Matteo Masum
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Napoli-Roma, una svolta è necessaria

Una serie di fatti criminosi hanno macchiato, negli anni, questa partita. Oggi l'occasione per voltare pagina

Napoli-Roma, una svolta è necessaria
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Genny a'carogna

Genny a’carogna

Oggi, alle 15.00, è in programma il big match tra Napoli e Roma. Nel titolo facciamo riferimento ad una svolta, ma non si tratta delle ambizioni del Napoli o della voglia della Roma di salire in testa alla classifica per un’oretta al massimo. Oggi, oltre che sul campo, gli occhi saranno necessariamente puntati anche sugli spalti, vuoti, per larga parte, a causa dell’assenza dei tifosi romanisti (vietata la vendita dei biglietti per i residenti nel Lazio). Una festa rovinata a causa di un criminale fascistoide, una grande partita guastata, da anni, per colpe di due tifoserie che si odiano. Una svolta, in tal senso, è necessaria.

ODIO, NON RIVALITA’ – La storia dei rapporti tra le tifoserie organizzate di Roma e Napoli è nota a tutti. Un vecchio gemellaggio, rotto a causa di un gesto non troppo educato (a voler usare un eufemismo) da parte di Salvatore Bagni, e dei rancori ormai più che ventennali. Gli ultras di Napoli e Roma sono rivali con quasi tutti i tifosi d’Italia, ma tra loro l’inimicizia è, da tempo, sfociata in vero e proprio odio. I fatti criminosi si sono ripetuti negli anni, soprattutto nell’ultimo millennio. A farne le spese, per fortuna, erano state solo le stazioni (Campi Flegrei prima, Termini dopo). Fino a 3 maggio scorso. E alle ritorsioni successive.

LA SVOLTA – Gli appelli affinchè la sfida di oggi rappresenti uno spot per il calcio italiano, e non l’ennesima resa dei conti, si sono susseguiti da ogni parte. Certo, dopo quanto accaduto, difficile pensare che gli ultras delle due squadre lascino da parte rancore e sete di vendetta, smettendola, una volta per tutte, di scambiare uno stadio di calcio (e le relative città) per Beirut o Gaza (dove tra l’altro si combatte per ragioni ben più nobili che una presunta supremazia nei rapporti di forza tra ultras). Sarebbe tuttavia assai auspicabile che tutto ciò si realizzasse, per il bene del calcio ed anche per quello del tifo. L’autoreferenzialità del mondo ultrà ha, diciamolo chiaramente, decisamente stancato.

Oggi l’occasione per chiudere una bruttissima pagina per il nostro calcio. Tale compito è affidato agli ultras di Roma e Napoli. Non proprio una banca svizzera.

Matteo Masum

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