Luca Porfido
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Il cugino scarso di Torres è l’incubo del Milan

Lo spagnolo ha fallito l'ennesima chance datagli da Inzaghi. Col Cagliari si è rivisto lo stesso Torres del Chelsea. Intanto cresce il malumore di Pazzini

Il cugino scarso di Torres è l’incubo del Milan
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Scarno pareggio per il Milan nella partita di ieri sera contro il Cagliari. Gli uomini di Inzaghi, che hanno raggiunto il pari grazie ad un’invenzione di Bonaventura, hanno comunque raggiunto il terzo posto, a pari punti con la Sampdoria, che ha perso contro l’Inter. Note positive, quindi, in casa rossonera?

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Cominciano i malumori per Pazzini, al quale Inzaghi ha preferito Torres

VERSIONE OMBRA – Se si guarda la classifica, è possibile notare come il Milan è a -6 da Roma e Juventus. Non male per una squadra in costruzione. Se invece si vuole analizzare la sola prestazione dei rossoneri, le note positive diventano subito negative. Gli uomini di Inzaghi hanno, infatti, rischiato più volte il colpo del KO, e i problemi sono sempre i medesimi, tant’è che parlare di mancanza di filtro e regia a centrocampo sembra quasi un inutile filastrocca, buona solo a riempire righe di giornali.
In tutto questo pentolone, non è però passata inosservata la prestazione di Torres, apparso in ombra non solo per colpa delle poche palle giocabili arrivate in attacco, ma anche perché lo spagnolo è ritornato ad essere il Torres dei tempi del Chelsea. Confuso, a tratti anche svogliato, e incredibilmente fuori forma. Sia chiaro, ieri sera Zeman ha chiuso gli spazi anche ad El Shaarawy ed Honda, ma il processo a Torres non è solo per il match col Cagliari.

NIENTE FENICE – In molti pensavano che lo spagnolo potesse risorgere e ritornare il giocatore di Liverpool, anche perché il Milan era la squadra ideale. Ma cosi non è stato, tant’è che la speranza di Galliani, quella cioè di aver fatto il colpaccio, potrebbe tramutarsi nell’ennesima ritorsione nei suoi confronti. Ma allora, se il modulo e soprattutto il presidente, necessitano di una punta lì davanti, perché non schierare Pazzini, visto anche il momento no di Torres? La risposta è semplice: lo spagnolo ha rappresentato un investimento economico importante, inoltre col suo palmares non è facilmente spedibile in panchina.

LO SFOGO DI UNA MOGLIE – A gettare benzina sul fuoco, soprattutto sulle scelte di Inzaghi, ci ha pensato la moglie dello stesso Pazzini, che ha affidato ad Instagram la sua rabbia: “Supponiamo che ci vengano date 9 possibilità per far colpo su una persona o per dimostrare ciò di cui siamo capaci. E che ogni volta dopo 3.8 minuti di media ci venga detto “basta così!”. Ecco, io mi chiedo chi può dire se quella persona è brava o no? O se avendo magari 30 minuti, o 45 o meglio ancora 90 minuti magari cambieremmo idea? E se quella persona fosse una di quelle che non urla o fa scena plateali, ma continuasse a fare in modo serio, diligente e costante ciò per cui è stata voluta, cercata e pagata? Provo dispiacere nel pensare che in Italia la famosa meritocrazia non sempre esiste“.

Ad Inzaghi la soluzione del quesito.

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