Enrico Cunego
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Nba, i risultati della notte: Spurs facili a LA, Houston col brivido, che rimonta Cavs!

10 gare giocate nella notte Nba. Cleveland attua un incredibile rimonta a Boston, Houston rischia con i 76ers, San Antonio passeggia coi Lakers. Crisi Knicks

Nba, i risultati della notte: Spurs facili a LA, Houston col brivido, che rimonta Cavs!
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Ben 10 le gare giocate nella notte Nba, con tante sfide divertenti e combattute fino alla fine. Dopo aver rischiato di capitolare più volte i Cavaliers passano a Boston contro dei frastornati Celtics, mentre servono 4 punti di James Harden a Houston per evitare lo stop con Philadelphia. Gli Spurs di Tim Duncan passano agevolmente in casa dei Lakers guidati da un Bryant disastroso, mentre continua la crisi di New York che perde sulla sirena contro Utah. New Orleans distrugge Minnesota, mentre Atlanta e Orlando ottengono brillanti vittorie contro Miami e Milwaukee. Colpi esterni per Detroit, Denver e Charlotte, che passano rispettivamente in casa di Oklahoma, Indiana e Phoenix.

SUL FILO DI LANA – Alla fine del terzo quarto l’incontro tra Boston Celtics e Cleveland Cavaliers sembrava già deciso. Parziale di 42-25 per i padroni di casa e risultato sul 101-84. Ma nell’ultima frazione di gara LeBron James (41 punti finali) e Kyrie Irving si scatenano, segnando 25 dei 38 punti con cui Cleveland attua il sorpasso. Sorpasso che si concretizza con i due tiri liberi segnati da James a pochi secondi dalla fine. Sul 122-121 a 7 secondi dalla fine Rajon Rondo ha l’opportunità di vincere la partita sulla sirena, ma finisce per cincischiare troppo concludendo a canestro addirittura dopo il suono della sirena. Un vero smacco per Boston, che pareva avere in mano la gara grazie ai 21 punti di Olynyk ed ai 19 a testa per Sullinger e Green. Ma LeBron nel finale è stato semplicemente devastante ed incontrollabile per l difesa bianco-verde e così i Cavs hanno potuto portare a casa la quarta vittoria stagionale. Grandi emozioni anche a Houston, dove i Rockets padroni di casa hanno rischiato grosso contro gli sfortunati Philadelphia 76ers, ancora a secco di vittorie dopo 9 gare. A togliere le castagne dal fuoco per i texani ci pensa la super coppia Harden-Howard, con il primo che segna 35 degli 88 punti totali di Houston ,aggiungendo alla propria gara 7 assist e 6 rimbalzi, mentre il secondo di punti ne segna 21 con 16 rimbalzi e ben 7 stoppate fondamentali per la difesa del risultato. I 76ers partono forte e nel primo quarto si ritrovano avanti di 13 punti. Nel corso della gara Houston riesce a riprendere gli avversari, che però a 51″ dalla fine grazie ad Eric Wroten sono avanti di 3 punti (87-84). A questo punto ci pensa Harden a rimettere le cose a posto. Penetrazione con fallo subito e doppio canestro in lunetta, poi a 16″ Carter-Williams perde un sanguinoso pallone e poco dopo a 9″ dalla fine il “barba” attua un coast to coast che vale il sorpasso. Ancora Carter-Williams sulla sirena ha il pallone della vittoria, ma la palla non entra. Il tiro sulla sirena va molto meglio a Trey Burke, che gela il Madison Square Garden con il tiro del 102-100 degli Utah Jazz sui New York Knicks.  Carmelo Anthony è in serata mostruoso e mette dentro addirittura 46 punti, ma purtroppo come spesso gli accade predica da solo nel deserto. La difesa dei Knicks è disastrosa e i Jazz ne approfittano, arrivando a comandare a +3 a 2″ dalla fine, quando ANthony mette dentro di tabella l’unica trila della serata per il 100-100. Ma dopo il time-out chiesto da Fisher la palla arriva a Burke, che dall’angolo sinistro del campo ed in posizione sbilanciata, fa partire il tiro che vale il 102-100 sulla sirena, facendo esplodere la festa degli ospiti. Per i Knicks, invece, è crisi nerissima: settima sconfitta consecutiva, l’ottava in 10 gare. E se perdi anche con un “Melo” da 46 punti vuol dire che la situazione è veramente grave. Per i Jazz è il quarto successo stagionale, il secondo sulla sirena dopo quello sui Cavaliers. Continua la grande stagione di Hayward: 33 punti e 6 assist per lui al Madison Square Garden

