Enrico Cunego
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Atalanta e Parma: panchine bollenti

Due inizi di stagione da incubo per squadre che l'anno scorso si resero protagoniste di un ottimo campionato. Ma la nona giornata rischia di far saltare i due tecnici

Atalanta e Parma: panchine bollenti
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Dalle stelle alle stalle. E’ il percorso che stanno vivendo in questo inizio di stagione Stefano Colantuono e Roberto Donadoni, tecnici di due squadre protagoniste nello scorso torneo: Atalanta e Parma. I lombardi dopo 8 giornate hanno solo 7 punti e soffrono tremendamente in zona gol, mentre gli emiliani si ritrovano ultimi con la miseria di 3 punti e ben 7 sconfitte sul groppone, complice una tenuta difensiva estremamente insufficiente. Il turno infrasettimanale potrebbe dunque essere decisivo non solo per il futuro delle 2 squadre, bensì e soprattutto per i due tecnici. Come spesso si dice in questi casi, l’allenatore paga per tutti ed in questo caso ci sentiamo di addossare la colpa solo in minima parte a due allenatori che hanno finora svolto un lavoro eccellente con le proprie squadre. Ma andiamo a vedere quali sono i problemi di entrambe le compagini.

ATTACCO ASFITTICO – Stefano Colantuono è l’allenatore più “longevo” di questa serie A. In un mondo frenetico e schizofrenico come quello del pallone italiano il tecnico romano è il timoniere dei bergamaschi addirittura da giugno 2010. Prima stagione che porta subita una promozione in serie A, cui seguono 3 comode stagioni nella massima serie. 3 salvezze raggiunte con ampio anticipo e ottenute sempre offrendo un calcio ben organizzato e costruito sull’assistenza completa a German Denis, autentica garanzia da doppia cifra di reti a stagione ed idolo incontrastato dei tifosi nerazzurri. Bene, quest’anno l’argentino, che ci aveva sempre abituato ad inizi di stagione a ritmi altissimi per poi calare nella parte finale del torneo, sembra essersi inceppato. 8 gare e 0 reti, numeri estremamente allarmanti che hanno condizionato in maniera pesantissima le prestazioni dei lombardi, i quali hanno il peggior attacco con la miseria di sole 3 reti segnate, di cui 2 da Richmond Boakye (l’altra è di Marcelo Estigarribia). Numero di reti davvero risicato che fa capire l’importanza di Denis per questa squadra, il quale contro il Napoli di Higuain spera di sbloccarsi come il connazionale Higuain, anche lui fino a domenica scorsa a digiuno di gol ma capace di segnare una tripletta contro il Verona. Perchè sono i gol di Denis a cui fa affidamento Colantuono, il quale finora ha totalizzato un preoccupante ruolino di marcia: 2 vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte. Numeri da retrocessione anche se l’impressione è che quest’anno la lotta per non scendere in B sarà più agguerrita dell’anno passato. Il gioco comunque c’è, bisogna appunto che si sblocchi l’argentino. Tutto dipende dall’ex Napoli, altrimenti nell’orizzonte di Colantuono potrebbe apparire la figura di Gigi del Neri, ancora molto apprezzato dalla società orobica, guidata dal friulano tra il 2007 ed il 2009

DIFESA DI BURRO – Con 20 reti subite in soli 8 incontri, la difesa del Parma è per distacco la più battuta della massima serie. Numeri devastanti che inquadrano perfettamente l’ultimo posto dei parmigiani, vittime di una crisi paurosa e capaci di vincere solo a Verona contro il Chievo, per poi perdere tutti e 7 gli incontri restanti. Il derby emiliano col Sassuolo perso al Tardini ha fatto esplodere il malumore nella piazza giallo-blu, completamente spiazzata dall’inizio di stagione di una squadra l’anno scorso capace di arrivare fino all’Europa League, poi tolta solamente per motivi extra-calcistici. L’artefice della splendida cavalcata verso il sesto posto è Roberto Donadoni, in Emilia dal 2012, quando subentrò all’esonerato Franco Colomba alla diciottesima giornata e capace di portare calcio spettacolo, punti e soddisfazione ad una squadra decaduta verso i bassifondi della classifica dopo l’era Tanzi. L’anno scorso l’innesto di Antonio Cassano fece spiccare il volo ai crociati, i quali cominciarono a macinare gol (59 a fine stagione) e risultati per poi arrivare a vette inimmaginabili ad inizio stagione. Una serie lunghissima di imbattibilità unita a calcio spettacolo che fece dimenticare ai tifosi la debole tenuta difensiva (46 gol subiti). Quest’anno, invece, i risultati non arrivano e ciò evidenzia in tutto e per tutto la debolissima tenuta del reparto arretrato. Disattenzioni madornali e difficoltà assortite evidenziate in tutti gli incontri fin qui giocati e ciò quindi vanifica del tutto il pur buon numero di reti realizzate (12). A differenza di Colantuono, contro il Torino Donadoni sembra giunto ad un vero e proprio capolinea. Non vi è altro risultato che la vittoria, altrimenti Ghirardi potrebbe correre ai ripari chiamando Davide Nicola, tornato in pista dopo la tragedia di quest’estate in cui il figlio Alessandro perse la vita dopo essere stato schiacciato da un autobus

Enrico Cunego

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