Antonio Casu
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Far Oer, Malta e San Marino: Cenerentola diventa un’amazzone

Dal miracolo costaricano all'ultimo Mondiale alle imprese delle piccole d'Europa. L'evoluzione del calcio porta a risultati sempre più sorprendenti

Far Oer, Malta e San Marino: Cenerentola diventa un’amazzone
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Una notizia sconvolgente sta mettendo in subbuglio il mondo del calcio: Cenerentola è morta. Ne danno il triste annuncio le nazionali di Grecia, Estonia e Bulgaria, unite in un unico grido di dolore. È solo una battuta, ovvio, però una rivoluzione è in atto e il calcio è realmente in subbuglio. L’ultimo weekend di match di qualificazione ad Euro 2016 ha regalato diversi racconti interessanti, per molti versi bellissimi. San Marino ha conquistato il primo punto della sua storia, Malta ha pareggiato in Bulgaria dopo aver fatto un’ottima figura con l’Italia, mentre le piccole Isole Far Oer hanno addirittura espugnato il catino ellenico di Atene. Il mondo del calcio è impazzito? No, è semplicemente sempre più globalizzato.

Bryan Ruiz, attaccante del Costa Rica. La nazionale centroamericana è stata la grande sorpresa degli ultimi Mondiali

Bryan Ruiz, attaccante della Costa Rica. La nazionale centroamericana è stata la grande sorpresa degli ultimi Mondiali

CENERENTOLA INDOSSA L’ARMATURA – In origine fu la Costa Rica. La nazionale centroamericana si presentò agli ultimi Mondiali brasiliani con il ruolo della vittima sacrificale, ma sorprese tutti, eliminando Italia e Inghilterra (cinque titoli iridati in due) e arrivando fino ai quarti di finale, dove fu eliminata ai rigori dall’Olanda. Una semplice questione di fortuna? No. Laddove non si può arrivare con le potenzialità tecniche, lo si fa con le abilità tattiche dell’allenatore ed il cuore gettato continuamente oltre l’ostacolo. La sottovalutazione degli avversari da parte della squadra più quotata fa il resto. Cenerentola smette di essere tale e indossa l’armatura. Il risultato dell’incontro diventa sempre più imprevedibile.

SULLE TRACCE DI ANDY WARHOLProfessionisti provenienti da campionati improbabili, semiprofessionisti, dilettanti o carpentieri, meccanici o allevatori di pecore: chiunque può diventare protagonista e conquistare novanta minuti di celebrità. Con la mentalità giusta, la giusta dose di umiltà (a patto che non sfoci in sudditanza) ed un po’ di fortuna, qualunque impresa diventa possibile. Ogni gol scrive una pagina di storia, ogni rete non presa o goleada non subita è una perla da riportare negli annali. Ogni esultanza è un colpo al cuore. Isole bellissime come Malta o le Far Oer non sono più semplici mete turistiche per calciatori alla ricerca di relax e tre punti facili, ma fortini da espugnare con impegno e concentrazione. Se il calcio diventerà sempre più globalizzato, lo saranno maggiormente anche gli obiettivi. I quindici minuti di Andy Warhol non sono più sufficienti: tutti vogliono l’intera posta in palio. Cenerentola è diventata un’amazzone.

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