Orazio Rotunno
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Che mondo sarebbe stato con Zeman al Barcellona

Chiudiamo gli occhi per un istante, proviamo ad immaginare quella possibilità sfumata in un evento reale: Zeman al Barcellona. A voi gli occhi

Che mondo sarebbe stato con Zeman al Barcellona
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Con il Barça ci fu un contatto, mi hanno cercato tempo fa ma poi non si è trovato l’accordo“. Zdenek Zeman in un’intervista a Marca. Anche questo no: ci avete tolto il Festivalbar, la privacy da Whatsapp e la Minetti dalla politica, non potete rubarci tutti i sogni. Zeman al Barcellona che spettacolo sarebbe stato? Ma soprattutto, quanto sarebbe durato? E Messi, sarebbe mai esistito?

UNA CATALUNYA INDIPENDENTE COL BOEMO PRESIDENTE – Oggi forse nessuno lo rimpiange, visto quello che si è vinto, ma per un giorno di Zeman al Barcellona tutti darebbero qualcosa: almeno una Coppa del Re, no? In un tempo non ben definito il boemo è stato vicino ai blaugrana, magari tra un esonero ad Avellino ed il ritorno a Foggia, c’era chi fra Ronaldinho, Messi ed Eto’o guardava giocare Kutuzov e Biancolino e pensava “io voglio essere allenato da quell’uomo“. Zeman aveva attorno terra bruciata dopo le parole di fuoco sul doping, almeno in Italia, ma all’estero c’era chi vedeva in lui il capitano da cui ripartire, di una barca alla deriva da anni e schiacciato dai domini europei del Real e quelli nazionali del Valencia. Zeman sarebbe riuscito ad essere impopolare anche lì, a fregarsene di tutto e tutti a costo delle proprie idee e convinzioni: chi sarebbe stato il Tachsidis iberico? Chi sarebbe finito in panchina fra Xavi e Iniesta? Perchè diciamocelo, nessuno dei due possiamo immaginarli nello scacchiere zemaniano, troppo compassati e votati al possesso palla dunque..fuori! E Ronaldinho, dove lo metto? Si è mai visto un trequartista nelle squadre di Zeman? No, nemmeno il modulo lo prevede, un 4-3-3 dove persino Totti si è dovuto reinventare ala in gioventù. Chi sarebbe stato perfetto? Valdes, pippa fra i pali e bravo coi piedi, una manna dal cielo per Zeman: così come Dani Alves a destra, uno che la parola difendere la cerca da anni nel proprio vocabolario e a sinistra..va beh poi si comprava un ala e la si metteva da falso terzino. E poi c’è Messi, “oh si quel piccoletto mi ricorda tanto il caro Beppe Signori del mio grande Foggia“, ma anche un po’ Sau dieci anni dopo. Purchè mi tagli il campo 50 volte in 90 minuti anzichè girare a zonzo liberamente per fatti suoi, lo farò giocare.

Ma quello che non perdoneremo mai al destino beffardo, a chiunque si sia messo di mezzo fra Zeman ed il Barcellona, è non averlo visto allenare Zlatan Ibrahimovic.Ehi tu, spilungone, vai a fare i gradoni“. “Ma lascia stare…“, gli avrebbe risposto quell’altro, o forse no? Si sarebbero amati o forse odiati, l’anarchico per eccellenza nel gioco di Zeman? E se fosse stata la splendida eccezione in una storia eccezionale, quella di Zeman e il calcio? Non lo sapremo mai, ma per un attimo è stato bello sognare. 

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