Luca Porfido
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Le cronache rossonere: quando la mediocrità è già annunciata

Le lacune, nascoste sotto il tappeto per qualche tempo, stanno pericolosamente tornando a galla, e il Milan tarda ad ingranare. Cause tante, scuse troppe

Le cronache rossonere: quando la mediocrità è già annunciata
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Capita delle volte che la passione di un tifoso, oppure l’ottusità di chi continua imperterrito a non voler vedere la realtà, porta l’animo a creare una fiducia costruita sulla sabbia, che al minimo soffio di vento si sgretola in mille granelli. La stessa cosa era stata fatta per il nuovo Milan di Inzaghi, che già dopo le prime 2 partite veniva portato in processione e lodato.

Milan palermo crisi

Le vittorie hanno nascosto fino ad ora le grandi lacune del Milan

PIEDI DI PIOMBO – Un occhio attento, però, già nei primi 180 minuti del campionato avrebbe visto fondamentalmente 2 cose: che i valori in difesa erano gli stessi, che la manovra e il centrocampo erano da metà classifica e, soprattutto, che l’idea di fondo di un qualsivoglia gioco non esisteva, tant’è che si puntava tutto sulle ripartenze degli attaccanti.  E cosi tutti hanno deciso di dimenticare che la Lazio i pericoli li aveva creati eccome, e solo grazie alle parate di Diego Lopez il Milan aveva potuto vincere, però, si sa, la gente guarda il risultato, non il modo con cui lo si ottiene. Parlare poi della vittoria rocambolesca contro un pessimo Parma porterebbe via solo spazio e parole. Poi la partita contro la Juventus, dove la squadra rinunciò a giocare e puntò a difendersi, ma dato che la partita terminò solo 1 a 0 a favore, tra l’altro dei campioni in carica, il problema non c’era. Poi sono arrivati i 2 pareggi con Empoli e Cesena, le 2 corazzate del campionato, ma anche li critiche 0, anche perché le 2 vittorie con Chievo e Verona avevano fatto decadere la tesi. Il pareggio stentato raggiunto con la Fiorentina, e la sconfitta col Palermo di ieri sera, hanno invece riaperto la ferita, anche perché i rossoneri avrebbero potuto allungare di molto il passo, raggiungendo la Roma al secondo posto o, per i meno ottimisti, almeno essere per ora soli in terza posizione.

PUNTO IL DITO SU… – Ma la causa qual è? Magari si potesse rispondere in un paragrafo, anche perché sono anni che i rossoneri arrancano, ma il terzo posto di 2 anni fa, raggiunto fortuitamente, aveva fatto dimenticare a tutti il patema che si era passato in quel campionato. E cosi sono anni che si crede di ingannare qualcuno, dicendo che “questo sarà un anno di ricostruzione”, con una tarantella che ormai sa di muffa. Da quando è andato via Ancelotti, nessuno si è mai sognato di prendere un allenatore con la A maiuscola, ma tanto, mica conta chi sta panchina? Alla fine sono i giocatori che scendono in campo… purtroppo per il Milan, perché di alcuni se ne potrebbe fare anche a meno. Aprire il tema mercato non si può, troppo lungo, scontato e monotono. Inoltre se gli attaccanti non sono in giornata di grazia, o magari le squadre avversarie, in un sussulto di intelligenza, hanno capito il modo di giocare (e giocare è una parola grossa), magari si sa che dopo qualche partita qualcuno decide di prenderti le misure.

Insomma il finale è questo: i problemi sono gli stessi da anni, eppure le risposte non arrivano, anzi, si continua perennemente a sbagliare. Se mai qualcuno decidesse di andare in Russia in auto, sicuramente saprebbe di avere problemi se il mezzo è fatiscente, inoltre in questi casi ci si affiderebbe a qualcuno di esperienza, non a chi ha preso la patente da poco. Insomma si è capito il discorso dove vuole andare a parare, ma d’altra parte dare le colpe ad Inzaghi sarebbe ingiusto, dato che non si è messo da solo sulla panchina.
Errare è umano, perseverare è diabolico, e anche se si tratta di Milan, il riferimento al diavolo è tutt’altro che un complimento.

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