Antonio Casu
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The Dark Side of the Moon: il Cagliari è sulle montagne russe

A tratti bellissima, in altri inguardabile. La banda di Zeman non smette mai di sorprendere

The Dark Side of the Moon: il Cagliari è sulle montagne russe
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Il Cagliari è un po’ come una bella ventenne dalle idee poco chiare: se arriva nella giornata giusta, è una creatura irresistibile, se arriva nel momento sbagliato, è insopportabile. È una caratteristica delle squadre di Zeman. Anzi, la caratteristica. I sardi sono capaci di tutto e niente allo stesso tempo. Volano a Roma per spaccare tutto e regalano un tempo alla terza forza del campionato, poi si risvegliano miracolosamente e rischiano di portare a casa lo scalpo laziale. La linea che separa l’estasi dalla depressione è sottilissima.

Empoli-Cagliari, Zdenek Zeman, tecnico del Cagliari

Zdenek Zeman, tecnico del Cagliari

A LETTO PRIMA DI CAROSELLO – L’ironica giustificazione offerta da Zeman al termine della sfida con la Lazio non è del tutto veritiera: “Alle nove i miei giocatori vanno a dormire”. Ok, i ragazzi sono giovani ed inesperti, ma sembra quasi che si siano addormentati prima di Carosello e abbiano ricevuto una botta di vita nel momento in cui è terminato. Negli anni Sessanta non funzionava esattamente così, nel favoloso mondo del Cagliari zemaniano sì. La squadra timida e impacciata del primo tempo, umiliata da una Lazio irresistibile (tre gol subiti, ma sarebbero potuti essere molti di più), ha tirato fuori l’orgoglio nella seconda parte del match, rischiando un colpaccio che sarebbe stato storico. Il successo finale della Lazio è ampiamente meritato e probabilmente avrebbe vinto anche se il Cagliari fosse rimasto concentrato per novanta minuti, però non mancano le recriminazioni.

LE SOLITE DISATTENZIONII rossoblu pagano ancora una volta i limiti cronici sui calci da fermo, legati a banali errori di posizionamento e movimenti difensivi inspiegabili. All’incapacità di non prendere gol corrisponde quella di non saper concretizzare calci d’angolo e di punizione, battuti da Cossu come peggio non avrebbe potuto. La salvezza si costruisce anche con la cura di questi particolari. Insufficiente la prova dei due terzini, Pisano e Murru, che hanno fatto rimpiangere Balzano (subentrato nella ripresa) e Avelar, non certo due fenomeni. La spinta dei due esterni difensivi è fondamentale nel gioco di Zeman, ma se manca, la squadra ha poche idee in attacco e subisce maggiormente il pressing degli avversari. Nel momento in cui il Cagliari capirà che le partite durano novanta minuti e non quarantacinque, il rendimento migliorerà esponenzialmente e la classifica sarà meno deficitaria di quanto lo è attualmente. La soluzione potrebbe essere un buon caffè da bere prima di scendere in campo.

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