Manlio Mattaccini
No Comments

La rivincita dei numeri primi

Handanovic, Karnezis, Perin: tre prodezze tra i pali. Che lasci ogni speranza, chi si presenti dal dischetto....

La rivincita dei numeri primi
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Un penalty, sacrosanto o dubbio, è sempre un’occasione d’oro per una squadra. Gli occhi di tutti che ti osservano, perchè sanno, o meglio sperano, che la palla presto finirà nel sacco e si esulterà per un gol. Per presentarsi dal dischetto , ci vuole personalità: di fronte a te hai un portiere, nato per parare e non per segnare, che in fondo ha ben poco da perdere. Undici metri per stabilire se raccogliere dal sette un pallone “su cui non poteva fare nulla”, o respingere le ambizioni del rigorista di turno diventando l’eroe almeno per una domenica. Quando hai davanti certi specialisti, di professione “pararigori”,  la porta diventa piccola piccola…

“MI CHIAMO SAMIR, RESPINGO RIGORI” – Parare un rigore spesso può risultare non solo decisivo per la singola partita, ma anche per le sorti di una stagione o di un allenatore. Samir Handanovic sta provando in tutti i modi ad “aiutare” Mazzarri, ma la sua ennesima prodezza con cui ieri ha stoppato Toni dagli undici metri non è bastata per avere la meglio sull’Hellas Verona. Se ogni sua “ipnosi” valesse punti, l’Inter sarebbe in zona Champions. Per il portiere sloveno si tratta del 20° rigore parato in serie A: il terzo consecutivo in questa stagione, che diventano cinque se sommati ai due di quella precedente. Analizza fotogramma per fotogramma i papabili rigoristi della prossima partita: possibile che nessuno sia riuscito a trovare l’antidoto?

Mattia Perin, portiere della top eleven di Serie A

Mattia Perin sempre più pararigori

MURO PERIN – Dopo i 66 gol subiti quando difendeva la porta del Pescara nel 2012/13 (ma chi difendeva lui?), il giovane talento ha deciso di chiudere la propria saracinesca con gli interessi. Il Genoa lo richiama alla base, sa bene che una stagione sola non può inficiare il suo valore, e Mattia da Latina dimostra subito di essere un ostacolo duro per i “re” delle massime punizioni. Cognome tronco, nella tradizione italiana, significa grande portiere: a farne le spese per primo, manco a dirlo, Mario Balotelli. L’ex infallibile rossonero SuperMario, poco dopo il penalty parato da Reina, si fa bloccare pure da Perin. Il rossoblù ne parerà un altro a Denis, mentre la prima gemma di questa stagione arriva ai danni di Avelar, condannando i sardi al pareggio.

KARNEZIS, DA “CARNEADE” A EROE – Rimanendo in tema giovani numeri 1: che fine ha fatto Scuffet? Il giovanissimo portiere friulano, considerato il vero erede di Buffon per precocità e rendimento, ultimamente lo si vede seduto in panchina a…studiare. Un infortunio lo ha tenuto lontano dai campi: il suo rientro tra i pali è tardato dall’ottimo rendimento del portiere greco, scopertosi grande a 29 anni. Una carriera senza infamia nè lode al Panathinaikos, un prestito al Granada con il quale si guadagna il posto da titolare ai Mondiali brasiliani. Un 2014 da urlo condito dall’affermazione con la maglia dei bianconeri, con i quali sta disputando un ottimo torneo. La ciliegina sulla torta l’ha messa ieri: blocca Vazquez dal dischetto e strozza l’urlo dei tanti tifosi rosanero, che magari da ieri in poi non si chiederanno più : “KARNECHIII?”

Manlio Mattaccini

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *