fasi calcistiche ripetute, tra le squadre più forti del pianeta, e ciò ha contribuito a dare vita, sovente, a partite davvero avvincenti. Propongo ai lettori la mia speciale classifica, consapevole del fatto di aver escluso tante altre memorabili battaglie, che avrebbero meritato di essere quantomeno menzionate.

INTER-MILAN 3-2 (2005-06)- Non un derby qualitativamente bellissimo, ma estremamente emozionante. Lo decise Adriano, quando era ancora l’Imperatore, dell’Inter e del calcio mondiale. Due rigori, uno per parte, entrambi dubbi, entrambi segnati. I nerazzurri avevano la partita in pugno, poi, all’85’, un colpo di testa di Stam aveva fatto piombare la squadra di Mancini nella depressione (era ancora l’Inter “sfigata” pre-calciopoli). Adriano si riprese tutto, derby e tre punti, all’ultimo respiro, all’ultimo pallone giocabile. Quando era ancora l’Imperatore.

INTER-MILAN 4-2 (2011-12)- Da una parte una squadra (il Milan) alla disperata rincorsa di uno scudetto clamorosamente sfuggitogli di mano, dall’altra un’Inter ancora alle prese con i postumi dell’addio di Mourinho (vero, avvenuto due anni prima, ma se pensiamo che il trauma ancora non è stato assorbito, la diagnosi non è poi così lontana dalla realtà). Difronte al televisore, la Juventus, pronta a festeggiare il ritorno al Tricolore. Milito porta avanti l’Inter, poi segna Cambiasso, ma Rizzoli non se ne avvede. Ibrahimovic, l’ex più odiato dopo Ronaldo, rimonta, ma è ancora Milito, con altri due gol, a consentire ai suoi di rimettere il muso avanti. Un siluro di Maicon nel finale completò la festa nerazzurra (e bianconera). Per Ibrahimovic fu il primo scudetto perso da professionista.

INTER-MILAN 4-4 (1948-49)- Facciamo un bel salto indietro, fino al 6 Febbraio 1949. Finì in parità, con la bellezza di otto reti (roba di altri tempi). Il Milan chiuse la prima frazione avanti di una rete, Nordahl ad inizio ripresa ampliò il gap. Non era finita, perchè Lorenzi e Nyers, protagonisti anche nel derby della stagione successiva, pareggiarono i conti.

MILAN-INTER 3-2 (2003-04)- I rossoneri non vincevano il titolo dai tempi di Zaccheroni, dopo la parentesi delle romane ed il biennio bianconero, ma aveva appena conquistato la Champions League in quel di Manchester. Fu uno scudetto storico, per diverse ragioni. Quella stagione fu l’ultima con la Serie A a 18 squadre, e per Carletto Ancelotti fu il primo titolo vinto da allenatore (ed unico alla guida del Milan). Una fetta di quello scudetto è legata al derby di ritorno, datato 21 febbraio 2004. L’Inter, che non vinceva un derby da due anni, si illude con Stankovic e Cristiano Zanetti, nella ripresa, in due minuti, Tomasson e Kaka rimettono le cose sui binari giusti per i rossoneri. All’86’, l’ex Clarence Seedorf si inventa la rete del sorpasso. Al Milan il tricolore, all’Inter l’ennesima cocente delusione. La vendetta arriverà qualche anno dopo (vedi sopra)

INTER-MILAN 6-5 (1949-50)- E’ il derby di Milano più bello della storia, non ci sono dubbi. Era la stagione immediatamente successiva alla tragedia di Superga, era l’anno in cui la riapertura delle frontiere internazionali prometteva nuovi scenari per il calciomercato. Il protagonista assoluto di quel match fu Amedeo Amadei, a Roma soprannominato il “Fornaretto” (ed il forno l’aveva davvero). Era appena arrivato a Milano, e mise la sua firma in una partita indimenticabile. Segnò tre reti, ed insieme a Lorenzi e Nyers, sì, sempre loro, vanificò gli sforzi del Milan, che pure, dopo 19 minuti, era già in vantaggio per 1-4. Match, anche questo, d’altri tempi. Nostro malgrado, domenica ci dovremo accontentare di un Palacio qualunque.

Matteo Masum

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