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Mancini e i derby, il tecnico ritrova la stracittadina

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Mancini studia il centrocampo a rombo per la sua nuova Inter

Accolto con l’entusiasmo di gran parte dei tifosi, Roberto Mancini verrà immediatamente messo di fronte alla prova più ardua per un interista: il derby. Chiedete ad un supporter nerazzurro che cosa chiede al nuovo tecnico, e tra le numerose aspettative (la piazza milanese è molto pretenziosa, si sa) troverete sempre il sogno di sconfiggere i cugini rossoneri. E’ il tecnico giusto per l’esordio col botto? Impossibile saperlo. Vediamo però come lo jesino si è comportato nelle stracittadine del suo primo mandato.

L’ESORDIO – Il debutto del Mancio sulla panchina dell’Inter in una stracittadina avvenne il 24 ottobre 2004, e fu la prima sfida a reti inviolate tra le due milanesi in campionato dal 1989. Il ritorno, giocato “fuori casa”, venne vinto dai rossoneri con la marcatura nel finale di Kakà, e fu il preludio al doppio confronto di Champions deciso dalle reti di Stam e Shevchenko all’andata e dall’arcinoto fumogeno contro Dida dopo un altro gol dell’ucraino al ritorno. La prima gioia arrivò 8 mesi dopo, con il pirotecnico 3-2 con Adriano protagonista di una doppietta e del gol vittoria al 93′. La sfida successiva non portò bene a Mancini, battuto da un gol di Kaladze.

Roberto Mancini, ormai ex allenatore del City

Roberto Mancini ai tempi della panchina nel Manchester City

IL GOL DI RONNIE – Nell’autunno del 2006 una delle stracittadine più emozionanti degli ultimi anni: Inter prima avanti 3-0 con Crespo, Stankovic e Ibrahimovic e poi 4-1 con Materazzi che risponde a Seedorf, ma i rossoneri reagiscono e vanno a segno con Gilardino e Kakà al 94′, facendo passare qualche istante di puro terrore al buon Mancini. Pericolo scampato, e se non gli è scappato l’infarto quella volta non potrà più succedere. Quel 4-3, unica vittoria esterna in una stracittadina per il neo tecnico, spianò la strada al primo scudetto post-calciopoli. Nel successivo marzo la rete di Ronaldo, grande ex dell’incontro, non evitò il ko agli uomini di Ancelotti, rimontati da Cruz e Ibrahimovic. Da allora bilancio di 2 vittorie interne (entrambe 2-1) e due sconfitte esterne (2-1 e 1-0 con gol di Ronaldinho), prima dell’addio a fine maggio e dell’arrivo di Mou, con il 4-0 contro il Milan di Leonardo. Ma questa è un’altra storia.

I NUMERI – A conti fatti dunque aspettarsi una vittoria di Mancini all’esordio è rischioso. Con lui, l’Inter ha vinto solo una volta fuori casa nel derby, con 3 sconfitte e un pareggio (in Serie A), e la prima partita è proprio in casa dei cugini. Contando anche le sfide casalinghe il bilancio dei nerazzurri nella stracittadina in campionato vede 5 vittorie, 4 sconfitte e un solo pareggio. Aggiungendo il biennio alla guida della Lazio, lo score contro i diavoli è di 5 successi, 6 ko in 14 confronti. Insomma, se l’Inter si rilancerà con Mancini non è dato saperlo: resta la certezza che l’esordio non sarà dei più semplici. Il tecnico ha l’esperienza per saper gestire questa situazione. E, dettaglio non trascurabile, ha i tifosi dalla sua. Il conto alla rovescio per il derby è iniziato.

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