Elisa Belotti
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I nostri ragazzi: dal film di De Matteo ai fatti di cronaca

Quando il cinema ci fa riflettere sulla vita

I nostri ragazzi: dal film di De Matteo ai fatti di cronaca
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Ivano De Matteo, regista de "I nostri ragazzi"

Ivano De Matteo, regista de “I nostri ragazzi”

QUELLA NOIOSISSIMA CENA TRA FRATELLI – Qualche anno fa Herman Koch scala le classifiche vendendo, in pochi mesi, ben 250 000 copie del suo nuovo romanzo: La cena. Di cosa si tratta? Di una cena, appunto. Ma un po’ particolare. Due fratelli molto diversi tra loro, e le rispettive mogli, si danno periodicamente appuntamento in un lussuoso ristorante. I due figli quindicenni sono molto amici (chi non ne ha combinate di tutti i colori con il proprio cugino?). Le due famiglie sono felici e vivono nel loro equilibrio celante una precarietà nemmeno immaginata. Poi, il fattaccio capace di portare a galla le fragilità, le insicurezze, i principi che stanno alla base del vero IO di ognuno dei protagonisti: i ragazzi, dopo aver partecipato ad una festa finita a tarda notte, pestano a sangue una barbona che, malauguratamente, cerca rifugio proprio dove c’è il bancomat che serve loro. Le telecamere di sicurezza hanno ripreso tutto, ma le immagini non sono sufficientemente nitide da permettere l’immediato riconoscimento dei colpevoli; comunque, potrebbe essere solo questione di tempo. Così, tra una portata e l’altra, i quattro genitori sono costretti a scavare dentro se stessi e forse anche a togliersi le maschere che credevano essere il loro vero volto; è necessario capiscano qual è la loro moralità e decidano come agire nei confronti di un figlio assassino e totalmente inconsapevole del peso dell’azione compiuta. Da questo romanzo, Ivano De Matteo (Er Puma in Romanzo criminale – la serie, regista anche di Gli equilibristi, uscito nelle sale nel 2012) trae la trama del suo film (che modifica lievemente il romanzo e lo ambienta nel nostro amato stivale). Così Luigi Lo Cascio è Paolo, un chirurgo pediatrico, ed è il fratello di Massimo (avvocato), interpretato da Alessandro Gassman. Giovanna Mezzogiorno e Barbora Bobulova sono le rispettive mogli. Benny (la giovanissima Rosabell Laurenti Sellers, che presto vedremo anche ne Il Trono di Spade) e Michele (Jacopo Olmo Antinori, lanciato da Bertolucci in Io e Te) nei ruoli dei cugini. E sembra di essere a casa, tranquilli, sul divano, una sigla conosciuta. Ah, ecco, la nuova puntata di Chi l’ha visto? E siamo lì con Chiara, la presentissima mamma di Michele, a guardare quelle immagini così poco nitide di due ragazzini che prendono a calci una barbona, facendola andare in coma. E, con lei ‒ ormai i personaggi ci sono diventati familiari ‒ potremmo giurare, ma negarcelo con tutte le nostre forze, che quello nel video è Michele; che quella che mai si vede bene è sua cugina Benedetta. Il film è ben fatto, anche se alcune riprese o alcuni accorgimenti danno l’idea di essere un po’ presuntuosi: emerge la bravura nelle scelte più ardite, ma senza una funzione narratologicamente chiara. Il finale appare un po’ scontato, e la resa quasi caricaturale, ma questo non inficia l’interezza dell’opera, né la sua principale funzione. Ma prima di parlarne, vi racconto un’altra storia.

“NAMO! SO BRAVI RAGAZZI! HAN FATTO ‘NA RAGAZZATA!” ‒ (Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale). Più o meno ai giorni nostri, in un luogo immaginario nel quale le persone – talvolta – si spostano in gondola, un gruppetto di ragazzini aggredisce Marino – un senza tetto che vive nella zona da otto anni – e danno fuoco alle sue cose. Ma questa storia è ormai datata, l’abbiamo già inscatolata e riposta nel dimenticatoio. Cambiamo storia. Più o meno ai giorni nostri, in un luogo immaginario nel quale si possono gustare alcuni dei cibi più succulenti dell’intero globo, tre ragazzi ormai adulti (aventi, dunque, persino la possibilità di votare), decidono di fare un piccolo scherzo a un ragazzino (ben lontano dall’essere adulto), giusto perché è sovrappeso e la cosa è molto divertente. Così, uno dei tre gli lacera l’intestino con un compressore. Il ragazzino rischia la vita. I genitori del ventiquattrenne colpevole ammettono che il figlio abbia sbagliato, ma, in fondo, si tratta di un gioco. In questo posto immaginario, c’è un detto molto in voga che recita: «Ogni scarrafone è bello ‘a mamma soja», ma quando sbaglia – tremendamente, ma umanamente sbaglia – questo scarrafone non ha bisogno che mamma soja lo aiuti a capire l’entità del gesto compiuto, piuttosto che minimizzarlo? Non ci è dato puntare dita né giudicare atteggiamenti e scelte: lo sappiamo davvero come ci comporteremmo in quella circostanza? Il film di De Matteo ci può aiutare a fare questo: a riflettere su alcuni comportamenti, alcune situazioni. A saper guardare le infinite prospettive di un evento tanto increscioso. Sempre sul medesimo tema, ma con sfumature totalmente differenti, potete gustarvi Carnage di Roman Polanski (che vanta un cast di prim’ordine) o …e ora parliamo di Kevin di Lynne Ramsay (magistrale Tilda Swinton). I nostri ragazzi è stato distribuito nelle sale il 5 settembre, ma lo troverete ancora nei confortevoli cinema del vostro paesino. O aspettate l’uscita del dvd. Perché questa nazione ha bisogno di riflettere su alcune cose. Almeno per aiutare i nostri – tanto amati – ragazzi a rendersi conto che alcune scelte prese con leggerezza possono trasformarsi in un fardello capace di schiacciare la vita di tante persone.

Elisa Belotti

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