Simone Viscardi
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Thohir non sta a guardare, pronta la querela per Ferrero

Il presidente dell'Inter non intende far passare in silenzio le pesanti dichiarazioni del collega doriano. Al vaglio la possibilità di querelare Ferrero per razzismo

Thohir non sta a guardare, pronta la querela per Ferrero
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Altro che filippino. Erick Thohir non intende fare buon viso a cattivo gioco, e dopo aver ricevuto notizia delle inopportune dichiarazioni del presidente della Sampdoria Ferrero, sta seriamente pensando di querelare il collega blucerchiato.

Massimo Ferrero, patron della Sampdoria.

Massimo Ferrero, patron della Sampdoria.

CACCIA IL FILIPPINO – “L’avevo detto a Moratti, caccia er filippino”. Queste le parole sotto accusa, pronunciate in diretta nazionale alla Domenica Sportiva. Al di là dell’ignoranza geografica, Thohir non ha per niente gradito il declassamento a umile portaborse di Moratti, un collaboratore domestico chiamato a pulire i conti del club di corso Vittorio Emanuele. La soluzione più eclatante sarebbe la querela per diffamazione o discriminazione razziale, anche se, visto che si tratta di una querelle tra due tesserati FIGC, occorrerebbe prima passare dagli organi federali. Certo, appare difficile che un’istituzione guidata da una persona – Tavecchio – dalle note tendenze “leggere” in materia di razzismo possa deferire un tesserato per lo stesso motivo. Molto probabilmente finirà tutto in un nulla di fatto, ma l’azione immediata di Thohir avrà comunque un valore simbolico. L’indonesiano non è venuto in Italia per farsi trattare a pesci in faccia, ma per cambiare il modo di gestire società e campionato.

ERA NELL’ARIA – Del resto, sembrava ormai questione di tempo prima che l’esuberante (per utilizzare un eufemismo parecchio edulcorato) patron della Samp la facesse fuori dal vaso. Tra siparietti imbarazzanti in tv e in campo, dichiarazioni sempre improntate alla costante ricerca del “politicamente scorretto” e atteggiamenti di sfida nei confronti delle istutuzioni calcistiche, Ferrero ha cercato in questi primi mesi di far notizia in qualsiasi modo. Cosa meglio, quindi, di una bella uscita vagamente razzista per ottenere un altro quarto d’ora gratuito di notorietà su giornali ed emittenti? La sensazione è sempre di più quella di essere di fronte a un emule di De Laurentiis, una brutta copia non dotata però delle capacità comunicative e autocelebrative del presidente napoletano. Una macchietta più che un dirigente professionista, proprio quella figura che Thohir vorrebbe tanto estirpare dal nostro calcio.

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