Orazio Rotunno
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Nazionale, lo specchio dell’Italia: chi fa bene a casa, i raccomandati avanti

La meritocrazia è un valore antico ed ormai obsoleto in Italia: che si parli di società, lavoro e...Nazionale!

Nazionale, lo specchio dell’Italia: chi fa bene a casa, i raccomandati avanti
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Siamo il Paese dei vecchi, raccomandati e di chi decide sempre per qualcun altro. Siamo il Paese dei no sbattuti in faccia, di chi è sempre davanti a noi, nonostante i curriculum e le malefatte. Siamo il Paese delle evasioni, assenteismi e delle parentopoli: se tutto questo va’ a rotoli, società e lavoro, cosa potremmo mai aspettarci dal banale football? Dove nell’emergenza ci si affida ad un 33enne piuttosto che dar fiducia ad un giovane, dove chi segna sta a casa e chi nemmeno gioca va in Nazionale: dove chi deve pubblicizzare il lancio di una nuova scarpa ha bisogno del suo maggior testimonial in azzurro. Al di là della meritocrazia, oltre ogni morale.

HAI ANCHE TU UNA SCARPA DA PUBBLICIZZARE? FATTI MANDARE DALLA…NAZIONALE – “A pensar male si fa peccato, ma certe volte si azzecca…“, diceva qualcuno più importante di noi. Il tempismo con il quale la Puma ha messo in vendita l’edizione limitata delle scarpe tricolore, in celebrazione del ritorno meritatissimo di Balotelli in Nazionale, è tanto sospetta quanto casuale(?). Nessuno mai verrà a dire che lo sponsor fa le convocazioni, avete mai sentito qualche politico farsi carico di qualche responsabilità in merito al povero Aldo Moro? Certe cose non si sapranno mai, ma non per questo dobbiamo essere capre che seguono il gregge della menzogna e dei soprusi. Ma tornando a parlare di banalità, le ultime convocazioni di Antonio Conte sembrano lo specchio di un’Italia che ha lasciato a casa il libro della meritocrazia e del “chi fa bene col proprio club è convocato”. Non solo fra i 26 vi è chi non sta facendo bene nel proprio club, anzi diciamo pure si sta rivelando un vero flop, ma c’è chi nemmeno ci sta giocando. Il caso più eclatante è quello di Giovinco, superato persino da un detective nelle gerarchie di Allegri, seduto in panchina mentre la Juve ne faceva 7 alla sua ex squadra. Non gioca mai, entra quasi mai, gol zero: Giovinco in Nazionale! Il ragionamento non fa una piega. Alessio Cerci, 6 presenze con l’Atletico, 4 nella Liga e zero gol: eccezion fatta per il preziosissimo 5-0 col Malmoe al novantesimo. Ciro Immobile: 10 presenze e 2 gol in campionato, uno in Coppa di Germania e 3 su 3 in Champions: con Pellè è l’unico meritevole della chiamata. La ZazaMania ha fatto dimenticare i numeri e ciò che un attaccante deve fare, gol: Floccari in due partite ha fatto meglio del lucano da agosto ad oggi. E poi c’è lui, Mario Balotelli: 14 presenze e 2 gol, di cui zero spaccato in Premier League. Discorso a parte per El Shaarawy, al quale bisognava fare il regalo per il ritorno al gol in Serie A dopo un anno e mezzo.  Nel frattempo chi rimane a casa, pur giocando, segnando e mangiarsi il fegato sul perchè quegli altri sono a Coverciano al posto loro?

Mattia Destro, che da solo ha fatto più gol in campionato di Zaza, Balotelli, Giovinco, Cerci ed El Shaarawy messi insieme: gli stessi di Osvaldo, Cassano, Gabbiadini e Quagliarella. I 6 di Di Natale non vanno contati, lui non vale perchè troppo vecchio persino per nonnaitalia, ma ci sono i 5 di Matri, il migliore per media-gol di questo inizio di campionato. 27 gol restano a casa, 3 vanno in Nazionale: bella l’Italia, no?

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