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F1, l’analisi dopo la gara di Silverstone: mondiale più aperto che mai!

F1, l’analisi dopo la gara di Silverstone: mondiale più aperto che mai!
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L'analisi della gara di Silverstone fatta dal nostro esperto di Formula1

Red Bull

SILVERSTONE, 8 LUGLIO – E’ il mondiale dell’equilibrio, dei 7 vincitori in 9 gare (record assoluto nella storia di questo sport) e dopo la gara di Silverstone non c’è un vero principale candidato al titolo iridato. I sogni di gloria e di fuga solitaria in vetta alla classifica piloti di Fernando Alonso si spezzano al giro 48 quando Mark Webber riesce a completare la rimonta sul pilota spagnolo,
andando a vincere il GP di Gran Bretagna.

WEEKEND ANOMALO – Tutti si aspettavano la pioggia durante la gara, e invece è spuntato fuori un tiepido sole che ha rimescolato i valori in campo visti durante le qualifiche. La Ferrari, in grande spolvero nel Q3 ieri, ha compiuto un deciso passo avanti in questa fase della stagione, annullando un gap iniziale sul giro secco (vedi le qualifiche di Melbourne) di circa 1,5 secondi rispetto ai rivali
della Red Bull, che qui in Inghilterra sono riusciti a massimizzare il risultato con la strategia: richiamando Vettel al giro 11 e anticipando la sosta, hanno consentito al tedesco (alla fine 3°) di guadagnare tempo e posizioni su Schumacher e Massa, in lotta tra di loro già dallo start del gran premio. Webber è invece riuscito a sfruttare la caduta di prestazione delle gomme morbide montate sulla vettura di Alonso negli ultimi 14 giri, un calo netto di cui alla Ferrari avrebbero fatto volentieri a meno.

Fernando Alonso

STRATEGIA FERRARI  – La strategia del cavallino è stata nel complesso corretta: l’idea di montare gomme dure all’inizio della corsa (a differenza di quasi tutti i primi 10, partiti con gomme morbide, tranne Hamilton, anche lui su dure) cercando di massimizzare la prestazione e di ridurre lo stint con le morbide ha pagato fino a quando Alonso non è stato costretto per regolamento a cambiare mescola. Il fatto di non aver provato mai sull’asciutto nel corso del fine settimana non ha permesso a nessun team di avere informazioni relative ai long run con gomme morbide e dure. A farne le spese è stato proprio lo spagnolo della Ferrari, che porta comunque a casa un ottimo secondo posto in ottica campionato. Ottima la prova dell’altro ferrarista Massa (4° al termine), che ha mostrato grinta e determinazione che non si vedevano in lui da prima dell’incidente dell’Hungaroring nel 2009: gran sorpasso su Schumacher al giro 11, tiene botta anche con Rosberg e Button nelle fasi centrali di gara, ma non riesce ad avvantaggiarsi su Vettel nel finale di gara. Un buon segnale per la Ferrari
per il prosieguo del campionato.

Hamilton McLaren

MCLAREN DA RIVEDERE – Disastrosa invece la prova delle McLaren. Button, partito 16°, non riesce ad uscire dal gruppone e giunge al traguardo 10°, Hamilton invece chiude 8° con una “non strategia”: parte con le gomme dure, rientra al giro 22 e monta gomme morbide e dopo 7 giri rientra nuovamente per rimontare le dure. A posteriori, discutibile la scelta del team di Woking, ma questo campionato ha già dimostrato come le gomme siano la variabile principale, sintomo che le Pirelli stanno facendo da padrone le corse più di quanto ci si potesse aspettare.

LA PRESTAZIONE DELLE ALTRE – Ottima prova anche delle Lotus che chiudono 5° (Raikkonen) e 6° (Grosjean), realizzando nella parte finale di gara i migliori tempi in assoluto. Se solo riuscissero a migliorare la qualifica potrebbero certamente lottare con Red Bull e Ferrari, avendo a disposizione una delle vetture più performanti del lotto. Non riesce invece alla Mercedes la strategia tappo di Schumacher già attuata a Valencia: il tedesco, competitivo nelle  primissime fasi di gara (era 3° nei primi dieci giri), si perde sulla distanza, a causa di una vettura che non riesce a sfruttare bene le gomme, mentre Rosberg chiude malamente 15°.

Fernando Alonso

PROSSIME GARE E CLASSIFICA – Hockenheim e Budapest saranno un bel banco di prova per tutti i pretendenti al titolo. Se nella gara tedesca ci si aspetta una Ferrari leggermente superiore alle altre o quanto meno alla pari, le caratteristiche del circuito ungherese si addicono molto di più alla Red Bull che in circuiti simili, fatti di curve lente (Monaco e, in parte, Valencia) ha già vinto quest’anno. Arrivare alla sosta estiva in testa alla classifica potrebbe risultare determinante per la seconda parte del campionato, dove arriveranno subito Spa e Monza, circuiti ricchi di tradizione e molto tecnici. Se nella classifica costruttori la Red Bull è leggermente avanti rispetto agli immediati inseguitori (216 punti contro i 152 della Ferrari), la classifica piloti vede un certo equilibrio tra i primi tre dopo questo gran premio (Alonso 129, Webber 116, Vettel 100). E la sensazione è che anche alla sosta estiva si arriverà con un certo equilibrio tra le squadre, con una Ferrari nettamente ritrovata, una McLaren che deve assolutamente portare degli aggiornamenti per tornare competitiva, una Red Bull che è ancora la scuderia da battere. E con Lotus e Mercedes che potrebbero diventare degli outsider da non sottovalutare.

analisi a cura di Leo Mastromauro

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