Tim Duncan, 25.000 punti in carriera

Tim Duncan, 25.000 punti in carriera

LE ALTRE GARE – Bastano 13 punti a Tim Duncan per superare quota 25 mila punti in carriera, mentre ne bastano 93 agli Spurs per regolare i Lakers, fermi a 80 e sopratutto fermi ad una vittoria in 9 gare. Gara sempre in mano dei texani, con un Kawhi Leonard ripresosi appieno dopo l’attacco di congiuntivite e con una panchina che sforna anche un Joseph da 14 punti, miglior marcatore della squadra. Per i Lakers è la serata nerissima di Kobe Bryant: appena 9 punti, di cui 7 dalla lunetta, perchè dal campo arriva un orripilante 1/14, peggior dato statistico in carriera per il “Black Mamba“. I 19 punti di Carlos Boozer sono troppo poco contro l’organizzazione degli Spurs, che dopo le ottime vittorie contro Clippers e Golden State sembrano tornati la macchina da spettacolo dell’anno scorso. Belinelli è ancora fermo ai box ma intanto torna a sorridere un altro nostro connazionale: Danilo Gallinari. I Denver Nuggets trovano la seconda vittoria in 8 gare dominano il parquet degli Indiana Pacers, battuti con un netto 108-87. Per la franchigia del Colorado vanno in doppia cifra di punti ben 7 giocatori, con la coppia Afflalo-Harris da 30 punti complessivi e sopratutto capace di costruire azioni e canestri spettacolari. 11 punti e 10 assist per Ty Lawson, mentre il nostro Gallo ne timbra 12 con 4 rimbalzi, dando un sostanziale contributo a questo fondamentale successo. Pacers mai in gara, il migliore è AJ Price con 14 punti e 4 assist, mentre Hibbert gioca una brutta gara con 9 punti, 1 assist e 4 rimbalzi. Privi di Dwayne Wade i Miami Heat incassano una netta sconfitta sul parquet degli Atlanta Hawks, al quarto successo su 4 gare casalinghe. Finisce 114-103 per i “falchi”, che controllano sempre la gara e partono forte con un parziale di 18-5, nel terzo quarto i canestri di Williams e Deng portano Miami fino al -4, ma alla fine Atlanta riesce a controllare senza particolare problemi le offensive avversarie. 33 assist complessivi per gli Hawks con Millsap e Horford migliori marcatori con 19 punti a testa, mentre per Miami ottima prova di Mario Chalmers (23 punti e 11 assist). Per una squadra della Florida che perde ce ne una che vince: gli Orlando Magic rimontano e battono infatti i Milwaukee Bucks, alla diciassettesima sconfitta consecutiva sul parquet dei Magic. Quarto successo nelle ultime 6 gare per Orlando, che si gode il rientro in campo di Victor Oladipo, subito 13 punti. I Bucks scappano nella prima parte di gara, ma a riprenderli ci pensano Harris (26 punti) e Vucevic (18), per il 101-85 finale. Ad Oklahoma City si va all’over-time (82-82) tra Thunder e Pistons. Lamb combina 24 punti con 10 rimbalzi e Reggie Jackson 22 con 12 assist, ma tutto ciò non basta. Proprio Jackson si vede sbattere dal ferro la conclusione dalla sirena e dall’altra parte può continuare lo show di Brandon Jennings. 25 dei propri 29 punti arrivano dopo l’intervallo e gli 8 punti con cui partecipa al parziale di 12-0 che chiude la gara sono una firma indelebile sull’incontro. Phoenix parte forte con Charlotte e nel primo quarto vola 28-14. Al Jefferson e Kemba Walker però non ci stano ed alla fine del secondo quarta la gara è ferma sul 47-47. Equilibrio totale fino all’ultimo quarto, quando gli Hornets volano sul +10 grazie a Gary Neal, che segna 8 punti in 3 minuti e nel finale mette 4 tiri liberi che regalano il 95-103 finale per gli ospiti. Chiudiamo con la “mattanza di New Orleans“, con i Pelicans trionfatori per 139-91 sui malcapitati Timberwolves. Per la franchigia è il record di punti realizzati, scarto finale, precisione al tiro e tiri realizzati (56). La furia dei vari Holiday (24 punti), Anthony Davis (22) e Tyreke Evans (16 con 7 assist) spazza via dei T’Wolves mai in gara. Per New Orleans è la quinta vittoria stagionale

Enrico Cunego

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