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Pogba e Vieira, guerrieri tribali dall’accento francese

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Paul Pogba, campioncino della Juve

Immaginate di essere dentro ad una macchina del tempo, ma il tempo stesso non c’è, si è fermato. Due storie da raccontare, due campioni dello sport a confronto, il passato ed il presente si uniscono in un unico racconto. Tutto questo, e molto altro, in “Ritorno al futuro”, la nuova rubrica del mercoledì di SportCafe24.

Esistono giocatori di sostanza, che con fiato e corsa sopperiscono ai propri limiti tecnici, esistono calciatori di talento, che dall’alto della loro “scienza” ritengono inopportuno impegnarsi al massimo, poi ci sono i campioni: interpreti eccezionali sia dell’attacco che della difesa, in grado di trasformare i propri piedi in magli da fabbro quando si tratta di rompere il gioco avversario e in pennelli da pittura per disegnare parabole vincenti in fase di possesso. Non è un caso dunque che molti esponenti di questa ristrettissima cerchia siano di origine franco-africana, gente in grado di trarre il meglio da entrambe le culture e di trasportarlo su un rettangolo verde, gente come Patrick Vieira e Paul Pogba: c’est fantastique!

Patrick Vieira, leggenda dell'Arsenal

Patrick Vieira, leggenda dell’Arsenal

VIEIRA, LEGGIADRIA E CLASSE – Originario del minuscolo e orgogliosissimo arcipelago di Capoverde, Patrick Vieira cresce calcisticamente tra il Tours e il Cannes, divenendo capitano dei biancorossi alla tenera età di 19 anni alla luce di capacità tecniche assolutamente fuori dal normale e di una leadership coscienziosa, fatta non tanto di parole ma derivante dall’immediatezza con cui le cose che diceva quel ragazzone di 195 cm venivano recepite dai compagni. Il Milan lo compra e gli regala uno scudetto, ma a Patrick serve tempo per adattare il proprio gioco alla Serie A e i rossoneri non ce l’hanno: piomba su di lui il filosofico Arsène Wenger che lo porta all’Arsenal dove rimarrà per quasi 10 anni vincendo 3 campionati, 4 Community Shield e 4 Coppe d’Inghilterra. Il periodo con i Gunners è forse il migliore della sua carriera, in campo scende un Patrick padrone del suo spazio, che con fameliche scivolate e midiciali siluri da fuori area diventa piano piano l’idolo di Wembley, anche se i cicli, si sa, prima o poi finiscono e Vieira si ricorda di quel conto aperto con l’italico stivale; Nel 2005 arriva alla Juventus, nell’ultima stagione bianconera al vertice prima di calciopoli (pausa scenica). Lo compra poi l’Inter che in 4 anni gli regalerà 3 Scudetti e 2 Supercoppe, prima di chiudere la carriera nell’ambiziosissimo Manchester City, società con la quale collabora tutt’ora come ambasciatore. Da ricordare anche che Patrick è uno degli immortali galletti ad essersi portato a casa il Mondiale casalingo del 1998, un’impresa che rimarrà per sempre nei cuori di tutta la Francia, ma anche di un pezzetto dell’Africa!

POGBA, POTENZA E TALENTO – Per struttura fisica e movenze Paul Pogba è stato spesso paragonato a Vieira, ma al di là delle differenze di sangue (quello del classe ’93 viene dai fiumi della Guinea) va detto che lo juventino ha ancora molto da dimostrare soprattutto a livello internazionale, oltre al fatto che le sue potenzialità sono di gran lunga maggiori rispetto all’ex Milan : la storia dell’addio al Manchester e degli screzi con Sir Alex la conosciamo tutti, ma rimarrà per sempre un mistero come i Red Devils siano riusciti a farsi sfuggire un simile diamante, un giocatore che è perfettamente in grado di sradicare il pallone dalle gambe degli avversari, bruciarli in velocità stile “Beep Beep” e concludere l’azione gonfiando la rete e producendosi nelle sue classiche danze di festeggiamento, roba da fantascienza! Stiamo parlando di uno di quei talenti che cambiano la storia del loro stesso sport, come LeBron nella pallacanestro o Alì nel pugilato, perchè la sensazione è che quando  arriverà veramente all’apice delle sue possibilità l’intensità fisica e tecnica del gioco sarò costretta a salire ulteriormente di tono. Non a caso a soli 21 anni Paul è l’unico rappresentate “italiano” in lizza per il Pallone d’Oro, un premio che, ne siamo tutti convinti, negli anni collezionerà come le figurine Panini! Per ora si limita a far incetta di Scudetti e complimenti, mettendo a dura prova le corde vocali dello Juventus Stadium con numeri da giocoliere e goal da antologia…e pensare che non abbiamo ancora visto niente!

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

 

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