Enrico Steidler
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Rosario Fina, un presidente da radiare a vita

"Due schiaffi all'arbitro? Sono pochi. Io lo avrei ammazzato". Dal destino di chi si esprime usando queste parole - Rosario Fina, presidente dell'Atletico Cavallino - dipende quello del calcio italiano. Come finirà?

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Noi italiani siamo a un bivio, forse l’ultimo se anche questa volta prenderemo la via sbagliata. Dopo il gravissimo episodio dell’arbitro 17enne aggredito e malmenato in mezzo al campo da alcuni tifosi-teppisti durante il match di seconda categoria leccese Atletico Cavallino-Cutrofiano, il presidente della squadra di casa – Rosario Fina – ha rilasciato ai media le seguenti dichiarazioni: “Ha preso due schiaffi? Sì, ma leggeri, dovevano essere più forti. Fosse capitato tra le mie mani l’avrei ammazzato. L’arbitro secondo me ha sbagliato e doveva essere punito. Sono stati pochi i due schiaffi che si è preso, ne meritava molti di più“.

Rosario Fina, presidente dell'Atletico Cavallina (Seconda Categoria leccese)

Rosario Fina, presidente dell’Atletico Cavallino (Seconda Categoria leccese)

Per la cronaca, il giovane direttore di gara è stato trasportato al Pronto Soccorso di Lecce, e qui gli sono state medicate decine fra ecchimosi e contusioni, ma il punto non è questo: il punto è il bivio. O il signor Rosario Fina viene radiato a vita (poi magari fra venti o trent’anni ne riparliamo, ma non prima), oppure è la fine. E se il nostro ordinamento sportivo non contempla una simile misura in relazione a parole così violente e scellerate, allora è già finita, diciamolo. Il calcio italiano va avanti, ma è solo un morto che cammina.

In Spagna, pochi giorni fa una tifosa è stata radiata a vita dallo stadio (e ha pure perso il lavoro) perchè ripresa dalle telecamere mentre insultava un giocatore di colore facendo gesti da scimpanzè. E non in piedi, si noti bene, ma regolarmente seduta al suo posto. Ora, cosa succederà in Italia a quel signore che fu già inibito per tredici mesi da ogni attività sportiva per aver strattonato un arbitro in mezzo al campo prima di colpirlo con una testata sul petto? E che ieri ha dichiarato che al posto dei tifosi – ma secondo alcune voci anche qualche giocatore e dirigente della squadra di casa – lui avrebbe “ammazzato” il malcapitato direttore di gara, un ragazzo di 17 anni?

Siamo a un bivio. Forse l’ultimo. Guai a noi se sbagliamo strada.

Enrico Steidler

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