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Nba, il quintetto della notte: sorpresa Hayward, occhio agli “Splash Brothers”

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Curry&Thompson: la miglior ditta di Oakland

Eccoci come sempre all’appuntamento con il quintetto della notte Nba su SportCafe24. La sorpresa di giornata è con tutta probabilità la presenza tra i top 5 di Gordon Hayward. Oltre a lui trovano spazio anche entrambi gli “Splash Brothers” che hanno abbattuto i Lakers con 72 punti in due. Ma andiamo a vedere il quintetto al completo:

John Wall (19-10-6): Impossibile tenerlo fuori. Il play di Washington mette a referto un’altra prestazione sontuosa, condita come sempre da una doppia doppia assist-punti. Wall ha dato un importante apporto alla squadra anche a rimbalzo raccogliendone ben 6 in difesa.

Stephen Curry (31-10-5): Prestazione da brivido, il ragazzo ha una visione del canestro e un’intelligenza cestistica tra le migliori mai viste. E’ vero che questi Lakers sono poca roba, ma Steph segna da tutte le posizioni, distribuisce assist e raccoglie persino rimbalzi! Prestazione da NBA2K.

Klay Thompson (41-2-5): Molti hanno accusato i Golden State Warriors di aver esagerato nell’offerta del contratto per Klay (massimo salariale n.d.r), ma se il ragazzo gioca così… Ancora più dei 41 punti messi a referto, va fatta notare la straordinaria percentuale al tiro: 14/18 (77,7%) da due e 5/7 (71,4%) da tre, numeri da brivido, numeri da “Splash Brother”.

Gordon Hayward (24-3-10): Farà meno scalpore delle prestazioni dei gioielli di Golden State… Ma Hayward fa il suo ingresso in quintetto con una doppia doppia che trascina i suoi Jazz al successo su degli ottimi Suns.  Anche per lui è ottima la percentuale al tiro, 9/15 da due e 3/5 da tre, aggiungete i 10 rimbalzi e i Suns sono serviti.

Anthony Davis (31-1-15): I suoi Pelicans hanno perso la sfida di giornata contro i Mavs di Nowitzki, ma Davis ha messo a referto l’ennesima prestazione da applausi. Una partita in cui ha messo a segno 31 punti, raccolto 9 rimbalzi difensivi e ben 6 rimbalzi offensivi. Dovremmo esserci abituati a numeri del genere, ma il ragazzo di New Orleans continua a stupirci. Fear the brow.

 

 

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