Modestino Picariello
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Il male necessario della Champions League

Giocare in Champions è il più grande dei traguardi? Prandelli e Rodgers non la pensano proprio così e noi vi spieghiamo perché

Il male necessario della Champions League
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Aaaaahhhh, la Champions League: il palcoscenico d’Europa continua a regalarci emozioni e partite al cardiopalma. Chi non sogna di giocarci? Beh, che ci crediate o meno, c’è chi non lo sogna affatto, anzi, sta vivendo questa Champions come un incubo, e c’è anche da capirlo. Ecco la difficile storia del Liverpool di Rodgers e del Galatasaray di Prandelli. Se poi ci si mette anche Garcia….

Prandelli: pessimo il cammino del suo Galatasaray in Champions League

Prandelli: pessimo il cammino del suo Galatasaray in Champions League

PARTIRE IN QUARTA – Martedì di Champions: siamo alla quarta giornata e qualche bilancio può già essere fatto. Tutte le grandi o quasi si sono prese il passaggio agli ottavi (le spagnole, le tedesche tranne lo Schalke) meritocrazia e qualità che la fanno sempre da padrone e qualche piccola sorpresa che non lascia indifferenti i cultori della materia. In particolare Galatasaray e Liverpool occupano una posizione assai poco prevedibile nei loro rispettivi gironi e sono vicine all’eliminazione. Avrebbero potuto provare un enorme colpo di reni martedì, ma hanno volontariamente scelto di non farlo.

GIOCA, NON GIOCA – Ciò che colpisce non sono state le disfatte delle due squadre, secche, senza attenuanti né gioco, ma la formazione mandata in campo da entrambe, praticamente la formazione B. Prandelli l’ha addirittura ammesso nel prepartita:” Sapevamo di giocare con una formazione più forte di noi (il Borussia Dortmund), per questo abbiamo voluto risparmiarci per il campionato. Ora, se è anche vero che Cesare Magno da Orzinuovi continua a rischiare l’esonero in Turchia perché, nonostante i buoni risultati, quando perde lo fa per quattro gol alla volta, detta così pare assurda. Se non che è riuscito a far di peggio il suo collega Rodgers. Lui non l’ha detto che metteva la squadra B: l’ha fatto direttamente, e contro il Real Madrid sono rimasti in panchina Gerrard, Coutinho, Sterling (poi subentrati) e Balotelli. Aggiungiamoci Sturridge lungodegente e fanno 5 titolarissimi fuori dal match contro una delle più forti squadre del mondo. Ancelotti ringrazia, si porta a casa i tre punti più facili di tutta la sua Champions, metà del Real Madrid non deve neanche lavarsi la maglia a fine partita e così sia. Stessa dichiarazione di Prandelli la fa Garcia che lascia in panchina, tanto per fare un esempio, Totti, Gervinho e Cole contro il Bayern

L’ALLARGAMENTO DELLA FORBICE – Cosa accade? Bisogna tornare un po’ indietro per studiare la storia della Champions, che riassumiamo con l’accetta così: nell’ultimo lustro del millennio scorso si è iniziato a far diventare la Champions sempre più allargata ed appetibile (erano maggiori gli introiti). Questo permette l’ingresso anche di squadre palesemente inferiori alla media della competizione o arrivate più indietro nei campionati maggiori. Queste squadre, contente di essere giunte alla Champions, ne prendono i soldi, salvo poi scegliere di farsi eliminare il prima possibile, lasciandosi scelte e partite ben difficili da accettare come alcune delle ultime. La Roma, il Liverpool e il Galatasaray hanno scelto di non giocare per pensare al proprio campionato, che nell’anno porta un numero maggiore di introiti rispetto a quelli della Champions. Ma a cosa vogliono arrivare, in campionato? A vincere per poi prendersi i soldi dell’entrata in Champions, e ricominciare il circolo vizioso. Per loro le ultime partite di Champions sono un fastidioso impegno infrasettimanale utile solo per allenarsi in campionato o pe far giocare le riserve (contro il Real da titolare è partito Borini!!). Una piccola offesa ai valori dello sport e una piccola truffa per i tifosi. Forse era meglio quando, in origine, al massimo torneo continentale potevano accedere solo i campioni….

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