Vincenzo Galdieri
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The Walking Dead 5 – Le pagelle dei personaggi dopo la prima parte di stagione

Dopo 5 puntate è il momento di tirare le prime somme sulla quinta stagione del colossal di Amc: lo abbiamo fatto sbizzarrendoci con le pagelle dei personaggi relative a questo primo terzo di produzione. Chi è stato il più coinvolgente e chi il più deludente?

The Walking Dead 5 – Le pagelle dei personaggi dopo la prima parte di stagione
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Rick The Walking Dead

Rick Grimes, il grande protagonista di The Walking Dead

The Walking Dead. Tre semplici parole messe in fila, un livello di coinvolgimento senza paragoni. Da 5 anni a questa parte il colossal di Amc si è preso la scena mondiale, grazie ad una storyline favolosa e pressochè impeccabile. E grazie soprattutto a dei personaggi caratterizzati benissimo da registi e produttori ed interpretati ancora meglio dagli attori. Proprio sui personaggi vogliamo concentrarci oggi. Nel segno del cinque. Cinque anni di The Walking Dead. Cinque stagioni. E cinque puntate. Proviamo a valutare quanto espresso dai protagonisti della serie-record in questo primo scorcio di stagione. Chi è stata la sorpresa della quinta stagione fino adesso? Chi la delusione? Sbizzarriamoci un po’…

LE PAGELLE

BOB STOOKEY 7,5 – Prima menzione per Bob, uscito di scena dopo due sole puntate. Il poco tempo a disposizione non gli ha impedito di incidere in questa quinta stagione di The Walking Dead. Bob si gioca una puntata da leone piuttosto che 100 da pecora, ed alla fine riesce a lasciare la sua impronta. Epico il momento in cui urla a Gareth e soci: “Avete mangiato carne avariata”.  Struggente la sua fine, prima col discorso a Rick per tentare di ri-estrapolargli la sua parte buona e restituirgli speranza, poi col siparietto con Sasha. Lei gli dice: “Allora, qual è la cosa buona che si trova in quella cattiva?”. Lui stavolta non risponde, ed esala l’ultimo respiro. Il messaggio è chiaro e sottile: nella morte non c’è nulla di buono. Silenzio ed applausi.

BETH GREENE 5 – Il suo personaggio continua a non convincere. L’attrice Emily Kinney è brava, per carità, ma l’unica puntata incentrata interamente su Beth rientra di fatto nella Top 3 delle più noiose nella storia della saga. Dolce, bellissima, ma di fatto poco dinamica. Alla fine della quarta stagione, nel suo tete a tete con Daryl, aveva fatto sperare in un’evoluzione migliore e più interessante. Aspettative deluse. Almeno per il momento.

MAGGIE GREENE 5 – Lei, Maggie, è quella che ha forse subito l’involuzione peggiore sul piano della caratterizzazione. Coraggiosa, dura ed imperturbabile ma nel contempo dolce e premurosa fino a metà della quarta stagione, da quel momento in poi il suo personaggio sembra un po’ in caduta libera. Nel suo mondo sembra esistere soltanto Glenn. Non c’è più spazio per il gruppo, per altre dinamiche relazionali, per i problemi del mondo. E di sua sorella se n’è completamente scordata – forse l’unico vero buco narrativo di The Walking Dead – : abbastanza assurdo. Stucchevole.

PADRE GABRIEL 5,5 – Personaggio che ancora ha abbastanza da dire, probabilmente. Al momento però non esalta. Si vede che è un buono – i dubbi di Rick e soci in merito sono sembrati sin dall’incipit sin troppo esagerati – e che è tormentato da alcuni errori forse inevitabili. Ma ancora non è decollato. I misteri legati al suo passato non sembrano poi cosi interessanti, ammesso poi che esistano realmente.

SASHA 6 – Sufficienza per Sasha, sorella di Tyreese e fidanzata del compianto Bob. La perdita del suo amato scopre il fatto che è umana anche lei: coraggiosissima, tosta, ma ovviamente non è un alieno e mostrare debolezza in momenti complessi è una cosa naturale. Cruda e vendicativa nei confronti dei cannibali di Terminus, che finisce con rabbia pari ai king of violence Rick ed Abraham. Interessante sarà vedere che evoluzione la aspetta nel post Bob.

CAROL PELETIER 7,5 – Può piacere o non piacere, ma una cosa è innegabile: è il personaggio che forse più è cresciuto nell’arco narrativo della serie. La quinta stagione conferma la tendenza: della Carol incerta e terrorizzata della prima stagione, non v’è più traccia. Al suo posto c’è una donna impavida, dura, risolutiva. E’ lei a salvare tutti a Terminus, riconquistandosi cosi la fiducia del leader Rick che la ringrazia e quasi si prostra ai suoi piedi. E’ sempre lei a prendersi la briga di andare a cercare Beth assieme a Daryl. L’ultima scena la ritrae nell’ospedale di Beth, arrivare visibilmente provata e priva di sensi. Si riprenderà e darà ancora spettacolo. Ne siamo certi. Look at the flowers, please…

GARETH 6,5 – E‘ un 6,5 di stima. Ci si aspettava di più dal re di Terminus, ovvio. Ci si aspettava un villain di un certo livello, tutto cattiveria, intelligenza e depravazione. Soltanto l’ultima aspettativa è stata rispettata. Gareth si fa ammazzare come uno qualunque, implorando quasi Rick di salvarlo. Un vero peccato. Perchè era un personaggio ben caratterizzato, con quella faccia da bravo ragazzo e quell’atteggiamento serafico che cozzavano totalmente con tutte le sue psicosi. Sembrava poter essere un leader oscuro superbo, si è trasformato in carne da macello in troppo poco tempo.

GLENN RHEE 5,5 – Anche lui un po’ in down. Il Glenn dinamico e poliedrico degli inizi sembra essere sparito. Ora il ragazzo più veloce dell’apocalisse altro non è che un sopravvissuto che punta a sopravvivere nel modo più furbo possibile, concentrato sul tutelare se’ stesso e la sua amata senza sporcarsi più di tanto le mani. Mezzo voto in più rispetto alla sua giovane fidanzata semplicemente perchè ogni tanto si ricorda anche dell’esistenza degli altri: la sua intelligenza e il suo carisma sono fondamentali nel risolvere la pericolosa e fratricida diatriba Rick-Abraham ed anche nel salvare Eugene dal pestaggio definitivo da parte del sergente coi capelli arancio. Ma è troppo poco convinto e convincente rispetto a prima. Spento.

ROSITA ESPINOSA 6 – Cosi cosi, senza infamia e senza lode. Di lei si sa soltanto che è bella e che ad ammazzare zombies se la cava bene. Per il resto, boh. La scopriremo strada facendo, si spera.

CARL GRIMES 6,5 – Non piacerà ai più, ma il suo personaggio comunque è in continua evoluzione. Bambino innocente prima, bambino coraggioso poi, surrogato di leader alla Rick nella quarta stagione, all’inizio di questa quinta dimostra di continuare a passo spedito il suo processo di maturazione. Non pretende più di entrare in azione sempre e comunque, segno del fatto che ha acquisito consapevolezza. Accetta i ruoli che il padre gli assegna: vigilare sui più deboli, rimanere a guardia della sicurezza altrui mentre i più forti e scafati si preoccupano di andare in missione. E’ anche il primo a scoprire potenziali inghippi nella Gabriel story. Not bad.

ABRAHAM FORD 8 – In un modo o nell’altro, in quattro e quattr’otto è diventato grande protagonista. Personaggio pieno di sorprese, rassicurante ed inquietante allo stesso tempo. Ha faccia e fisico da cattivo, ma è un buono ed altruista a tutti gli effetti. Ciononostante continua a far paura. Perchè è uno che non sa contenere molto bene la violenza, sembra quasi sguazzarci nel mondo dei walkers. La sfida a mani nude con Rick sarebbe stata una brutta gatta da pelare per il leader maximo. Ma Abraham è anche un uomo d’onore e d’intelligenza, uno che sa scusarsi quando capisce di sbagliare “Scusami, sono stato uno str**zo. Vieni a Washington, il nuovo mondo avrà bisogno di Rick Grimes”. Queste le parole che ha scritto a Rick dopo il litigio nella Chiesa. I due si piacciono nonostante tutto ed in futuro è facile pensare che potrà trasformarsi in un ottimo secondo in comando. Perchè comunque riconosce ed accetta la leadership di Rick, anche se mantiene testa indipendente e voglia di andare per la sua strada. Che però ora forse non esiste più. Eugene non è uno scienziato, lui l’ha pestato e poi se n’è pentito amaramente. La sequenza che lo vede inghinocchiarsi in preda alla disperazione è epica. I flashback della sua vita passata promettono bene. Abraham l’idealista, colui che spera ancora che il mondo si possa salvare, colui che non si è arreso nonostante tutte le angherie subite, è un personaggio che piace. Tantissimo.

