Giuseppe Folchini
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Junker simbolo della UE: forte con i deboli e debole con i forti

Rigorista ed avverso agli aiuti di stato in Europa da presidente Commissione UE, docile e pronto ad accordi fiscali segreti con 300 multinazionali da presidente del Lussemburgo: la doppia faccia del presidente della commissione UE, Junker

Junker simbolo della UE: forte con i deboli e debole con i forti
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Europarlamento, sede a Bruxelles.

Europarlamento, sede a Bruxelles.

L’OCCASIONE- Non so se le scaramucce tra Matteo RenziJean-Claude Junker siano più dettate da ragioni di visibilità, visto il momento difficile di Renzinator, che da reali propositi anti austerità. Comunque, se il premier intende mettere seriamente in difficoltà il presidente della commissione Ue- su quella poltrona grazie ai voti determinanti del Pse- un’ inchiesta giornalistica ha servito su un piatto d’argento l’occasione.  Il Consorzio internazionale giornalisti d’inchiesta, organizzazione Usa che raggruppa 185 giornalisti
specializzati nella stampa investigativa- è andato a “sfrugugliare” 28mila pagine di documenti che riguardano l’attività di Junker come primo ministro lussemburghese.

DALLA SIDERURGIA ALLA FINANZA– Il piccolo granducato, prima dell’avvento al potere dell’ ex avvocato nel 1995, aveva un economia incentrata sulla siderurgia (anche il padre di Junker era un operaio di quell’industria) e in parte minore agricola. Come sappiamo durante il regno durato fino al 2013- alla faccia di Berlusconi-il Lussemburgo è divenuto un centro finanziario e paradiso fiscale.
L’inchiesta si focalizza proprio sugli accordi fiscali segreti (548) che il governo lussemburghese, guidato da Junker,  ha stretto  con oltre 300 società operanti in tutto il mondo, tra le quali multinazionali del calibro di Amazon, IKEA e Pepsi. Anche aziende italiane sono state travolte da questa inchiesta: Intesa San Paolo, Unicredit, Sella delle Marche e Finmeccanica ( questi sono indagati ovunque…)

ENTRATE SOTTRATTE AGLI STATI– Attraverso una meticolosa analisi delle pagine di documenti riservati, i giornalisti dell’International Consortium of Investigative Journalism – che qualunque entità divina strabenedica la  libertà di stampa- hanno messo in luce accordi siglati, con l’ obiettivo di garantire un cospicuo risparmio fiscale, attraverso il pagamento di aliquote nettamente inferiori rispetto a quelle applicate nel paese di origine o in quello di produzione.
Si tratta di operazioni del tutto legali ma evidentemente non conformi alle linee guida – di cui Junker è sempre stato sostenitore – della UE, avverse agli aiuti di Stato anche indiretti, perché considerati concorrenza sleale. Insomma si predica bene ma si razzola male, come i politici nostrani ci hanno abituato. Il sistema disposto in Lussemburgo, per la tassazione dei profitti ottenuti dalle aziende, è un tipico esempio di sottrazione di entrate dallo Stato da cui provengono.

IL SISTEMA– La società FedEx Corp, ad esempio, creò due società affiliate nel Granducato allo scopo di trasferire i profitti ottenuti dalle società operanti in Messico, Francia e Brasile alle società di Hong Kong. Prima di disporre il definitivo trasferimento dei guadagni, questi transitarono per il Lussemburgo che dispose una tassazione pari allo 0,25 percento dei guadagni, garantendo il trasferimento del restante 99,75 percento. Operazioni simili hanno coinvolto Ikea e Pepsi-Cola.

OCA AZZOPPATA- Junker beccato con le mani nella marmellata, ingoia il rospo e dichiara  che non bloccherà l’indagine, aperta dalla nuova commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. Ed aggiungo sarebbe impossibile in questo momento.
Ora bisogna capire se Renzi coglierà l’occasione dell ‘oca azzoppata– come definiscono gli americani Barack Obama, in balia della maggioranza repubblicana- spingendo la commissione a più miti consigli sulla flessibilità economico finanziaria.  Il PD non dovrebbe usare la propria influenza solo per assegnare poltrone all’ Eurotower, come ha fatto fin ora  Soprattutto sulla vera sfida dell’ Europa, che ha regolamentato tutto dai profilattici ai vasetti di marmellata, ma che ha sistemi fiscali differenti in ogni paese.

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