Modestino Picariello
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Corea del Nord, dove la libertà è un mondo a parte

sarà proprio la presa di potere di Kim Yong - Un a conferire alla Corea del Nord l'aspetto di tetro palcoscenico di indicibili atrocità, dove i cittadini non hanno alcuna libertà di pensiero, anzi sono obbligati a seguire in ogni aspetto della loro vita, modelli rigidi imposti dal capo del Paese

Corea del Nord, dove la libertà è un mondo a parte
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Kim Jong Un, attuale capo della Corea del Nord

Kim Jong Un, attuale capo della Corea del Nord

Corea del Nord, patria del terrore, titolo non propriamente ambito guadagnato in anni di storia, maggiormente negli anni correnti, con il regime didattoriale di Kim Yong – Un, che ha ricoperto il ruolo di guida del paese l’8 dicembre 2011,esattamente il giorno successivo alla morte del padre, Kim Il – Sung, detto Caro Leader.


IL NUOVO DITTATORE – E sarà proprio la presa di potere di Kim Yong – Un a conferire alla Corea del Nord l’aspetto di tetro palcoscenico di indicibili atrocità, dove i cittadini non hanno alcuna libertà di pensiero, anzi sono obbligati a seguire in ogni aspetto della loro vita, modelli rigidi imposti dal capo del Paese. E sarà proprio questa imposizione estrema a spingere l’Amnesty International a classificare la Corea del Nord come uno dei paesi in cui il rispetto della libertà individuale è quasi nullo. Classificazione nata come risultato di indagini e testimonianze che, dal 2009 al 2011, hanno portato alla luce campi di prigionia a Yadok, nel nordest del paese. I pochi fortunati ad essere riusciti a fuggire dai campi di concentramento raccontano di come fossero soggetti a torture , di compagni di sventura decapitati, della malnutrizione e dell’obbligo a lavorare nudi anche con freddi glaciali. Raccontano quindi della condizione di schiavi in cui versavano.
LA CENSURA – Tutto ciò attentamente tenuto nascosto dal governo, che per assicurarsi che nulla di ciò trapeli al di fuori dei confini del paese, impedisce ai propri cittadini l’uso di internet, in modo da tagliarli fuori dal mondo. Ma in un qualche modo , le notizie filtrano, se pur difficilmente, con il problema che non si può verificare la fonte e l’attendibilità. Come non si può verificare l’attendibilità certa di voci che descrivono il dittatore come un folle che detti leggi su vestiti, film, acconciature che sono permessi o obbligatori e altri severamente proibiti. Chi si oppone o non rispetta le imposizioni viene punito anche con la morte. Questo secondo l’Huffington Post e altre numerose organizzazioni umanitarie.

Questa dittatura rende la Corea del Nord un mondo a parte, un mondo diverso da tutti gli altri dove la libertà individuale è un elemento bene o male caratteristico, al punto che a volte, viene dato per scontato. E la chiusura nella quale si serra rende complicato comprendere e seguire le dinamiche
Claudia Ceccani
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