MICHONNE 6 – Sufficienza di fiducia per uno dei personaggi più amati della serie. Poco, pochissimo nel vivo dell’azione, non eravamo abituati a vederla cosi ai margini. Confidiamo ad occhi chiusi in una sua ripresa. Per adesso è praticamente ingiudicabile.

TARA CHAMBLER 6,5 – Personaggio molto carino nel complesso, davvero. Dolce, sensibile e nel contempo decisa, tiene il primo dei segreti rivelato da Eugene dimostrando grande buonsenso. Fa quasi tenerezza il suo saluto amichevole col pugno chiuso. E la sua gratitudine nei confronti di Glenn sembra non conoscere ostacoli.

TYREESE 7 – La sua è sicuramente una buona partenza. Idealista e speranzoso anche lui come Abraham, ma in modo diverso. In un modo più puro e meno violento. Se la cava egregiamente nel primo episodio, quando riesce a salvare se’ stesso e Judith dal pericoloso Martin, al quale salva comunque la vita mantenendo cosi la sua umanità. E’ diventato il saggio del gruppo, il dopo Hershel e Dale. In crescita costante.

DARYL DIXON 5,5 – The Walking Dead ha bisogno del vero Daryl. L’urlo dei fans è unanime: “Ridateci Daryl, quello vero”. Si è un po’ troppo seduto il buon Dixon, sembra il cugino scarso del Daryl che ha fatto esaltare ed emozionare il pubblico. La sua evoluzione sempre più tesa verso una grande umanità e senso del gruppo è strepitosa, ma ormai vedere l’arciere in azione è più un evento che una piacevole abitudine. Un giusto compromesso tra il primo Daryl e quest’ultimo sarebbe l’ideale. L’abbiamo lasciato alla fine della terza puntata provato, con un misterioso qualcuno dietro di se’. “Andiamo”. Dove? Quando? Chi? Boh. Ma speriamo che da quell’andiamo in poi la storia di Daryl torni a prendere quota, restituendogli un ruolo da protagonista. Vederlo cosi ai margini fa un po’ specie.

EUGENE PORTER 7,5 – In un modo o nell’altro, è uno che ha creato dinamiche. Simpatico a modo suo ed involontariamente, bizzarro all’inverosimile, strano mix tra l’intelligente ed il tontolone. Eugene è davvero un gran bel personaggio. Ed il fatto che non fosse uno scienziato era ormai chiaro a tutti. Certo, quel “Sono più furbo di te”, quasi a sbeffeggiare il povero Abraham che l’ha protetto e tutelato a costo della vita, se lo poteva risparmiare. Ora siamo in attesa di capire se rimarrà tra gli umani o si trasformerà in un walker. Speriamo vivamente nella prima.

RICK GRIMES 9 (IL MIGLIORE) – Il migliore è sempre lui, Rick Grimes. Non delude mai il vice sceriffo, protagonista principale ed interprete riuscitissimo di un’innumerevole serie di epic scenes. Lincoln è un superbo attore camaleontico, capace di trasformarsi in qualunque cosa (speriamo non in uno zombie). All’inizio, quando tutti ormai pensavano che la fine fosse dietro l’angolo, nonostante imbavagliato e pronto ad essere macellato fa una promessa a Gareth: “Un machete rosso. E’ l’arma con cui ti ucciderò”. Detto, fatto. Nella seconda puntata gela il leader di Terminus, che gli chiede spiegazioni sul perchè pur potendolo fare non lo avesse ucciso subito: “Non volevamo sprecare munizioni”. Sempre più crudo e crudele, ma in teoria a fin di bene. Lo sceriffo integerrimo che porgeva l’altra guancia anche ai cattivi non esiste più: l’apocalisse lo ha cambiato, ed era inevitabile. Ma Rick è il leader migliore che si possa avere a capo di un gruppo. Uno che non si arrende mai ed ha sempre una soluzione pronta. Un boss assoluto. Le ultime puntate senza di lui hanno perso qualcosa in termini di verve. Imprescindibile ed insostituibile. Una cosa è certa: sarà pur vero che – come ama ripetere all’infinito lui – nessuno è al sicuro, ma con Rick Grimes nei paraggi è anche vero che nessuno si annoia. Mai.

Vincenzo Galdieri (Twitter: @Vince_Galdieri)

 

 

 

 

 

 

 

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