Vincenzo Galdieri
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Pagelle Juventus-Olympiakos 3-2: Pogba like a star, Vidal sbruffone

Trionfo sofferto, ma finalmente attributi da grande squadra: Pogba e Llorente trascinano la Juve ad una clamorosa rimonta. A mezz'ora dalla fine i bianconeri erano praticamente fuori, poi la svolta: e Allegri ci mette del suo

Pagelle Juventus-Olympiakos 3-2: Pogba like a star, Vidal sbruffone
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La Juventus sorride per il ritorno al gol di Llorente

Llorente, ha cambiato la gara tra Juventus ed Olympiakos

Le notti di Champions League sono cosi. Capita che a mezz’ora dalla fine sei sotto 1-2 in casa tua contro l’Olympiakos. Ma poi ti ricordi di chiamarti Juventus: e finalmente, era pure ora. La Juve c’è, non è fuori e vince quella che per adesso è la partita più importante della stagione. Un 3-2 contro il rognosissimo Olympiakos, grazie ai gol di Pirlo, Llorente – con la complicità di Roberto, che di fatto fa autogol – e Pogba. Vidal sbaglia pure un rigore al 94esimo che poteva essere importante per la classifica avulsa, ma l’importante era vincere. E la Juventus l’ha fatto: squadra viva, connessa, che corre e diverte. E magari da adesso in poi, dopo essere uscita indenne da una notte del genere, supererà pure la psicosi Champions. Le pagelle del match:

JUVENTUS

BUFFON 5,5 – Esente da colpe? Stavolta no. SuperGigi rischia di incasinare la Juventus. Chiariamo, sui due gol non può nulla. Ma il primo arriva da azione d’angolo, un angolo che provoca lui dopo aver svagatamente fallito una presa facile facile. Sul 3-2 di Pogba esulta come un pazzo ed è una liberazione: se la Juve non avesse vinto, conoscendolo, non se la sarebbe perdonata.

LICHSTEINER 5,5 – Corre e s’inserisce che è un piacere. E fa rabbia, perchè queste qualità non ce le hanno tutti: potrebbe essere uno dei migliori esterni al mondo. Arriva sul fondo con facilità disarmante, ma troppo spesso sul fondo non sa che fare. Perde tempi di gioco, sbaglia cross eccetera eccetera. Ma che volontà ferrea.

CHIELLINI 6,5 – Che grinta. Gara da leone, da lottatore quale è. Tiene bene Mitroglu e gioca sempre d’anticipo. Bene.

BONUCCI 6,5 – E’ vero, si fa anticipare da N’Dinga in occasione del secondo gol dell’Olympiakos. Ma non è un errore vero e proprio, semplicemente l’avversario è stato più bravo. Per il resto, gara perfetta. Rapido a far ripartire l’azione, grintoso e concentrato, leader assoluto. Che giocatore che è diventato.

ASAMOAH 5,5 – Interpreta benino un ruolo non suo, ma è fin troppo umile. Quando potrebbe affondare non lo fa, quasi mai. Ed è un peccato, davvero. Deve essere più sicuro dei suoi mezzi, che sono importantissimi. Dal 76′ PEREYRA sv

MARCHISIO 6 – Si sbatte tantissimo, lavoro oscuro per la squadra. Esce sfiancato. Dal 72′ PADOIN 6,5 – Venti minuti di grande personalità. Il gregario crea spazi e non ha paura a saltar l’uomo. Prezioso.

PIRLO 7 – Arte pura. Ascoltare le telecronache inglesi, spagnole, tedesche e francesi per credere: sul suo gol capolavoro impazziscono tutti. The Magician, cosi ne parlano entusiasti i commentatori d’Oltremanica. La sua punizione è un gioiello più unico che raro, la sua esultanza rabbiosa racconta una voglia di stupire ancora intonsa nonostante le 35 primavere, l’infinità di coppe vinte e tutto il resto. Poi dirige l’orchestra al solito, con la maestria che lo contraddistingue. Inimitabile.

