Manlio Mattaccini
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Mazzarri e la “pioggia di novembre”: il suo esonero fa perdere… un altro record

Il 98/99 rimane la stagione con meno esoneri all'11^ giornata: dopo il tecnico livornese, toccherà a qualcuno altro?

Mazzarri e la “pioggia di novembre”: il suo esonero fa perdere… un altro record
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Diciamocelo: la cacciata di Walter Mazzarri dall’Inter ha sorpreso un po’ tutti noi. Nella stagione attualedai tanti esoneri mancati” pensavamo che l’agonia del tecnico livornese sarebbe durata ancora un po’. Invece nessuno immaginava che il benservito sarebbe arrivato in questo modo, e soprattutto in questo tempo, con la squadra in pausa causa impegni della Nazionale e alla vigilia di un derby che sì, sarebbe stato decisivo per il suo prosieguo. L’allenatore ex nerazzurro, di fatto cacciato dopo un pareggio e non una sconfitta, perde il suo personale primato di tecnico “mai esonerato”, e soprattutto riporta alla mente la stagione 1998/99.

Gigi Simoni: all'Inter comunque vinse la Coppa Uefa 1997/98

Gigi Simoni: all’Inter comunque vinse la Coppa Uefa 1997/98

NOVEMBER RAIN –  Siamo, come sempre a novembre. La stragrande parte dei tifosi della Beneamata (oggi in festa..) ricorderà cosa successe alla fine di quell’undicesima giornata: Gigi Simoni, pochi giorni dopo la vittoria sul Real Madrid, sconfigge al ’95 una non irresistibile Salernitana e viene allontanato da Moratti. Quella stagione passerà alla memoria come quella dei quattro allenatori: con l’arrivo di Mancini, uomo vincente e soprattutto carismatico, ciò non dovrebbe accadere…  Le lacrime di Walter, spesso esibite, oggi come non mai assomigliano tanto ad una pioggia gelata che cade improvvisa sulla sua chioma.

IL CLUB DEI “GRAZIATI” – Prima di Mazzarri, finora l’unico a rimetterci le penne in serie A era stato Corini del Chievo. Tanti sono però i tecnici che continuano a sedere sulla propria panchina, quando ormai si attendevano la famosa “chiamata” dalla dirigenza dopo l’ennesimo risultato nefasto. In molti casi però una notte di riflessione in più ha evitato scelte azzardate che avrebbero interrotto un lavoro soltanto a metà dell’opera. Pensiamo al Palermo dell’insidiosissimo Zamparini: dopo le tre pappine prese ad Empoli, che si sommavano allo 0-4 interno contro la Lazio, il futuro di Iachini sembrava segnato. Il tecnico rosanero, “miracolato”, da lì in poi avrebbe raccolto 10 punti nelle successive cinque partite. A Bergamo c’è ancora fiducia in Colantuono, che gode della rendita accumulata nelle precedenti stagioni: anche se 10 punti in 11 gare con soli quattro gol segnati sarebbero una spada di damocle per chiunque. Tra le neopromosse, la classifica di Empoli e Cesena non è entusiasmante, anche se soprattutto i toscani di Sarri, imbottiti di giovani, hanno lasciato intravedere buone cose. Rischia di più Bisoli, ma i bianconeri sapevano sin dall’inizio di dover condurre un torneo vissuto sulla linea di galleggiamento. Infine il capitolo Parma, forse il più clamoroso: tra infortuni (tanti) e goleade prese (tante), Donadoni rimane  fermo al suo posto. Ghirardi è già troppo impegnato ad esonerare sè stesso, cercando di cedere il club….

Manlio Mattaccini

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