Filippo Miosi
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Un addio troppo silenzioso: Moratti saluta l’Inter dopo 18 anni di luci ed ombre

L'ex presidentissimo Moratti, che ha guidato l'Inter per 18 anni, ha ufficialmente lasciato ieri: ripercorriamo tutta la sua storia a tinte neroazzurre

Un addio troppo silenzioso: Moratti saluta l’Inter dopo 18 anni di luci ed ombre
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Moratti è stato l’anima dell’Inter, Fin da quel lontano giorno del 1995 in cui aveva riportato i nerazzurri sotto la guida della famiglia Moratti dopo i fasti di papà Angelo. L’ormai ex n°1 neroazzurro ha vissuto in 18 anni stagioni movimentate, costellate da ottimi acquisti e grandi partite ed operazioni di mercato inspiegabili e gestioni tecniche scellerate, fino ad arrivare al ciclo vincente degli ultimi anni della sua presidenza.

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Dopo 18 anni, Moratti dice addio all’Inter

UN MERCATO DI LUCI ED OMBRE – Durante il corso di tutta la sua presidenza, Moratti non si è mai risparmiato dal punto di vista economico: è noto infatti che l’ex presidente ha sempre messo mano al portafoglio per regalare ai tifosi grandi colpi di mercato che potessero portare l’Inter a conquistare il palcoscenico che meritava. L’ esempio più fulgido è certamente quello di Ronaldo. Il Fenomeno, che all’epoca vestiva la maglia del Barcellona, fu strappato ai blaugrana pagando l’intera clausola rescissoria  da 48 miliardi di lire presente sul suo contratto. Fu il primo grande regalo del Presidente al popolo neroazzurro che si ritrovò in squara uno dei calciatori più forti della storia. Parallelamente a Ronaldo possiamo collocare Christian Vieri, altro grande colpo di mercato, prelevato dalla Lazio per la cifra record di 90 miliardi. Moratti inoltre, ha il merito di aver acquistato anche calciatori che sarebbero diventati bandiere storiche della squadra neroazzurra: Javier Zanetti su tutti. Il capitano, arrivato nell’estate del 95′, quello del primo mercato sotto la presidenza Moratti, sembrava destinato ad essere una meteora nel campionato italiano, ma, come ben noto, è diventato l’erede spirituale di Beppe Bergomi, e il capitano più vincente della storia neroazzurra. Negli ultimi anni di presidenza, quelli delle vittorie, Moratti ha superato se stesso: nel 2006, complice la dipartita della Juventus finita in Serie B, prese Ibrahimovic e Vieira, diventati poi i pilastri della prima Inter vincente di Mancini. Due anni dopo, complici le dimissioni dello stesso Mancini, ingaggia Josè Mourinho. Nel 2009 si compie il mercato migliore della gestione Moratti: Ibrahimovic viene ceduto al Barcellona in cambio di Eto’o e 40 milioni di euro. Con gli acquisti di Milito e Sneijder che completano la squadra, è tutto pronto per l’assalto alla Champions League, da sempre il sogno del presidente. Il sodalizio con il portoghese riporta la Champions a Milano, sponda neroazzurra, cosa che non accadeva da 45 anni.

GLI ERRORI – Gli anni di presidenza però non furono costellati da soli successi: Moratti ed i suoi collaboratori negli anni hanno eseguito operazioni di mercato discutibili. Basti pensare alla cessione di Pirlo e Seedorf al Milan, due degli errori peggiori. Parallelamente si può collocare anche quella di Cannavaro alla Juventus: l’ex capitano della Nazionale fu ceduto in cambio di Fabian Carini, portiere mediocre che fu poco più che una comparsa nell’Inter. Menzione d’onore la meritano bidoni del calibro di : Brechet, Kily Gonzales, Van der Meyde e Quaresma, calciatori acquistati come potenziali fenomeni ma che si sono rivelati soltanto uno spreco di risorse economiche.

UN ADDIO TROPPO SILENZIOSO – Nella giornata di ieri si è consumato l’addio di Moratti: l’eco però è stata troppo debole, i tifosi neroazzurri presenti allo stadio per la partita con il St.Etienne non hanno esposto neanche uno striscione per salutare l’ex Presidente,  e non gli hanno dedicato neanche un coro. L’epopea Morattiana meritava un epilogo migliore vista la mole di denaro investita dalla famiglia nella società neroazzurra e l’attaccamento dimostrato in 18 anni di onorata presidenza.

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