POGBA 7,5 (IL MIGLIORE) – Like a star. Paul Pogba sta diventando una star per davvero, ed il primo gol in Champions League sta li a testimoniarlo. Un gol decisivo, un gol da campione vero. Con carisma e sicurezza da 40enne, unita all’incoscienza giovanile del 20enne che non sembra. Non sembra uno di 21 anni, no, perchè apparentemente è già maturo sotto tutti i punti di vista. Figuriamoci cosa sarà tra 4-5 anni: probabilmente un mostro. Trascinatore.

VIDAL 6 – Nella notte della verità si sveglia anche lui. La Champions lo carica, ed Arturo torna a guerreggiare. Strepitoso il pallone recuperato che porta all’1-0: rischio contropiede dell’Olympiakos, lui con una scivolata delle sue lascia di stucco l’avversario, si rialza e trasforma l’azione da difensiva in offensiva, servendo Pogba che poi si conquista la punizione dal limite. Pirlo trasforma e la Juve gode. Poi però va sotto. Lui continua imperterrito a lottare: difensivamente si torna a vedere il Vidal alieno. In fase offensiva invece latita, deve recuperare fiducia e tornare quello di un tempo. Sul rigore mostra però di non essersi ancora ritrovato mentalmente. Prima di tirare aizza già il pubblico, come a dire ‘Lo segno, cominciate ad esultare’. Prima i rigori si segnano, poi si esulta. Vidal però sembra talmente concentrato su se’ stesso che gioco forza finisce per perdere la concentrazione su altro: ed il rigore lo sbaglia, come quasi mai gli è capitato. Atto di sbruffonaggine che deve servirgli da lezione: montandosi la testa non si va da nessuna parte. Recuperando la carica e l’umiltà del triennio scorso, invece, tornerà anche ad essere il centrocampista fenomenale che tutti abbiamo ammirato.

TEVEZ 6,5 – Saltasse un po’ più l’uomo e vedesse un po’ meglio la porta sarebbe una prova da dieci e lode. Ma Tevez c’è, si muove bene, regala assist favolosi e si sbatte per quattro. Si procura pure il rigore del 4-2 nel finale, ma Vidal si esalta troppo prima del tempo e spreca.

MORATA 6 – E’ vero, spreca tanto. Ma con i suoi movimenti continui sfianca la difesa avversaria. Si sfianca pure lui, però. Ma del suo lavoro ne gioverà Llorente. Dal 56′ LLORENTE 7 – Entra e praticamente segna, perchè la sua zuccata sbatte prima sul palo e poi su Roberto prima di finire in rete. Sarebbe autogol, ma di fatto è un gol suo. Poi dialoga bene con Tevez – si può dire tutto, ma questi due hanno un’intesa pazzesca – e prende un sacco di falli. Di testa sono tutte sue, ed ogni pallone che vaga in aria riesce ad accaparrarselo come se avesse una calamita addosso. Intelligente nella gestione nel finale, quando prova pure qualche dribbling trovandosi spesso solo in contropiede. El Rey Leon està de vuelta. 

All. ALLEGRI 7 – Ci mette del suo, stavolta. Rivoluzionando la squadra con un modulo dinamico, a metà tra il 4-4-2, il 4-3-2-1 ed il 4-3-1-2. Creando varianti e variazioni, insomma, mischiando le carte quel tanto che basta da togliere riferimenti ai greci. Rischia Morata subito, poi mette Llorente al momento giusto. Non sbaglia niente e la sua Juve è viva, frizzante, lontana anni luce dall’approccio svagato di Atene. Bene bene. Cosi si che si ragiona.

OLYMPIAKOS: Roberto 6; Elabdellaoui 6, Botia 6,5, Abidal 6, Masuaku 5; Milivojevic 6,5, Ndinga 6,5 (77’ Kasami s.v.); Maniatis 6,5 (83’ Diamantakos s.v.), Dominguez 5 (72’ Fuster 6), Afellay 5,5, Mitroglou 5,5 . All. Michel 5,5

Vincenzo Galdieri (Twitter: @Vince_Galdieri)

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