Davide Luciani
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Nazionale: De Rossi 10 anni e 100 presenze d’amore

De Rossi esordì con l'Italia nel 2004 e, in questi anni, è stato uno dei pilastri dell'Italia, con un solo rammarico: il mondiale del 2006

Nazionale: De Rossi 10 anni e 100 presenze d’amore
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Daniele De Rossi contro la Croazia taglierà il traguardo delle cento presenze in azzurro.  Il centrocampista giallorosso sarà il sesto italiano ad arrivare a alle tre cifre con la maglia dell’Italia dopo Zoff, Maldini, Cannavaro, Buffon, Pirlo.

10 ANNI IN AZZURRO – De Rossi ha debuttato con la maglia della nazionale maggiore il 4 settembre 2004 nella gara contro la Norvegia, valida per le qualificazioni mondiali a Germania 2006. Quel giorno De Rossi firmò anche uno dei due gol dell’Italia. Il ct era Lippi, che ne fece subito un punto di riferimento importante dell’Italia. De Rossi, aveva colpito da subito il ct per il suo spirito battagliero e la sua capacità d’inserimento e, nonostante non fosse ancora un titolare fisso nella Roma (lo diventerà a partire dalla stagione 2004/2005, ndr) era già considerato uno dei giocatori simbolo del nuovo corso della nazionale. Dopo il disastro di Euro2004, con l’Italia eliminato dal “biscotto scandinavo”, tutti invocavano un cambio deciso di Rotta e De Rossi, pilastro dell’Under21, era uno di quei giocatori scelto da Lippi, per incarnare il nuovo spirito azzurro.

De Rossi, con la Croazia taglierà le 100 presenze in azzurro

De Rossi, con la Croazia taglierà le 100 presenze in azzurro

IL “PECCATO” MONDIALE – In dieci anni, De Rossi si è guadagnato la stima e il rispetto di tutti, al punto di diventare un leader carismatico e uno degli uomini forti dello spogliatoio azzurro insieme a Buffon e Pirlo. Nonostante ciò, Daniele non ha mai nascosto di avere un grande rammarico in maglia azzurra: quello di non essere stato uno dei protagonisti principali della vittoria mondiale in Brasile. E’ vero che il romanista fu tra i cinque rigoristi nella finale contro la Francia, ma, quello fu solo un piccolo modo per ripagare una nazionale, per il suo folle gesto (gomitata a McBride durante Italia-Stati Uniti) che poteva costare molto caro all’Italia. Le quattro giornate di squalifica che beccò, l,o costrinsero ad assistere da spettatore alla lunga cavalcata azzurra verso la finale. Per questo,le precoci eliminazioni dell’Italia in Sudafrica e Brasile, sono una ferita doppia per DE Rossi, che non ha mai potuto dimostrare il suo reale valore nella competizione più importante.

LA CONVIVENZA CON PIRLO – De Rossi in nazionale non ha quasi mai giocato nel suo ruolo preferito, ovvero quello di regista davanti alla difesa. La presenza di Pirlo lo ha sempre costretto a giocare da interno, ma questo non gli ha impedito di essere sempre tra i migliori in azzurro. E’ curioso che proprio la posizione ricoperta in nazionale, fu uno dei motivi di maggior attrito tra il centrocampista a Zeman ai tempi della Roma. A precisa domanda sulla sua  riluttanza a giocare interno nella Roma e non nazionale, De Rossi rispose: “La differenza non sta nella posizione, ma nello stile di gioco”, lasciando intendere che ciò che non gradiva era il modo di concepire il calcio da parte del boemo. De Rossi, con l’Italia, si è sempre distinto, non ha mai fatto polemica e ha sempre accettato ogni scelta. Per questo è diventato uno dei calciatori simbolo dell’azzurro. Per lui, indossare la maglia dell’Italia è sempre stato un onore. Non si arriva a 100 presenze per caso: l’esempio di De Rossi dovrebbe essere seguito da molti altri calciatori che, troppo spesso, danno la nazionale per scontata.

Davide Luciani 

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