Antonio Casu
No Comments

La crisi d’identità di Rudi Garcia

L'1-7 dell'Olimpico pesa ancora. Da quel momento in poi, la Roma ed il suo allenatore non hanno più capito chi sono

La crisi d’identità di Rudi Garcia
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Dal bel guardiolismo dei giorni migliori al becero trapattonesimo proposto all’Allianz Arena. Rudi Garcia è un uomo in crisi e con lui lo è la Roma, incapace di riscoprire chi è. Lo spettacolo deprimente offerto ieri contro il Bayern Monaco è lo specchio del momento dei giallorossi, ancora sotto shock dopo il terribile 1-7 subito due settimane fa.  Nei successivi tre incontri è arrivato un solo successo (contro il modesto Cesena), un pareggio a Genova con la Sampdoria e la brutta sconfitta di Napoli. Dov’è finita la squadra schiacciasassi che ha incantato l’Italia e sognato l’Europa fino a poche settimane fa?

Il catenaccio di Garcia soccombe sotto i colpi di Ribery e Goetze

Il catenaccio di Garcia soccombe sotto i colpi di Ribery e Goetze

SOGNANDO SIMEONE  – Il 4-4-2 (impossibile essere più italiani) schierato ieri è stato un goffo compromesso tra la paura di una nuova figuraccia ed il sogno utopistico di riprodurre le idee tattiche di Simeone. Niente di più sbagliato. La Roma corre la metà di quanto faccia abitualmente l’Atletico Madrid e non ha un’ossatura adatta a reggere tale atteggiamento. È stato lo stesso Garcia a plasmare i giallorossi con un’idea di calcio propositiva e coraggiosa. Cancellare il proprio Dna in nome di un pugno di gol subiti in meno è il modo ideale per non onorare la Champions League e, soprattutto, il duro lavoro portato avanti nell’ultimo anno.

BISOGNA SAPER PERDERE – Le sconfitte sono lezioni che dovrebbero permettere a chi le subisce di crescere. Non è stato così per Garcia, passato in un attimo dall’essere un francese spocchioso ad essere più italiano (calcisticamente parlando) degli stessi italiani. All’Olimpico ha capito di essere più piccolo rispetto al Bayern, all’Allianz ha capito di poter essere più piccolo rispetto a sé stesso. Se il trend venisse confermato, quei sette gol non sarebbero più solo figli di una nottataccia, ma i giustizieri di una bella creatura. Essere equilibrati è fondamentale, passare da un eccesso all’altro è deleterio.

 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *