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Wimbledon: Federer è leggenda, settimo sigillo

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LONDRA, 8 LUGLIO – E’ una giornata memorabile quella vissuta al Centrale di Wimbledon, Roger Federer vince il suo settimo Wimbledon eguagliando l’idolo di sempre Pete Sampras. Sconfitto un tenace Andy Murray con il finale 4-6 7-5 6-3 6-4 in tre ore e 24 minuti di gioco. Roger riscrive la storia del tennis, torna n.1 del mondo a trent’anni quando ormai nessuno poteva più immaginarlo, gli elogi al più grande sportivo degli ultimi anni, forse il più grande di tutti nella Storia del Tennis se consideriamo classe, talento e rispetto degli avversari. Immenso Roger.

Primo set – Ottimo inizio di Murray. Lo scozzese, breakka in apertura un Roger contratto per la sua ottava finale a Wimbledon, due errori non forzati permettono al britannico di strappargli il servizio e salire 2-1, poi Roger scende in campo, rovescio all’incrocio delle righe per la prima palla break e 2-2. Nel game successivo, Federer si trova sotto 0-30, recupera da campione ma sul 40-30 Murray costringe all’errore lo svizzero dopo due recuperi incredibili. C’è già spettacolo in questo inizio match, Roger tiene il servizio dopo una doppia volè di rovescio e due servizi vincenti. Esce il sole sul Central Court di Londra, la tensione è enorme e i due giocatori cominciano a sciogliersi solamente dopo il sesto gioco. Sul 4-3 per Federer, l’equilibrio regna sovrano, alla quarta parità Roger si procura una palla break grazie ad uno scambio da fondo, Andy l’annulla con un buon servizio, poi ancora Roger con un’accelerazione di diritto e ancora replica del britannico che spinge con coraggio portandosi a rete. Il tema tattico è evidente, Roger non forza la risposta sulle seconde di servizio dell’avversario e accetta lo scambio dal fondo del campo. Si arriva a giocare 11′ in questo game prima di arrivare sul 4-4, sospiro di sollievo per  il nativo di Dunblane. Sul 4-4 è Federer a trovarsi in difficoltà, 15-40 e break di Murray grazie ad un errore gratuito dello svizzero e una smorzata non ben giocata. E’ il break decisivo che porta Murray a chiudere il primo set 6-4.

Secondo set – Il Re tiene a zero il turno di servizio, ha un’apertura sullo 0-30 e sul 30-40 nel game seguente, ma Murray   non perde la calma e l’annulla forzando sul rovescio dello svizzero prima di tenere la battuta. I due avversari faticano meno per tenere il servizio.  E’ un Federer che comanda lo scambio su quasi ogni punto, ma non ha pazienza e spesso regala il punto. Sul 2-2 Murray sale 15-40, recupera con classe e vince un game contro un Murray che sembra Nadal per caparbietà e per recuperi da smash e accelerazioni dello svizzero. C’ è grande equilibrio, anche se i 21 errori non forzati di Roger contro i soli 6 di Andy sono emblematici della fallosità del primo. Sul 4-4 altri due errori gratuiti procurano a Murray una palla break, Federer annulla la prima, ma per la prima volta nel match sembra sentirsi impotente di fronte alla regolarità dell’avversario e non forza lo scambio concedendo un secondo break point; poi la reazione con un aces e un dritto vincente: 5-4. Murray è più consapevole nel secondo set e infatti per tenere il servizio impiega in media 3′ a differenza dei 6′ della prima partita. L’emblema della giornata di Roger è invece il doppio fallo con cui annulla il doppio vantaggio sul 5-5. Ci si mette un nastro fortunatissimo per complicare un game ancora una volta dominato e chiuso con più patemi d’animo del necessario. Sul 6-5 e 30-0, Roger eguaglia il game incredibile che lo portò a breakkare Djokovic in semifinale aggiudicandosi il terzo set. Recupera con un vincente e si procura un set point con un vincente. Il punto che chiude il set in suo favore è da letteratura tennistica, due accelerazioni incrociate di dritto, smorzata di rovescio con pallina che non rimbalza nemmeno sull’erba. 7-5 per lo svizzero che pareggia il computo dei set.

Terzo set – Arriva la pioggia sul Centrale, match sospeso sull’ 1-1 e 40-0 Federer dopo 2h e 2′ di gioco. Si rientra al coperto, dopo circa 40′ di sospensione per permettere agli organizzatori di accendere l’illuminazione nella copertura artificiale dell’impianto. Sul 3-2 per Federer, altro game maratona per Murray che deve annullare 5  palle break con 11 parità, poi Roger dà lo strappo decisivo, sposta l’avversario da una parte all’altra del campo, gioca un lob vincente e attacca con il dritto lungolinea per il 4-2 in suo favore. Roger tiene il servizio grazie ad un errore non forzato di un Murray che per la prima volta nel match sembra davvero in difficoltà. Federer tiene servizio e set per 6 giochi a 3.

Quarto set – Lo scozzese reagisce in apertura di partita procurandosi una palla break che non sfrutta per questione di cm dopo un passante lungolinea su una discesa a rete dello svizzero. Ora il britannico è più falloso e al raggiungimento delle tre ore esatte di gioco arriva il break decisivo. Sul 2-2 l’elvetico sfrutta un momento di pressione di Murray che non è incisivo al servizio, arrivano due palle break, al Re ne basta una, sull’attacco incrociato di Murray risponde con un rovescio incrociato stretto quasi in demi-volè straordinario. Il sei volte campione dell’erba londinese soffre sul turno successivo, ma con un parziale di 3 punti a 0 annulla un 15-30 scomodo anche grazie ad un passante comodo errato da Murray. Siamo 4-2 per lo svizzero a due games dalla Storia. Nei due turni successivi entrambi tengono il servizio, poi sul 5-3 e servizio Murray riesce ad allungare il match al decimo gioco. Federer serve per la Storia, va sotto 0-15, poi due aces lo portano sul 40-15.

Daniele Maimone

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