Orazio Rotunno
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Lazio campione d’Italia: lo Scudetto che non ti aspetti

Gioca il calcio migliore in Italia, non ha le coppe e reduce da un ottimo mercato: in panchina un allenatore che finalmente ha avuto la sua chance

Lazio campione d’Italia: lo Scudetto che non ti aspetti
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La Lazio è Campione d’Italia! Immaginarlo al termine della 38esima giornata di campionato fino a due mesi fa era impossibile, oggi quasi. E quel quasi, per quanto voglia dir poco, allo stesso tempo dice tanto: perchè nel frattempo abbiamo capito che Juve e Roma non sono quelle extraterrestri dell’anno scorso, ma soprattutto perchè la Lazio non la si vedeva così da un decennio buono. I motivi per immaginare a Roma il tricolore il prossimo giugno c’erano tutti, ma forse avevamo sbagliato tutti la sponda del Tevere.

Antonio Candreva, leader della Lazio di Pioli

Antonio Candreva, leader della Lazio di Pioli

MERCATO, SENZA COPPE, CANDREVA: MA SOPRATTUTTO PIOLI – In sintesi i 4 punti di forza dell’exploit biancoceleste, ma nessuno dei primi 3 vale l’ultimo dell’elenco: Stefano Pioli. Uno capace di salvare il Bologna con della gentaccia e che, se glielo avessero permesso, ci sarebbe riuscito pure lo scorso anno. In passato ad un passo da Roma, sponda giallorossa, ma gli fu preferito Luis Enrique (quello che ha perso col Barcellona in casa da un gol di Larrivery, proprio lui). Doppio smacco per la Roma, tripla goduria per la Lazio, finalmente Stefano Pioli ha avuto la sua grande chance e bisogna ammetterlo, approfittando anche del primo momento nella storia di follia economica del portoghese Lotito. Perchè il mercato di Tare e soci è stato oculato, intelligente e proficuo. De Vrij, Basta, Parolo e Djordjevic, più un Gentiletti sottovalutato al suo arrivo ma che subito ha dimostrato buona personalità e solidità al centro della difesa. Fino alal rottura dei legamenti che lo terrà lontano dai campi per 6 mesi, una tegola a Formello che forse mette in evidenza l’unico nervo scoperto di una squadra ottimamente bilanciata e competitiva in ogni reparto: il difensore centrale accanto a De Vrij. Al momento si alternano Ciani e Cana, entrambi non il massimo della sicurezza soprattutto per i livelli di classifica attualmente ricoperti dalla Lazio e quelli ambiti in futuro: se Lotito sarà ancora in vena, sarà proprio quello il primo rinforzo nel mercato di gennaio (Paletta?) così da non lasciare nulla al caso in ottica scudetto. Tutte le squadre candidate al terzo posto, o vagamente illuse di impensierire Roma e Juve, hanno punti deboli: il Napoli una difesa colabrodo, le milanesi hanno falle ovunque, la viola una sfortuna che continua a perseguitarli (l’ultimo Bernardeschi) e le genovesi ancora da decifrare se realmente consistenti da poter mantenere questo ritmo impressionante anche quando la pressione e i riflettori si accenderanno forti su di loro. La Lazio non ha le coppe, tutti ricordiamo quanto questo giovò alla prima Juve di Conte, ciò nonostante ha valide alternative in ogni reparto: la sorpresa Braafheid per il sempre degente Radu, Cavanda o ieri Pereirinha per Basta, Ledesma per Biglia, Onazi per Parolo o Lulic e in attacco l’abbondanza regna. Ieri erano fuori Djordjevic a favore del ritornato Klose e Keita, grande promessa al momento messo da parte per il sempre prezioso Mauri. Ed ultimo ma non ultimo, il finalmente ritrovato Marchetti, comunque coperto dall’affidabile Berisha.

Ma tutte le squadre, anche quelle meglio allenate, hanno bisogno di un fuoriclasse, la Lazio non è da meno: Antonio Candreva. Se i 3 gol possono sembrare pochi in 10 partite, per uno valutato 35 milioni e cercato fortemente in estate dal Psg, la sua incidenza sui risultati della squadra resta immutata. 6 assist ed un rendimento altissimo, Conte dovrà trovarli un posto in Nazionale a costo di cambiare modulo, evidentemente penalizzato dal 3-5-2. Oggi i biancocelesti hanno il miglior attacco del campionato ma la settima difesa: complice le continue assenze di Radu e Basta, il ko di Gentiletti ma più in generale una mentalità prettamente votata all’attacco. la personalità con cui ha preso il campo a Genova e Firenze è impressionante, con un ritmo di gioco elevatissimo. Quella col Genoa in particolare è la madre di tutti i rimpianti, un bombardamento alla porta di SuperPerin durato 70 minuti, vanificato dalla rete nel finale di Pinilla.

Con quei 3 punti più che legittimi la Lazio sarebbe a pari con la Roma ed a sole 3 lunghezze dalla Juventus: oggi sono 6, ma l’ultimo Scudetto lo ricorderanno ambedue le tifoserie, arrivò con una rimonta ben più incredibile. E se, come probabile, non sarà Scudetto, il terzo posto ad oggi vede i biancocelesti favoriti assoluti.

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One Response to Lazio campione d’Italia: lo Scudetto che non ti aspetti

  1. valerio 4 novembre 2014 at 14:20

    e poi c’era la marmotta ke confezionava la cioccolata

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