Vincenzo Galdieri
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The Walking Dead 5 – Abraham, Rosita e Eugene: le verità nascoste

Il nuovo trio unitosi alla banda di Rick sembra molto affidabile e si è già ben integrato, ma nasconde troppe cose: qual è la verità?

The Walking Dead 5 – Abraham, Rosita e Eugene: le verità nascoste
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The Walking Dead

The Walking Dead – Abraham, Eugene e Rosita: cosa nasconderanno?

 Abraham Ford, Rosita Espinosa e Eugene Porter. All’apparenza identificabili come i futuri salvatori dell’umanità. I primi due rappresentano una coppia, lui sergente dell’esercito degli Stati Uniti e lei una giovane soldatessa ispanica. Il terzo, Eugene, è uno scienziato che è apparentemente a conoscenza sia della causa che della cura dell’epidemia. Per questo motivo lo scopo principale della coppia è portare l’amico sano e salvo a Washington DC dove proverà ad essere d’aiuto nella ricerca di una soluzione.Tutto questo è quello che sappiamo grazie alle parole dei personaggi, ma è davvero così che sta la situazione? 

ABRAHAM, ROSITA E EUGENE: PIENA FIDUCIA, MA TANTI DUBBI – Indubbiamente degni di fiducia, il trio si è dimostrato molto affidabile e coraggioso nel corso della quarta stagione rappresentando un reale aiuto e punto di forza per il gruppo di sopravvissuti guidato da Rick.


Ma ci stanno raccontando la verità? Abraham, apparso per la prima volta nella 4×10 salvando Glenn e Tara da una situazione spiacevole, ha come unico obbiettivo il portare lo scienziato nella capitale. Sembra essere davvero convinto che l’amico possa rappresentare la salvezza per l’umanità e insiste nel convincere gli altri dell’urgenza di compiere questo viaggio. Cosa spinge il sergente ad avere così tanta fiducia nel compare? E cosa gli fa credere che la situazione di Washington non sia precipitata come nel resto del Paese? Ricordiamo che nella prima stagione anche Atlanta venne definita come porto sicuro, un luogo in cui la salvezza sarebbe stata certa, risultando poi essere stata anch’essa devastata e dominata dagli zombie. L’uomo però continua a insistere spiegando che lì il gruppo troverà rifugi e molto altro costruiti anche in prevenzione di catastrofi delle dimensioni apocalittiche come quella che stanno vivendo.


Eugene è un goffo nerd (ndr) dalla capigliatura particolare e molto imbranato soprattutto con le armi – nella 4×11, provando ad uccidere alcuni zombie, finisce col forare il serbatoio di benzina dell’auto di cui si stavano servendo, lasciando il gruppo letteralmente a terra-, ma nel contempo rappresenta l’unica speranza, a detta di Abraham, di salvare il mondo. Il trio si mostra restio nel confidare agli altri sopravvissuti in cosa consisterebbe la cura ma nella 5×01, sotto richiesta insistente di Sasha, Eugene rivela la sua appartenenza al Progetto Genoma Umano e che questo fa si che egli conosca la maniera per invertire l’epidemia.


Sarà davvero così? Possiamo fidarci di loro -alla maniera di Carl che afferma “non possono essere tutti cattivi” riferendosi però a Padre Gabriel (5×02)- oppure dobbiamo rimanere sospettosi e allerta nonostante tutto?

EUGENE PRIGIONIERO E COLPEVOLE? – Pensandoci, non abbiamo molte informazioni reali su questi tre se non per ciò che loro stessi ci hanno raccontato. Però, se c’è una cosa che TWD ci ha insegnato è proprio il non fidarci delle prime impressioni. Chi ci dice che dicano la verità al 100%? O meglio, chi ci dice che ciò che ci stanno facendo credere sia la realtà? Insistono nel farci considerare Eugene come l’unico salvatore, colui in grado di invertire l’epidemia e salvarci tutti. Chi ci dice che in realtà non sia stato proprio lui a causare tutto e che Abraham e Rosita lo abbiano scoperto e fatto loro “prigioniero” e che non lo stiano portando a Washington solo per fargli riparare al suo errore? Teorie cervellotiche, certo, ma si sa: è ‘The Walking Dead’, e può accadere qualunque cosa.

Antonella Sivo 

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One Response to The Walking Dead 5 – Abraham, Rosita e Eugene: le verità nascoste

  1. Maurizio Rovea 24 ottobre 2014 at 21:01

    In effetti quando Eugene dice che si può combattere l’epidemia da un computer il primo pensiero è che si riferisca a un videogioco,poi pensandoci può essere che come hanno diffuso il virus nell’aria possano diffondere l’antidoto che però funzionerebbe solo per i vivi. Quelli che sono morti e si sono risvegliati dovranno essere uccisi nuovamente colpendoli in testa.E il responsabile dell’inizio dell’apocalisse potrebbe davvero essere stato lui.

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