Orazio Rotunno
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Inter, Mazzarri la punta dell’iceberg: salvate il soldato Walter

Lui ci mette la faccia, dietro c'è una serie di errori invisibili agli occhi dei tifosi ormai accaniti sul tecnico neroazzurro: scopriamo quali

Inter, Mazzarri la punta dell’iceberg: salvate il soldato Walter
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Quando si trova un capro espiatorio è noto, si è trovata la soluzione a tutti i mali: eliminarlo. Via lui, via il dente ed addio dolore: questa è la speranza, o una mera illusione? Walter Mazzarri non lo vuole più nessuno, è stato identificato in lui il cancro che avvelena la squadra neroazzurra e guai a chi contraddice questo pensiero diffusosi a macchia d’olio lungo il 99% della tifoseria beneamata. Non per puro spirito di contraddizione, ma in una barca che affonda contro l’ultima delle scialuppe, è necessario vi siano molti più problemi ed inefficienze che il solo comandante. Scopriamo perchè Mazzarri non è niente più e niente meno che la punta dell’iceberg contro il quale l’Inter si sta schiantando giorno dopo giorno.

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Il Mazzarri furioso

TUTTI CONTRO MAZZARRI, CON LE BENDE DAVANTI AGLI OCCHI – Walter Mazzarri è un grande allenatore, non lo dico io, non lo dice lui e non lo può negare alcuno. Lo dicono i risultati, non semplicemente positivi ma letteralmente miracolosi. Ha riportato il Livorno in A dopo mezzo secolo, ha salvato la Reggina con 15 punti di penalizzazione, ha portato la Sampdoria in finale di Coppa Italia persa solo ai rigori, ha regalato al Napoli notti magiche in Champions e campionati da assoluta protagonista a tratti entusiasmando. All’Inter, nella prima stagione, ha dovuto gestire la rosa nel bel mezzo di un cambio epocale e di una crisi economica che ha reso limitate le forze a disposizione, ottenendo oggettivamente il massimo al quale la società potesse aspirare: la qualificazione in Europa League. Ok, poteva arrivare quarto davanti alla Fiorentina, ma la sostanza non cambia: chi crede dovesse e potesse portare l’Inter in Champions scavalcando una fra Juve, Roma o Napoli vive in un mondo pieno di sogni ed illusioni. La seconda stagione dev’essere quella del salto di qualità, l’obiettivo torna ad essere il terzo posto, ma più per il blasone della società che per le reali potenzialità della rosa a disposizione di Mazzarri. Escluse Roma e Juve di un altro pianeta, restano per l’ultimo posto disponibile Napoli, Fiorentina, Milan, Lazio e Inter. Chi crede che quest’ultima sia superiore alle altre citate, o che sia un fallimento non arrivare terzi in una bagarre simile, vive insieme al tifoso di prima nel mondo dei sogni e delle illusioni. L’aggiungersi delle sorprese genovesi e friulane rendono più amaro lo start dell’Inter.

Ma analizziamo nel dettaglio la situazione neroazzurra, partendo dal mercato. Tutti a costo zero e se quello che spendi mangi, è lecito non aspettarsi chissà quali leccornie. Buoni giocatori ma nulla più, nel frattempo l’Inter perde tutti i vecchi senatori e lo spogliatoio resta orfano di un leader e gente anziana ma che sappia che vuol dire gestire momenti difficili, giocare certe partite e….vincere. La preparazione atletica, punto 2: condizionata dai preliminari di Europa League, anticipata e di conseguenza soggetta ad incidenti di percorso che come evidente stanno decimando le scelte di Mazzarri. Punto 3, ci arriviamo, rosa corta e scelte nulle: nelle ultime 3 partite il tecnico toscano non aveva un solo cambio a disposizione che potesse dare fiato agli stessi 11 che scendono da un mese in campo, alcuni di questi nemmeno in forma (Palacio su tutti), ma lo stesso Medel tornato malconcio dopo la sosta in Nazionale ed un Hernanes che da due partite gioca solo col un piede per via di un fastidio muscolare all’altra gamba. Tutti gli esterni fuori eccetto Dodò, con Obi fuori ruolo e l’attacco privo anche di Guarin come alternativa visto il ko di Osvaldo. Il primo cambio in difesa è Andreolli, a centrocampo Kuzmanovic, sugli esterni Mbaye ed in attacco Bonazzoli: è colpa di Mazzarri? Punto 4, forse il più sottovalutato, gli errori tecnici individuali: Vidic a Palermo, Nagatomo col Cagliari, Dodò col Parma. Poi ti capitano i tiri della vita di Babacar e Cuadrado e ti chiedi, è colpa di Mazzarri?

Un allenatore si giudica dalle scelte che fa, Mazzarri da un mese scelte non ne ha. Ciò nonostante, volendo considerare la Sampdoria rivale per il terzo posto, la Champions è lì a 4 punti, il Milan ad un punto e la Fiorentina sotto. Napoli e Lazio sono le rivali più accreditate, i partenopei favoriti per una rosa decisamente più attrezzata e le aquile biancocelesti favoriti dall’assenza di impegni europei. Mazzarri ha le sue colpe, indubbiamente, ma anche quelle elencate non sono da meno ed esulano dalle responsabilità di un tecnico.

Forse, è anche capitato al posto giusto nel momento più sbagliato: quando mamma e papà litigano e stanno divorziano, il bambino in casa che deve studiare secondo voi farà bene o male i compiti?

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