Raffaele Caiffa
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Nadal dà forfait per il Master di Londra

A meno di 2 settimane dal Master di fine anno che si disputerà a Londra, Rafa Nadal ha dichiarato che non ci sarà per operarsi d'appendicite

Nadal dà forfait per il Master di Londra
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Ammettiamolo: ci sono avversari più grandi di noi, simili ad incubi. Corriamo, lottiamo, spesso vinciamo respingendo questi “ostacoli”, ma ci sono alcuni “mali” nella carriera dell’atleta, che per quanto ci si  sforzi, non saremo mai in grado di superare completamente. Ancora uno stop, l’ennesimo, un corpo dilaniato dai tanti infortuni e quel sorriso di un ragazzo abituato a vincere, che ormai è solo il ricordo di tempi che furono, è un’annata sfortunata, ma non è certo la fine del mondo: i guerrieri, si sa, cadono per poi rialzarsi e combattere con la stessa grinta che li contraddistingue. È la storia di Rafa Nadal e un 2014 da dimenticare, fra problemi al polso, le vesciche (storiche) e i problemi di appendicite sopraggiunti nell’ultimo periodo. l’indole del combattente, che da sempre anima Rafa, ha spinto il maiorchino a presentarsi a Basilea in condizioni non ottimali, Borna Coric ha ridimensionato obiettivi e progetti del campione spagnolo obbligandolo alla disfatta per 2-0 e al forfait per i prossimi tornei fino al termine della stagione tennistica.

L’attuale numero 3 del ranking Atp  è riuscito a salire sul trono e a restare nella top 10 da svariati anni grazie alla costanza, alla dedizione e alle spiccate doti atletiche e tecniche. Ma se la vista dalla cima è cosa per pochi eletti, bisogna pensare quanto possa essere dura la strada da percorrere per giungere sin lì. Ne ha passate, Nadal, di battaglie, lotte contro tanti avversari, ma su di tutti uno: il problema degli infortuni. La via del campione è fatta di sentieri impervi, dissestati di ostacoli e fosse, cadute, una sfida che impone al tennista di portare il fisico all’estremo, allo sforzo massimo, la fascia muscolare che si tende, quasi si strappa, la smorfia di dolore, un gemito che premonisce il peggio, lo sa bene Rafa quello che si prova. È un lottatore, il ragazzo di Manacor, lo è sempre stato, sin da quando gli infortuni lo hanno perseguitato: a 17 primo appuntamento con uno Slam rimandato per un problema alla spalla, poi i problemi nel 2012 si acuiscono: piedi (dita comprese), coscia, ginocchio, addome, anca, polso, spalla, ora l’appendicite, i dolori sono tanti, troppi e come se non bastasse anche le tante vesciche prodotte da un’abbondante sudorazione per gli sforzi in allenamento e in gara. Un corpo quasi martoriato, per chi ha fatto della difesa, della corsa e della rincorsa, del sacrificio fisico, la propria arma principale in un tennis dispendioso dal punto di vista delle forze fisiche e mentali. Ma Rafa è una roccia, fisicamente e mentalmente, si presenta leggermente contrariato in allenamento, ma non troppo: l’ultimo infortunio, al polso, lo ha costretto a rinunciare a due tappe di preparazione fondamentali come i tornei di Toronto e Cincinnati prima di giungere allo US Open. Oltre 70 milioni di dollari il prize money conquistato in carriera del 28enne spagnolo, eppure quante cicatrici, quante notti passate nel fra il 2012 2 il 2013 a pensare: “mi opero o non mi opero?”. Adesso, come in passato, le migliori cure, trattamenti permessi dalla federazione (come l’Epi per curare in passato i vari tessuti danneggiati e l’elettrostimolazione per recuperare al meglio anche dal problema al polso). Un movimento innaturale, un gesto anomalo e il muscolo cubitale del polso destro che si lacerò pochi mesi fa: un tutore per 3 settimane ha costretto  Nadal ad adoperare solo il dritto facendo a meno del rovescio bimane, non un buon segno per la preparazione d’avvicinamento agli US Open, no di certo, ora l’ennesimo stop per l’appendicite, un’annata decisamente “no”.

Rafa ci ha dimostrato che si può tornare grandi come e più di prima, anche da cose che ci perseguitano da sempre. Capita a tutti di cadere, l’importante e sapersi alzare, Nadal l’ha ribadito spesso: “l’unica cosa che conta è stare bene…ogni volta spero di stare bene per dare il meglio di me stesso”. Parole di chi è rimasto segnato dalle cicatrici e che continua ad andare avanti e lottare nonostante la perplessità di alcuni medici che ritengono che il fisico di Rafa sia giunto al limite dopo infortuni e traumi sportivi patiti. “Non parteciperò a Parigi e nemmeno al Master di Londra. Non riesco a giocare al meglio e per questo motivo mi opererò di appendicite il prossimo 3 novembre. Ritornerò in campo nel 2015, non mi pento di aver giocato qui a Basilea”.

Il verdetto è arrivato, e il Master di fine anno è rimasto orfano del campione spagnolo.

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