Antonio Casu
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Mancini, il grande ritorno: “Non ho la bacchetta magica, si vince attraverso il lavoro”

Il tecnico di Jesi si ripresenta ai tifosi nerazzurri: "Sono felice di aver accettato l’offerta, anche se quando si torna in un posto dove si è fatto un buon lavoro, si ha tutto da perdere"

Mancini, il grande ritorno: “Non ho la bacchetta magica, si vince attraverso il lavoro”
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È tornato in un giorno malinconico di pioggia, più vicino alla sua vecchia Manchester che alla ritrovata Milano, ma è la gioia il sentimento più forte. Roberto Mancini,nuovo vecchio allenatore dell’Inter, è un uomo concreto e ambizioso, istintivo e razionale. È consapevole che la strada da percorrere è lunga e tortuosa, l’imperativo è vincere. La conferenza stampa di presentazione del Mancio è un condensato di emozioni e qualche promessa precisa, neanche tanto velata. Mancini non è uno spaccone, ma neanche un pirla.

Roberto Mancini torna sulla panchina dell'Inter

Roberto Mancini torna sulla panchina dell’Inter

MANCINI IL RENZIANO – Il Governo Mancini cosa farà nei primi cento giorni?  Cento? Spero mille! Però so anche che bisogna tornare a vincere in fretta e io ho bisogno di lavorare subito, fin dal primo allenamento”. Mancini corre, guarda al futuro con ottimismo e determinazione, ripensando per un secondo al passato: Non avrei mai pensato di tornare all’Inter, vuol dire che era stato fatto qualcosa di buono la prima volta”. Il nuovo corso è strutturato sui giovani, e questa è stato uno dei motivi principali che l’hanno portato ad accettare la nuova sfida: “L’Inter è un grandissimo club, credo in questo progetto. Sono felice di aver accettato l’offerta, anche se quando si torna in un posto dove si è fatto un buon lavoro, si ha tutto da perdere”.

MORATTI, MAZZARRI E L’INTER CHE VERRÀ – La conferenza scorre via veloce, non c’è tempo da perdere, ma un cenno a Moratti è doveroso: “Moratti e la sua famiglia hanno fatto la storia dell’Inter, è impossibile da cancellare. L’ho sentito al telefono, l’ho sentito felice e sono felice anche io per la sua felicità. Abbiamo iniziato a vincere insieme, dobbiamo tornare a farlo”. Poche frasi su Mazzarri: “Lo ritengo un bravo allenatore, purtroppo quando si cambia vuol dire che le cose non vanno bene e non è sempre colpa soltanto dell’allenatore”. L’Inter che verrà non ha preclusioni per nessuno né totem imprescindibili: Non ho problemi a giocare a tre o a quattro in difesa, l’ho fatto alcune volte al City o al Galatasaray. Voglio parlare con i giocatori e trarre le mie conclusioni”. E sull’imminente finestra di calciomercato: “Il mercato di gennaio? Devo conoscere bene la squadra prima di sapere cosa possa servire. A gennaio o arriva un fuoriclasse, oppure rischi di prendere qualcuno che fatichi ad ambientarsi in poco tempo”. Piove su Milano, piove sulla Pinetina, ma il nuovo corso va di corsa. Per Mancini non è un problema. L’ennesima avventura è già incominciata.

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