Giuseppe Folchini
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A dire cose di sinistra resta solo Landini

Dalla Annunziata, tuona contro Renzi e conferma gli scioperi: Landini è già ora l'unico ideologo della sinistra, proprio perché antitetico a questa sinistra

A dire cose di sinistra resta solo Landini
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La manifestazione della Cgil di Landini

La manifestazione della Cgil di Landini

Niente da fare,  Maurizio Landini non ha nessuna intenzione di dissotterrare l’ascia di guerra. Il segretario della Fiom conferma lo sciopero generale della FIOM il 14 novembre a Milano ed il 21 novembre a Napoli e rilancia il j’accuse  al governo, e soprattutto a Matteo Renzi e alla politica sociale del  PD.  Intervistato da Lucia Annunziata per la trasmissione “in 1/2 ora “.Tutti insieme allegramente disinteressati ai problemi dell’Italia che lavora. Forse incapaci di comprenderne realmente esigenze e bisogni, al di là del mero stipendio a fine mese, che non è poco, soprattutto per chi ha una famiglia.

 PARLAMENTO COMPARSA- Le parole di Landini fanno sorgere montagne di dubbi e perplessità (nei confronti del governo, of course). Un premier incaponito su una legge delega. Contenitore senza contenuto, su cui porrà la fiducia, ufficializzando il declino del Parlamento ormai ridotto al ruolo di comparsa. Difficile comprendere la pervicacia con la quale non si intende trattare con una parte rappresentativa dell’Italia. Renzi spiega che non si trattano e si decidono le leggi con i sindacati, questo lo si fa in Parlamento. Che come abbiamo visto, conta meno di Angelino Alfano. Non solo: se così fosse posso rasserenarmi. Significa che Renzi e Berlusconi al Nazareno hanno solo parlato di donne e bevuto un caffè, ed io che credevo si fossero accordati sulle riforme istituzionali.

NIENTE POLITICA PER LANDINI – Il Maurizio nazionale non gela solo Renzinator. Anche chi si aspettava un endorsment verso la cosidetta minoranza del PD è rimasto deluso. Landini ha compreso benissimo che per rimanere autonomo deve sottrarsi alle logiche degli  equilibri di partito. Non dimentichiamo che l’opposizione al segretario-premier  è guidata da Pippo Civati e Gianni Cuperlo, che possono essere tutto tranne che determinati a chiudere con la ditta. Ma Landini non sarà nemmeno il leader politico dell’ecosistema della sinistra alternativa, non potremo vederlo come uno Tsipras italiano. Almeno non ufficialmente ma sostanzialmente egli è  l’icona, in questo momento, di quell’area che nelle europee ha sostenuto  l’Altra Europa. Se non vorrà o non potrà essere il numero uno della “Syriza” italiana, sicuramente già ora ne è l’ideologo

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