Jacopo Bertone
No Comments

Pogba e Vieira, guerrieri tribali dall’accento francese

Ritorno al futuro ci porta a scoprire due campioni transalpini presi in prestito dalla Savana, capaci di esprimere in campo un talento sopraffino e di scatenare la loro forza primigenia

Pogba e Vieira, guerrieri tribali dall’accento francese
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Immaginate di essere dentro ad una macchina del tempo, ma il tempo stesso non c’è, si è fermato. Due storie da raccontare, due campioni dello sport a confronto, il passato ed il presente si uniscono in un unico racconto. Tutto questo, e molto altro, in “Ritorno al futuro”, la nuova rubrica del mercoledì di SportCafe24.

Esistono giocatori di sostanza, che con fiato e corsa sopperiscono ai propri limiti tecnici, esistono calciatori di talento, che dall’alto della loro “scienza” ritengono inopportuno impegnarsi al massimo, poi ci sono i campioni: interpreti eccezionali sia dell’attacco che della difesa, in grado di trasformare i propri piedi in magli da fabbro quando si tratta di rompere il gioco avversario e in pennelli da pittura per disegnare parabole vincenti in fase di possesso. Non è un caso dunque che molti esponenti di questa ristrettissima cerchia siano di origine franco-africana, gente in grado di trarre il meglio da entrambe le culture e di trasportarlo su un rettangolo verde, gente come Patrick Vieira e Paul Pogba: c’est fantastique!

Patrick Vieira, leggenda dell'Arsenal

Patrick Vieira, leggenda dell’Arsenal

VIEIRA, LEGGIADRIA E CLASSE – Originario del minuscolo e orgogliosissimo arcipelago di Capoverde, Patrick Vieira cresce calcisticamente tra il Tours e il Cannes, divenendo capitano dei biancorossi alla tenera età di 19 anni alla luce di capacità tecniche assolutamente fuori dal normale e di una leadership coscienziosa, fatta non tanto di parole ma derivante dall’immediatezza con cui le cose che diceva quel ragazzone di 195 cm venivano recepite dai compagni. Il Milan lo compra e gli regala uno scudetto, ma a Patrick serve tempo per adattare il proprio gioco alla Serie A e i rossoneri non ce l’hanno: piomba su di lui il filosofico Arsène Wenger che lo porta all’Arsenal dove rimarrà per quasi 10 anni vincendo 3 campionati, 4 Community Shield e 4 Coppe d’Inghilterra. Il periodo con i Gunners è forse il migliore della sua carriera, in campo scende un Patrick padrone del suo spazio, che con fameliche scivolate e midiciali siluri da fuori area diventa piano piano l’idolo di Wembley, anche se i cicli, si sa, prima o poi finiscono e Vieira si ricorda di quel conto aperto con l’italico stivale; Nel 2005 arriva alla Juventus, nell’ultima stagione bianconera al vertice prima di calciopoli (pausa scenica). Lo compra poi l’Inter che in 4 anni gli regalerà 3 Scudetti e 2 Supercoppe, prima di chiudere la carriera nell’ambiziosissimo Manchester City, società con la quale collabora tutt’ora come ambasciatore. Da ricordare anche che Patrick è uno degli immortali galletti ad essersi portato a casa il Mondiale casalingo del 1998, un’impresa che rimarrà per sempre nei cuori di tutta la Francia, ma anche di un pezzetto dell’Africa!

POGBA, POTENZA E TALENTO – Per struttura fisica e movenze Paul Pogba è stato spesso paragonato a Vieira, ma al di là delle differenze di sangue (quello del classe ’93 viene dai fiumi della Guinea) va detto che lo juventino ha ancora molto da dimostrare soprattutto a livello internazionale, oltre al fatto che le sue potenzialità sono di gran lunga maggiori rispetto all’ex Milan : la storia dell’addio al Manchester e degli screzi con Sir Alex la conosciamo tutti, ma rimarrà per sempre un mistero come i Red Devils siano riusciti a farsi sfuggire un simile diamante, un giocatore che è perfettamente in grado di sradicare il pallone dalle gambe degli avversari, bruciarli in velocità stile “Beep Beep” e concludere l’azione gonfiando la rete e producendosi nelle sue classiche danze di festeggiamento, roba da fantascienza! Stiamo parlando di uno di quei talenti che cambiano la storia del loro stesso sport, come LeBron nella pallacanestro o Alì nel pugilato, perchè la sensazione è che quando  arriverà veramente all’apice delle sue possibilità l’intensità fisica e tecnica del gioco sarò costretta a salire ulteriormente di tono. Non a caso a soli 21 anni Paul è l’unico rappresentate “italiano” in lizza per il Pallone d’Oro, un premio che, ne siamo tutti convinti, negli anni collezionerà come le figurine Panini! Per ora si limita a far incetta di Scudetti e complimenti, mettendo a dura prova le corde vocali dello Juventus Stadium con numeri da giocoliere e goal da antologia…e pensare che non abbiamo ancora visto niente!

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *