Antonio Casu
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Sliding Doors: il Milan di Pogba e Pirlo

Un bel sogno che rimarrà tale. I rimpianti di Galliani, tra giochi preziosi e le beffarde porte girevoli del destino calcistico

Sliding Doors: il Milan di Pogba e Pirlo
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La vita calcistica di un amministratore delegato è scandita continuamente da lunghe trattative, idee visionarie e soprattutto decisioni importanti da prendere, in grado da sole di cambiare il destino di una squadra. La carriera di Adriano Galliani, deus ex machina del Milan, è fatta di intuizioni geniali e clamorosi buchi nell’acqua. Succede anche ai migliori. L’uomo dei grandi trionfi ed il Milan degli olandesi, il dirigente in grado di costruire rose stellari e formazioni di promesse non mantenute a parametro zero, si è trovato davanti per due volte le porte girevoli del destino. Due volte in due anni. Avrebbe potuto avere tra le mani un centrocampo mostruoso, composto da Pirlo e Pogba, ed invece si trova Montolivo e Muntari. Intanto quei due, vestiti di bianco e nero, vincono scudetti su scudetti.

Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan

Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan

GIOCHI PREZIOSIEstate 2011: il Milan non rinnova il contratto ad Andrea Pirlo, regista sul viale del tramonto (mica tanto), e preferisce liberarsi di un ingaggio pesante. Pirlo si trasferisce alla Juventus e diventa uno dei giocatori chiave dell’armata pluriscudettata di Conte. Estate 2012: Paul Pogba, giovane talento assistito da Mino Raiola, lascia il Manchester United e vola in Italia. Anch’egli finisce alla Juventus. Chi è Paul Pogba oggi lo sanno tutti. E dire che avrebbe potuto prenderlo il Milan, ma Galliani disse no. All’epoca, Enrico Preziosi, presidente del Genoa, incontrò Raiola e il centrocampista francese. Si trovò un accordo di massima, ma fu richiesta la comproprietà con una squadra importante. Preziosi ne parlò con Galliani, ma il dirigente non accettò le condizioni del procuratore. Risultato finale? Due fenomeni a Torino, gli scarti a Milano e le porte girevoli si chiudono.

CHE MILAN SAREBBE STATO? –  Quanto è strano il destino. L’uomo dei rinnovi folli ed i parametri zero più o meno discutibili, nonché socio d’affari preferito di Raiola, si lasciò sfuggire due tra i migliori centrocampisti del campionato italiano (e non solo). Con quei due in campo, la mediana milanista, scarna di idee e con tanti gregari buoni per far legna, avrebbe beneficiato delle geometrie di un artista e lo strapotere fisico e tecnico di un ragazzino terribile. Chissà dove sarebbe stato quel Milan, nobile decaduta del nostro calcio. Chissà quanto avrebbe riso Galliani, consapevole di averne fatta un’altra delle sue. E invece no. La Juventus domina in Italia e sogna in Europa, mentre il Milan annaspa nella mediocrità e guarda nostalgicamente le immagini in bianco e nero dei vecchi fasti. Povero Galliani: cornuto, mazziato e senza la grazia di Gwyneth Paltrow. Le porte girevoli del destino sono chiuse a doppia mandata. Giocano Montolivo e Muntari.

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One Response to Sliding Doors: il Milan di Pogba e Pirlo

  1. Modestino Picariello 14 novembre 2014 at 14:39

    L’unica cosa: sapevo che Pogba all’epoca non aveva neanche il consenso dell’Allegri milanista… mannaggia a chi l’ha scelto…

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