Giuseppe Folchini
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Il Corvetto, l’uccello del malaugurio di una nazione

Raid al circolo PD del quartiere Corvetto. La sottile linea rossa tra illegalità e centri sociali. L'ombra del racket delle case popolari

Il Corvetto, l’uccello del malaugurio di una nazione
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QUARTIERE MULTIETNICO– Il Corvetto è quartiere periferico a sud di Milano, uno di quei quartieri dormitorio,  con case popolari edificate negli anni 70′ per contenere le migrazioni degli operai meridionali, assunti dalla Falck, dalla Breda e così via. Prima al Corvetto stavano le famiglie di metalmeccanici, ora ci sono sempre loro in pensione ed una significativa presenza di  immigrati extracomunitari. Si può considerare un quartiere multietnico, per carità non sono rose e fiori, ma sono gli stessi problemi che si trovano nelle grandi metropoli, in tutto il mondo. Io vivo nel quartiere -Porta Romana- che lambisce il  Corvetto (e qui la fanno da padrone i latinos) ma la vicinanza ed il passaggio quasi giornaliero me ne fa percepire umori e contraddizioni. 

CASE POPOLARI, NUOVO ELDORADO– Riflettevo mentre passavo dinanzi ai palazzoni fatiscenti della case popolari, gestite dalla Aler. Due aree così vicine e così  diverse, soprattutto per l’accesso ai servizi. Questa mancanza, da sempre sopperita dalle attivissime associazioni, dai comitati e dai sindacati di varie di categorie. Le case popolari sono l’eldorado di questa Italia disfatta.

INCAROGNIMENTO- E pensavo alla irruzione nella sede del PD, solo qualche giorno prima, che ospitava una riunione del Sunia. Il Sindacato Unitario Inquilini Assegnatari. Io non sono certo uno tenero con il partito di Renzi,  ma la critica politica è ben diversa dalla violenza politica. Questo fatto, unito al recente evento di Castellanza, in provincia di Varese, dove per l’appunto un altra sede del partito democratico è stata devastata e affrescata da croci uncinate, è un segnale che l’incarognimento è sdoganato. Il problema non è più ciò che pensi ma con chi stai.

Corvetto: minacce al pd varese

Corvetto: minacce al pd varese

INTIMIDAZIONI A CHI DENUNCIA- Tornando all’irruzione del Corvetto, dove una dozzina di Guy Fawkes intimidiscono comuni cittadini,  è tanto, troppo sgradevole ed inquietante. Fawkes voleva distruggere  il simbolo del potere, la Camera dei Lord non maramaldeggiare con il popolo che desidera difendere il diritto ad una casa.  Eh sì perché  sullo sfondo, rimane la vicenda ambigua delle occupazioni delle case popolari Aler. Proprio da loro  è iniziata la battaglia, silenziosa e dignitosa, contro le occupazioni abusive degli alloggi, perché sono loro a non riuscire a dormire di notte, a svegliarsi per i colpi che abbattono le porte e qualche volta il muro intorno ad esse, a lottare di giorno contro il crescente degrado. Nessuna accusa generica: le storie sono tutte personali e – quando ce ne sono a decine, all’unisono – non si possono liquidare come razzismo, perché  molti abusivi sono italiani . Gli incursori hanno cercato di srotolare uno striscione contro gli sgomberi (200 nell’ ultimo mese ) e contro la Tav .

LA SOTTILE LINEA ROSSA- Un’indicazione verosimile, visto che i centri sociali ed antagonisti sono in prima linea “fisica” contro l’evacuazione delle case popolari. Quella sottile linea rossa, che divide costoro da tutto l’ecosistema di associazioni e partiti della sinistra radicale, dovrà essere irrobustita. Perché essere contro il sistema, non può essere contro i cittadini.  Perché  nelle guerre tra poveri c’è sempre chi si arricchisce.  Perché  difenderli o giustificarli-sempre che si appuri la loro responsabilità- significa difendere un anche racket , che estorce dai 500 ai 2mila euro ad alloggio. E questi atteggiamenti – che ne  siano consapevoli o meno- li rende  complici e non difensori degli oppressi.

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