Elisa Belotti
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Christopher Nolan: raccontacene un’altra e che sia alla tua altezza, orologiaio!

Da ieri, nelle sale, Interstellar: il nuovo film di Christopher Nolan

Christopher Nolan: raccontacene un’altra e che sia alla tua altezza, orologiaio!
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IL NARRATORE LONDINESE DEGLI INGRANAGGI PERFETTI- Uno scrittore che, in assenza d’ispirazione, pedina le persone per avere materiale sul quale lavorare; un imperativo latino – seconda persona singolare – che significa solo una cosa: ricordati!; detective, scrittori, assassini che non dormono, ma si telefonano, fino a impazzire o fino a salvarsi; il Cavaliere Oscuro e il suo acerrimo nemico: Joker; l’antico astio tra due illusionisti, agli albori del secolo scorso; personalità capaci di estrarre segreti dai sogni delle persone; cos’hanno in comune tutte queste storie? A parte il rovello interiore dei personaggi, le ossessioni che li dominano (fino a dominare anche noi, rapiti, in una scomoda poltrona, al cinema, o sul nostro divano, a casa) e l’aggrovigliarsi di realtà e illusione? La risposta è semplice: l’abile orologiaio che li ha confezionati. Perché Christopher Jonathan James Nolan è questo: un orologiaio. Ci sono molti modi per fare film, un regista può essere un pittore, un artigiano che ha imparato bene il proprio lavoro, uno studentello che con zelo fa i compitini dati dal professore, uno scienziato che sperimenta la luce e il colore. Nolan crea orologi. Se tra i giochi della vostra infanzia avete mai provato a smontare un orologio, o se vostro nonno faceva l’orologiaio (che rara meraviglia), forse capite di cosa stiamo parlando. Forse, potete intendere la maestria e la destrezza che servono per creare quei meccanismi perfetti. Perché si tratta di questo: di meccanismi perfetti. Incastri perfetti. E quindi, in ordine: Following, Memento, Insomnia, Il cavaliere oscuro (Batman Begins, Il cavaliere oscuro, Il cavaliere oscuro- Il ritorno), The Prestige, Inception, sotto la magia delle emozioni che sanno regalarci, altro non sono che orologi precisi, puntuali, perfetti, ma di quelli che lasciano scoprire parte del loro meccanismo. Di quelli che ti chiedono lo sforzo di rendere acuta la tua analisi per comprendere cosa accade quando si muovono le lancette. E pare ti dicano: «Ok, sì, sono le 16:00, ma spiegami come faccio a dirtelo». Tic-tac, tic-tac, tic-tac, tic-tac.

Una delle ultime inquadrature di Inception, 2010.

Una delle ultime inquadrature di Inception, 2010.

QUANDO IL MECCANISMO SI INCEPPA. A DENVER- «Calma, dottore, ora non c’è da aver paura! Le dirò io quando!», questa la battuta di Bane, uno degli antagonisti del nostro uomo pipistrello. La citazione è tratta dal film Il cavaliere oscuro- il Ritorno, distribuito nel 2012. Era il 20 luglio, al cinema Aurora (Denver, Colorado): la prima proiezione del film. Quando gli spettatori dovevano aver paura l’ha deciso James Holmes, un ragazzo di ventiquattro anni. Molti di loro, quando il ventenne ha sfondato la porta con un calcio ed è entrato in sala – maschera antigas, capelli arancioni, giubbino antiproiettile, fucile, pistole e fumogeni pronti –, hanno creduto si trattasse di un effetto speciale, una trovata pubblicitaria. Ci piacerebbe fosse stato davvero così. Dodici di loro non sono tornati a casa dal cinema e cinquantotto sono stati feriti. Non ci dilungheremo su cose di cui si è già diffusamente parlato. Nolan rilascia una dichiarazione in merito all’evento e si dice sinceramente vicino alle famiglie delle vittime: « (…) Credo che i film siano una delle grandi forme d’arte americane e che l’esperienza condivisa di vedere una storia svilupparsi sullo schermo sia un passatempo importante e gioioso. Il cinema è la mia casa, e l’idea che qualcuno violi quel luogo innocente e ricco di speranza in maniera così profondamente selvaggia è devastante.». Che ci resti anche questo, tra gli insegnamenti del regista. Purtroppo nei film, come nel mondo reale, va così: c’è chi vede un orologio e pensa a un appuntamento imminente, c’è chi vede un orologio e pensa al timer di una bomba. Lasciamo che questi orologi ci ricordino gli appuntamenti con la vita, non con la morte.

OLTRE IL MONDO, TRA LE STELLE- «La legge di Murphy non significa che succederà una cosa brutta, ma che tutto quello che può accadere, accadrà!». Se il clima si guasterà al punto tale che l’unica coltivazione possibile sarà quella del granturco, forse ci converrà affidarci al trattato del fisico Kip Thorne che ritiene sia possibile viaggiare tra le galassie e i sistemi solari, attraverso le cosiddette “gallerie gravitazionali” o wormhole. Proprio da questo prende le mosse Interstellar. Se sulla terra non si può più vivere, conviene cambiare pianeta. Jonathan, il fratello di Christopher, stende la sceneggiatura. Inizialmente, il film doveva essere diretto da Spielberg, ma questi passa la staffetta al giovane londinese. Il cast è – concedetemi il gioco di parole – spaziale: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Matt Damon, per dirne alcuni. Il film è girato in IMAX 70 mm, e per chi questa cosa ha pari significato di segni casuali come ndfhebrgvwo, lasciamo giudicare la qualità dell’immagine. Parte della critica lo paragona a 2001: Odissea nello spazio – seppur senza avvicinarsi troppo all’inviolabile sacralità del genio di Kubrick -, altri lo trovano noioso. Lo giudicheremo da noi. Andiamo a vedere come funzionano gli orologi nello spazio. Tic-tac, tic-tac, tic-tac, tic-tac.

Elisa Belotti

 

 

 

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