Enrico Steidler
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Agnelli provoca, l’Inter risponde: Calciopoli non finisce mai…

Il presidente bianconero saluta a modo suo il dimissionario Moratti ("Ha accettato uno scudetto che non ha vinto") e poi punta il dito contro "calcio italiano malato". Beh, se lo dice lui...

Agnelli provoca, l’Inter risponde: Calciopoli non finisce mai…
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2089, se va bene; 2117, o giù di lì, nell’ipotesi più realistica. Sarà solo intorno al 38esimo mandato di Blatter, quindi, che il calcio italiano potrà finalmente tornare a respirare un po’ di aria buona; almeno un secolo, lustro più, lustro meno, per bonificare l’ambiente dalle scorie radioattive di Calciopoli e renderlo nuovamente frequentabile. Nemmeno il plutonio, dati alla mano, decade così lentamente, ma consoliamoci pensando che la cultura sportiva – nella Terra dei cachi – deve essere ricostruita da zero, e che in realtà più sfortunate della nostra (teoricamente possibili, anche se non ancora individuate) sarebbero necessari alcuni millenni.

Massimo Moratti, ex-presidente onorario dell'Inter

Massimo Moratti, ex-presidente onorario dell’Inter

TIE’, BECCATI QUESTA! – A ennesima dimostrazione che il fall-out nucleare è il nostro pane quotidiano, ecco a voi Andrea Agnelli e il suo “elogio funebre” dedicato al dimissionario presidente onorario dell’Inter. “L’uscita di Moratti credo sia un fatto tecnico, le vedute diverse si erano manifestate nel corso del tempo – dichiara il numero uno della Juve prima di affondare il tackle come un Montero qualunque – “Credo che vada a lui riconosciuto un grandissimo amore per la sua Inter, e l’amore può portare a compiere alcune follie come accettare uno scudetto che non ha vinto. Però – aggiunge subito l’Agnelliraptor fingendo di incensare colui che ha reso “indonesiana” la società nerazzurra – sicuramente perdiamo una persona che non solo ama la sua squadra come pochi altri, ma anche un grande personaggio dell’economia italiana all’interno di un panorama che invece ha bisogno di questi personaggi”.

Morale? Quando si trova di fronte alla solita maledetta alternativa – mi comporto da Agnelli (vedi alla voce Gianni) oppure da Andrea? – il presidente bianconero sceglie sempre il nome e mai il cognome. D’altra parte, che volete farci? La colpa è anche delle “radiazioni”…

E TU BECCATI QUEST’ALTRA! – E se Atene piange, Sparta non ride. Ecco, qui di seguito, la piccata replica del club meneghino: “L’ F.C. Internazionale prende atto dell’ennesimo tentativo del Presidente Agnelli di mistificare i fatti e di cambiare il corso della storia. Purtroppo per lui e per tutto il calcio italiano il 2006 é stato un anno disastroso, in cui lo scudetto é stato assegnato legittimamente all’Inter dalla FIGC, e la Juventus é stata retrocessa in serie B insieme alla sua reputazione. Questi sono i fatti. Che non permetteremo a nessuno di alterare né di dimenticare”Uffa!

Ebbene sì, diciamolo, qui c’è qualcosa che non va. L’Inter, infatti, sbaglia completamente il tono della sua risposta, e sceglie la via della minacciosa indignazione invece di prendere quella del garbato sberleffo, l’unica percorribile in simili circostanze e di fronte a simili – quelle di Agnelli – parole. D’altra parte, se in questo mondo “contaminato” ci fosse più ironia (e meno bile), allora sarebbe la prova che il fall-out “calciopolesco” si è ormai diradato, e che il futuro finalmente ci sorride. E invece no, maledizione. Le scorie radioattive sono ancora fra noi, e la scena è dominata da mutanti biforcuti e “verginoidi” indignati. Che tristezza. Però ce lo meritiamo.

Enrico Steidler

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