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Il Mancini bis: boccata d’ossigeno per il prestigio del calcio italiano

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Roberto Mancini torna sulla panchina dell'Inter

Il clamoroso ingaggio di Roberto Mancini da parte dell’Inter rappresenta un segnale importante, non solo per i tifosi dell’Inter, esasperati ormai dagli scarsi risultati e dal gioco espresso dalla squadra sotto la guida di Walter Mazzarri, ma per tutto il calcio italiano che può così annoverare tra i suoi allenatori un altro vincitore del tricolore, oltre a Massimiliano Allegri che fino a ieri era l’unico mister della massima serie a poter vantare questo primato.

L’ex tecnico di Fiorentina, Inter, Manchester City e Galatasaray, infatti, può vantare nel suo palmares tre scudetti: oltre a quello “di cartone” o “a tavolino” (a seconda dei punti di vista) assegnatogli dai tribunali per la stagione 2005-2006, il “Mancio” è riuscito a fare il bis nelle due stagioni successive, riportando i nerazzurri alla vittoria dopo molti anni di sofferenze. Allegri ha conquistato lo scudetto nella stagione 2010-2011 alla guida del Milan, interrompendo il dominio nerazzurro di quegli anni che dopo l’esonero di Mancini era proseguito con l’avvento di Josè Mourinho.

I BEI TEMPI CHE FURONO – Certo la situazione non è paragonabile a quella degli anni 90′-inizi del 2000 quando le squadre italiane dominavano la scena europea e le famose “sette sorelle” (Juventus. Milan, Inter, Lazio, Roma, Parma e Fiorentina) annoveravano tra le loro fila un numero impressionante di grandi campioni, soprattutto se confrontiamo le squadre di allora al degrado tecnico attuale.

Nella stagione 2000-2001 ad esempio la Juventus aveva in panchina un certo Carlo Ancelotti, divenuto poi uno dei migliori e più vincenti tecnici al mondo, la Lazio era guidata da Sven Goran Eriksson fresco vincitore del titolo con i biancocelesti, alla Roma c’era Fabio Capello che con il Milan aveva vinto tutto, i rossoneri stessi erano guidati da Alberto Zaccheroni sotto la cui guida avevano vinto lo scudetto del 99, all’Inter c’era Marcello Lippi che grazie ai trionfi con i rivali della Juventus poteva già vantare un palmares ricco di trofei, infine alla Fiorentina c’era Fatih Terim che vantava un curriculum internazionale di tutto rispetto.

I tempi d’oro, insomma, sono ormai un lontano ricordo, ma l’ingaggio di Mancini può riportare un po’ di ossigeno ed entusiasmo nel calcio italiano e sicuramente tra i tifosi dell’Inter, a patto che Thoir si metta una mano sulla coscienza e sul portafogli e decida di acquistare i giocatori funzionali al progetto del Mancio, da sempre abituato a lavorare con rose di grandissimi campioni.

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